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“Perché ho condiviso il volto di mio figlio picchiato dai bulli”

Come le altre testate che si stanno occupando della notizia, pubblichiamo, nel rispetto delle leggi sulla stampa, un’immagine pixelata del volto del piccolo Fabio, pestato da tre coetanei a Mugnano, un comune del napoletano. La fotografia che sta venendo condivisa da migliaia di persone su Facebook raffigura invece, dolorosamente riconoscibile, l’intera faccia del tredicenne, con lo zigomo tumefatto dalle botte di tre aggressori suoi coetanei, due dei quali sono già stati fermati dai carabinieri. A decidere di pubblicare sul social network il volto del figlio, segnato dal pestaggio subito mentre rincasava, è stato il padre.

“Non c’è privacy che tenga”

“Non c’è privacy che tenga, e neanche la vergogna. Vergogna ne deve provare chi fa questi gesti, e non chi li subisce”, spiega l’uomo a ‘Corriere del Mezzogiorno tv’ le ragioni della scelta di pubblicare l’immagine sul social network. Questa “denuncia pubblica”, ha spiegato il papà dell’adolescente, è stata fatta perche’ “mi interessava coinvolgere l’opinione pubblica. Non bisogna pensare che queste cose accadono solo agli altri o che non accadono, purtroppo sono cose che succedono e l’unico modo per combatterle sensibilizzare le persone sull’argomento, per questo ho pubblicato anche la foto in maniera molto cruda”.

Il sindaco: “Dobbiamo riflettere tutti”

Tra coloro che hanno condiviso la foto del volto tumefatto del minorenne, che per fortuna ha riportato solo contusioni leggere, c’è anche il sindaco di Mugnano Luigi Sarnataro. “Quello che è successo ieri al piccolo Fabio”, scrive sul suo profilo Facebook il primo cittadino del comune del Napoletano, “schernito e malmenato da un gruppo di coetanei, è gravissimo e deve farci riflettere tutti! A lui e alla sua famiglia va tutta la mia solidarieta’ e vicinanza. Già nella giornata di ieri ho richiesto ai vigili urbani maggiori controlli, specie negli orari di uscita dalle scuole, per prevenire altri episodi simili”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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