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Per un giovane su 2 l'Università non prepara al mondo del lavoro

Milano – Per un giovane su 2 l’Universita’ non prepara al mondo del lavoro. E’ quanto emerge da ricerca condotta su oltre 10mila ragazzi, tra laureati e studenti, promossa dal Gruppo San Pellegrino, presentata oggi alla Iulm, durante un convegno sul tema “Giovani e Lavoro: quale sistema tra Universita’ e Aziende per favorire l’occupazione e valorizzare il Made in Italy”. Gli ultimi dati Eurostat spiegano che l’Italia e’ al penultimo posto in Europa (peggio fa solo la Grecia) per occupazione dei suoi laureati a tre anni dalla conclusione della carriera di studi. “Da anni abbiamo intrapreso un percorso di avvicinamento e ascolto dei giovani – afferma Stefano Agostini, Presidente e AD del Gruppo Sanpellegrino – Crediamo che recuperare il gap esistente con gli altri Paesi sia necessario non solo per il futuro dei nostri laureati ma anche per dare una prospettiva al sistema economico italiano e all’industria Made in Italy attraverso idee e visioni innovative. Per questo ci impegniamo a dare loro centralita’ fungendo da facilitatori tra il mondo accademico e quello delle Imprese”. Per il Ministro dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca, Stefania Giannini, che ha inviato un messaggio all’evento: “L’iniziativa di oggi rappresenta un esempio brillante di come il mondo dell’universita’ e il mondo del lavoro possano incontrarsi positivamente. Non dobbiamo stancarci di dire che la laurea rappresenta un vantaggio competitivo per una rapida e migliore occupazione rispetto a chi non ce l’ha. Bisogna lavorare quindi per un vero diritto allo studio e per un patto forte tra atenei e imprese non solo alla fine dei percorsi universitari”.

La ricerca promossa dal Gruppo Sanpellegrino sul tema, ha fatto anche luce sul punto di vista dei giovani. Poca esperienza maturata (26%), scarsa propensione delle aziende ad assumere (19,5%), settori di interesse saturi (17%) sono alcune delle difficolta’ individuate da laureati e studenti nel trovare un’occupazione e per il 46,5% di loro nemmeno l’Universita’ prepara adeguatamente ad entrare nel mondo del lavoro. In effetti, stando alle ultime statistiche Eurostat, poco piu’ di un laureato su due (il 52,9% del totale) risulta occupato entro tre anni dal conseguimento del diploma, si tratta del dato peggiore dell’Unione europea dopo la Grecia. Ridurre questo gap e valorizzare i giovani significa, per il 44% dei laureati e studenti coinvolti nella ricerca, dare anche un’opportunita’ per sostenere il Made in Italy e impiegare energie nuove per l’intero Paese. Nell’ambito del convegno e’ stato assegnato anche il terzo Premio Sanpellegrino Campus, tre borse di studio del valore di 1.500 euro e 3 stage alle migliori tesi in categorie chiave per il sistema economico italiano, ovvero “Acqua e Benessere”, “Sostenibilita’ Ambientale ed Economica”, “Made in Italy”. A ricevere il riconoscimento sono stati nell’ordine Francesco Azzola, 25enne di Clusone (BG); Pietro Richelli, 26enne di Verona; Giorgio Tinacci, 25enne di Montespertoli (FI).(AGI) 

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