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Perché il Vietnam è importante per l'impresa Italia 

Roma – Il Vietnam apre le porte agli investitori italiani. Con il ritiro degli Usa dal TPP (Trans-Pacific Partnership) Hanoi guarderà sempre di più all’Europa, e in particolare all’Italia.

“Dopo la firma dell‘accordo di partenariato strategico nel 2013, l’Italia è diventato uno dei maggior partner commerciali del Vietnam; quest’anno puntiamo a raggiungere un interscambio di 6 miliardi di dollari “: lo ha dichiarato il presidente della Repubblica socialista del Vietnam Tran Dai Quang, intervenuto al business forum Italy-Vietnam nella sede di Confindustria, conclusosi con la firma di un MoU (Memorandum ​of Understanding​) con VCCI (Vietnam Chamber of Commerce and Industry).

 

Prdt. dialogues w/Italian BusinessCommunity #ITAvsVNM @Confindustria @ItalyinVietnam @ITAHochiminh bring Bilateral #Trade to 6bn USD 2017-18 pic.twitter.com/gon8gJbFBq

— VNM Foreign Ministry (@MOFAVietNam) 23 novembre 2016

 

Infrastrutture, meccanica strumentale, cuoio e pelletteria, agroalimentare, ingegneria, tessile, abbigliamento, industria calzaturiera, industria del legno, ricerca e sviluppo, design, tecnologie verdi, medicinali e turismo: sono questi alcuni dei settori sui quali il Vietnam punta per estendere la cooperazione con l’Italia.

L’incontro tra Mattarella e Quang

Dopo oltre 30 anni di riforme economiche, il Vietnam da economia sottosviluppata è diventato una dei paesi in via di sviluppo più dinamici del sud-est asiatico. Da quando il governo di Hanoi ha avviato nel 1986 la “Doi Moi” (la politica delle “porte aperte”), il reddito medio pro capite è passato da 100 dollari a circa 1.700 dollari. Stabilità economica, sociale e inflazione sotto controllo: sono questi i tre fattori chiave che rendono la ‘tigre asiatica’ attraente per gli investitori stranieri. Italia in testa.

Obiettivo 6 miliardi interscambio nel 2016

Nel 2015 l’interscambio tra Italia e Vietnam è stato di circa 4,3 miliardi e l’obiettivo del 2016 è di portarlo a 6 miliardi. “Il Vietnam nel 2015 ha registrato una crescita del 6,7% – ha detto il presidente vietnamita – e rappresenta uno sbocco fondamentale per gli investimenti italiani nel Sud-Est asiatico”. L’Italia è il 31 paese investitore nel Paese, con 77 progetti valutati in 360 milioni di dollari. Molte sono le imprese che producono in Vietnam per il mercato asiatico, a partire da Piaggio, Ariston e Bonfiglioli, tanto da far salire il paese al primo posto tra quelli dell’Asean per rapporti commerciali con l’Italia.

 

Gaetano Pignataro at Piaggio Cong Thanh Opening in Ho Chi Minh City
Piaggio Vietnam
3S MỚI TẠI TP.HCM
12/08/2015
Công Thành
Piaggio Việt Nam pic.twitter.com/zT4yyZOR82

— Gaetano Pignataro (@gaepignataro) 18 novembre 2016

 

Nel 2018 accordo libero scambio con Bruxelles

ll Vietnam ha inoltre firmato un accordo di libero scambio con Bruxelles che entrerà in vigore nel 2018: “Il nostro obiettivo è di realizzare una integrazione sempre più profonda con i mercati europei. Il nostro modello di crescita punta sui settori dell’innovazione e dello sviluppo sostenibile. Vogliamo importare le vostre tecnologie verdi per ridurre le emissioni di gas serra”.

Ambiente e d energia settori in primo piano

Ambiente ed energia al primo posto: il Vietnam non possiede tecnologie avanzate e vede nell’Italia il partner ideale per importare nuovi macchinari anche per l’esplorazione e l’estrazione di petrolio e gas. “Le nostre economie sono compatibili, vi invitiamo a fare affari con il Vietnam” ha ribadito il presidente. Con una popolazione di oltre 92 milioni di persone, il mercato interno è caratterizzato da sostenuti ritmi di crescita e un crescente potere d’acquisto. “Vogliamo consolidare e rafforzare lo scambio e la cooperazione tra l’Italia e il Vietnam e intensificare le relazioni commerciali, finanziarie, culturali – ha sottolineato il presidente Tran Dai Quang -; è nostro interesse sviluppare i rapporti di collaborazione tra le pmi italiane e vietnamite e sostenere gli investimenti bilaterali”.

Infrastrutture, meccanica strumentale, cuoio e pelletteria, agroalimentare, ingegneria, tessile, abbigliamento, industria calzaturiera, industria del legno, ricerca e sviluppo, design, tecnologie verdi, medicinali e turismo: sono questi i settori sui quali il Vietnam intende cooperare con l’Italia. E attrarre maggiori investimenti, anche grazie agli incentivi fiscali introdotti nel 2014 e che riguardano 57 settori industriali. “Vogliamo sfruttare i punti di forza delle nostre economie e trasformare la collaborazione tra le nostre imprese in un modello di cooperazione”, ha aggiunto il presidente del Vietnam.

Addio Trump a Tpp un’opportunità

“L’attuale interscambio non riflette le potenzialità, dobbiamo fare di più”: lo ha dichiarato il presidente del VCCI, Vu Tien Loc. “L’addio di Trump al TPP è un’opportunità di sviluppo per i rapporti tra Vietnam e Italia” , ha sottolineato Vu Tien Loc: con il ritiro degli Usa dal Trans-Pacific Partnership (l’accordo di libero scambio tra gli Usa e 11 paesi che si affacciano sul Pacifico, esclusa la Cina), “Hanoi guarderà sempre di più all’Europa, e all’Italia”. Non solo. “La firma del memorandum d’intesa tra Confindustria e VCCI – ha aggiunto – è un forte segnale della volontà dei due governi di sostenere le imprese nel processo di internazionalizzazione e aumentare l’interscambio commerciale”. Nel 2017 il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, guiderà una missione di sistema in Vietnam con imprenditori italiani. “La missione di Calenda sarà un passo cruciale per concretizzare gli accordi di cooperazione”, ha concluso Vu Tien Loc.

Per approfondire:

Tran Dai Quang: https://it.wikipedia.org/wiki/Tr%E1%BA%A7n_%C4%90%E1%BA%A1i_Quang

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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