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Perché dopo l'abbattimento dell'aereo israeliano la tensione è tornata massima in Medio Oriente

Una mattinata all’insegna dell’alta tensione tra Siria e Israele, che sembra segnare un possibile punto di svolta rispetto ad una possibile escalation nell’area: alle prime ore dell’alba, infatti, un aereo israeliano è stato abbattuto dai sistemi di difesa siriani, precipitando nella valle di Jezreel (nei pressi del villaggio israeliano di Harduf) e facendo scattare i sistemi di allarme nel Golan occupato, udibili nei villaggi del nord dello Stato ebraico. Si tratta forse del più rilevante “incidente” tra Siria, Iran e Israele dall’inizio del conflitto siriano nel 2011, che sembra segnare un “salto di qualità” nel coinvolgimento di Tel Aviv.

Secondo il portavoce dell’Esercito israeliano Jonathan Conricus il jet abbattuto – i cui piloti, uno dei quali ferito in modo serio, sono stati trasportati in ospedale – era di ritorno dalla Siria, dove alle prime luci del mattino ha condotto 12 raid su diversi obiettivi militari. In seguito all’abbattimento dl jet, per circa 15 minuti i voli in partenza e in arrivo all’aeroporto Ben Gurion di Tel aviv sono stati sospesi. Gli aerei israeliani – protagonisti di un centinaio di raid in Siria dal 2011 – avrebbero colpito in particolare una base iraniana per il lancio di droni, dopo che un velivolo senza pilota “in missione militare ed operato da forze iraniane” sarebbe stato intercettato nel corso della notte (intorno alle 4.30) in territorio israeliano.

Original footage showing #Iranian UAV infiltrating and then shot down over Israel, and #IDF strike on Iranian command vehicle in #Syria pic.twitter.com/Sz6poAOdjc

— Jonathan Conricus (@LTCJonathan) 10 febbraio 2018

Israele conferma per la prima volta di aver attaccato obiettivi siriani

È anche la prima volta che Israele conferma esplicitamente di aver attaccato obiettivi militari iraniani in Siria. Le forze armate israeliane hanno avvertito Teheran di considerare come “un attacco” l’ingresso del drone intercettato. “L’Iran è responsabile di questa violazione di sovranità, sta giocando col fuoco”, ha twittato il portavoce delle forze di Israele, Jonathan Conricus. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, altri bombardamenti israeliani sono stati effettuati nei dintorni di Damasco e nel deserto di Homs, presso una base aerea di bombardieri T4, utilizzata sia dagli iraniani che dai russi a supporto del regime di Bashar al Assad. “Dodici obiettivi, incluse tre batterie anti missile e quattro basi iraniane in Siria sono state distrutte”, conferma il portavoce Conricus.

“Il nemico israeliano ha attuato un’altra aggressione ad una delle nostre basi militari nelle regioni centrali del Paese, ed i nostri sistemi di difesa hanno abbattuto più di un aereo israeliano”, dichiara una fonte militare siriana all’agenzia Sana. Non ci sono conferme israeliane su altri aerei abbattuti, a parte quello precipitato nel nord di Israele. L’agenzia russa Interfax cita invece le parole dell’ambasciatore israeliano a Mosca: “Le azioni di Hezbollah e di milizie filo iraniane nel sud della Siria devono essere fermate”.

La potenza delle forze in campo e l’ipotesi di un conflitto senza precedenti

“L’ammontare delle forze che potremmo impiegare nella prossima guerra in Libano non è paragonabile a quelle messe in campo nel 2006”, aveva commentato ieri sul ‘Jerusalem Post’ Gabi Siboni, ex colonnello dell’esercito israeliano e consulente dell’Institute for national strategic studies di Tel Aviv. “Ci sono circa 200 villaggi nel sud del Libano, che vengono usati come base di lancio dei missili di Hezbollah. Li colpiremo tutti quanti, se necessario”, ha aggiunto Siboni.

Secondo gli analisti israeliani, nel caso di un conflitto con Israele, Hezbollah sarebbe in grado di lanciare migliaia di razzi solo nelle prime ore, che dovrebbero “fare i conti con i sistemi anti missile israeliani come l’Iron Dome, David’s Sling, Arrow 2 e Arrow 3”, ha dichiarato l’analista ed ex generale Yossi Kuperwasser, secondo cui “sarebbe una battaglia senza precedenti tra i missili iraniani e siriani e i nostri sistemi di difesa”. Secondo le stime israeliane, Hezbollah è in possesso di circa 150.000 razzi a corto, medio e lungo raggio, oltre a 50.000 uomini, riservisti compresi.

Lo scorso settembre, un comandante di Hezbollah aveva dichiarato che sono circa 10.000 i combattenti sciiti nel sud della Siria, pronti alla mobilitazione. Secondo gli analisti israeliani, il ‘Partito di Diò in un’eventuale guerra con Israele sarebbe in grado di lanciare 1.500-2.000 missili, molti di più dei 130-180 lanciati durante la guerra del 2006. Nella tarda mattinata si erano diffuse delle voci secondo cui alcuni missili sarebbero caduti nella valle della Beqaa – dove è forte la presenza di Hezbollah – smentite prontamente da una fonte della sicurezza interna libanese. Intanto in Libano, al palazzo presidenziale di Baabda è in corso una riunione straordinaria tra il presidente della Repubblica Michel Aoun, il primo ministro Saad Hariri e il presidente del Parlamento, Nabih Berri. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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