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Perché Di Battista ha scelto di non candidarsi più e “uscire dai Palazzi”

Alessandro Di Battista non si candiderà in Parlamento alle prossime elezioni politiche del 2018. Le sue priorità al momento sono altre: suo figlio Andrea, prima di tutto. E poi i libri (da scrivere), il mondo (da esplorare), i sogni da realizzare e il futuro da costruire. In tutto questo progetto, la politica continuerà a rivestire un’importanza fondamentale, così come il Movimento 5 Stelle, che il deputato 39enne continuerà a sostenere sempre.

“Non lascerò mai il Movimento, ma esco dai Palazzi”

E a questo proposto, ci tiene a sottolineare nel videomessaggio pubblicato su Facebook in cui annuncia il ritiro, non c’è alcun attrito con i vertici pentastellati. “Diranno – ha ipotizzato il deputato – che ci sono dissidi tra Beppe (nel senso di Grillo ndr) e me o tra Luigi (inteso Di Maio ndr) e me: per me Beppe è un esempio e Luigi è un esempio e un fratello. Li sosterrò in campagna elettorale solo che farò una campagna elettorale da non candidato perché in questo momento ho delle altre aspirazioni. Si può fare politica anche fuori dai palazzi. Io prima di fare politica mi occupavo di cooperazione internazionale, scrivevo per il blog. Sarà questo che tornerò a fare dall’estate prossima”.

D’altronde, sostiene ancora Di Battista, “Il Movimento ha cambiato la mia vita, mi ha fatto crescere come uomo. Mi ha permesso di lottare per le idee in cui credo”, “è la mia seconda pelle. Non lo lascerò mai”. Solo che non lo farà nelle piazze e a bordo del suo scooter: “”Non nego che la nascita di mio figlio è come se avesse dato ancora più benzina a una scelta che era già presa. Quando ti nasce un figlio inizi a pensare moltissimo al tuo futuro, alle tue reali aspirazioni, ai tuoi sogni. E tra i miei sogni c’è la scrittura: continuare a combattere dal punto di vista politico anche attraverso la controinformazione e la scrittura. Tra qualche giorno uscirà un libro che ho scritto sul Movimento, su questa scelta e sulla paternità”.

Uno stop momentaneo?

Nello stesso videomessaggio Di Battista ha dichiarato: “Chi mi conosce sa che qualche tempo fa avevo già detto che se si fosse andati a fine legislatura non mi sarei ricandidato per un secondo mandato, per adesso”. L’anno sabatico potrebbe nascondere l’intenzione di non voler bruciare l’ultima buona chance. Al parlamentare romano già eletto nel 2013 resta infatti solo un’altra legislatura in Parlamento, per la regola del Movimento 5 Stelle che limita a due i mandati per ogni attivista. Il prossimo giro di giostra, osserva Vanity Fair, “si preannuncia non proprio godibile: una vittoria elettorale dei 5 Stelle incerta; una governabilità in caso di vittoria, grazie a una legge elettorale pasticciata, ancora meno certa; e la possibilità, qualora mai ci sia, di candidarsi a Palazzo Chigi andata definitivamente in fumo”.

Il parlamentare romano – scrive Il Fatto Quotidiano – era stato eletto a Montecitorio nel febbraio del 2013: dopo aver raccolto 313 voti alle parlamentarie del Movimento 5 Stelle era stato inserito al quarto posto nella lista della circoscrizione Lazio 1. In precedenza si era candidato senza successo con la lista Amici di Beppe Grillo alle comunali di Roma nel 2008. Non ricandidandosi alle prossime politiche, quindi, Di Battista avrebbe all’attivo soltanto un mandato da portavoce: per le regole del Movimento 5 Stelle, dunque, può ancora ricoprire un nuovo mandato da eletto.

Il benestare di Grillo

Grillo, anche lui reduce da un “passo di lato” – ricorda il Corriere – sembra aver compreso e accettato la scelta di quello che ha designato come il suo erede come frontman. “Alessandro ha la mia massima stima”, avrebbe detto il garante. “Ovviamente siamo consapevoli del vuoto che lascia – dicono nel Movimento – ma siamo altrettanto convinti che questa sia solo una parentesi e il prossimo capitolo sia tutto da scrivere”. E proprio per smorzare i toni dell’ addio ai palazzi della politica, quasi a voler rimarcare il suo legame con il mondo pentastellato, ieri sera il deputato romano – dopo la diretta Facebook – ha deciso di cenare con un gruppo di Cinque Stelle a lui vicino. Un modo informale per ribadire la propria appartenenza al Movimento, al suo essere parte della squadra. «Dibba sarà uno dei tre tenori della nostra campagna elettorale insieme a Di Maio e Grillo», sottolineano ancora i Cinque Stelle, come a voler esorcizzare il distacco e a stare concentrati sulla campagna elettorale.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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