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Per la prima volta nella storia un Giubileo diffuso sul territorio

Una domanda si è ripetuta spesso tra sé e sé Jorge Mario Bergoglio mentre si avvicinava il secondo anniversario della sua elezione: “Come la Chiesa può rendere più evidente la sua missione di essere testimone della misericordia?”. Lo ha rivelato lui stesso, nell’omelia della liturgia penitenziale del 13 marzo 2015, quando ha poi annunciato: “Ho deciso di indire un Giubileo straordinario che abbia al suo centro la misericordia di Dio. Sarà un Anno Santo della Misericordia che inizierà nella prossima solennità dell’Immacolata Concezione e si concluderà il 20 novembre del 2016, festa di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo e volto vivo della misericordia del Padre”. La grande novità di questo Giubileo è che non sarà necessario, per ottenere l’indulgenza plenaria, recarsi a Roma e visitare almeno una delle 4 Basiliche Papali (San Pietro, San Giovanni, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le Mura).

Infatti il Papa ha deciso che una Porta Santa sia aperta in ogni Cattedrale del mondo, e che nelle diocesi il vescovo indichi anche altre chiese o santuari che possano essere visitati ottenendo lo stesso beneficio spirituale. Francesco vuole che “l’indulgenza giubilare giunga per ognuno come genuina esperienza della misericordia di Dio”, come ha scritto nella Lettera indirizzata al Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione. Il testo contiene le disposizioni perché tutti possano “vivere e ottenere” il perdono dei peccati compiendo ciascuno il “breve pellegrinaggio” per lui possibile, e varcare, ma non necessariamente in modo fisico, una Porta Santa.

L’intento del Papa è favorire “la riscoperta della ricchezza contenuta nelle opere di misericordia corporale e spirituale”, tra le quali figurano anche l’accoglienza degli immigrati e il volontariato nelle carceri e negli ospedali. “L’esperienza della misericordia, infatti, diventa visibile nella testimonianza di segni concreti come Gesù stesso ci ha insegnato”. Dunque, stabilisce Francesco nella Lettera, “ogni volta che un fedele vivrà una o più di queste opere in prima persona otterrà certamente l’indulgenza giubilare”.

Francesco descrive nel testo “l’impegno a vivere della misericordia per ottenere la grazia del perdono completo ed esaustivo per la forza dell’amore del Padre che nessuno esclude”. Un atteggiamento che dovrà contraddistinguere tutti i cristiani, affinché quella concessa sia davvero “ un’indulgenza giubilare piena, frutto dell’evento stesso che viene celebrato e vissuto con fede, speranza e carità”. “E’ mio desiderio – confida Bergoglio – che il Giubileo sia esperienza viva della vicinanza del Padre, quasi a voler toccare con mano la sua tenerezza, perché la fede di ogni credente si rinvigorisca e così la testimonianza diventi sempre più efficace”.

Anche se di norma “per vivere e ottenere l’indulgenza i fedeli sono chiamati a compiere un breve pellegrinaggio verso la Porta Santa, aperta in ogni Cattedrale o nelle chiese stabilite dal vescovo diocesano, e nelle quattro Basiliche Papali a Roma, come segno del desiderio profondo di vera conversione”, il Pontefice dispone dunque eccezioni per “quanti per diversi motivi saranno impossibilitati a recarsi alla Porta Santa, in primo luogo gli ammalati e le persone anziane e sole, spesso in condizione di non poter uscire di casa”. “Per loro – precisa – sarà di grande aiuto vivere la malattia e la sofferenza come esperienza di vicinanza al Signore che nel mistero della sua passione, morte e risurrezione indica la via maestra per dare senso al dolore e alla solitudine”. L’indulgenza gli ammalati potranno ottenerla anche attraverso la tv, cioè partecipando in questo modo dal proprio letto alle liturgie alla liturgie dell’Anno Santo.

E Papa Francesco ha deciso che non restino esclusi dall’indulgenza plenaria concessa in occasione del Giubileo nemmeno “quei fedeli che per diversi motivi si sentono di frequentare le chiese officiate dai sacerdoti della Fraternità San Pio X”. “Questo Anno giubilare della misericordia non esclude nessuno”, ricorda il Papa che, “mosso dall’esigenza di corrispondere al bene di questi fedeli, per mia propria disposizione” stabilisce che “quanti durante l’Anno Santo della Misericordia si accosteranno per celebrare il sacramento della riconciliazione presso i sacerdoti della Fraternità San Pio X, riceveranno validamente e lecitamente l’assoluzione dei loro peccati”. 

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