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Perché la Gran Bretagna rischia di avere un Parlamento 'appeso'

La Gran Bretagna rischia lo stallo. Le elezioni dell’8 giugno, “forse le più importanti dal 1945” come scrive il Guardian, volute da Theresa May per negoziare Brexit da posizione di forza, rischiano di trasformarsi in una sonora bocciatura per la leader conservatrice e di trascinare il Paese in una impasse

Tories, emorragia di consenso

 Il consenso dei Tories, dati ampiamente in vantaggio solo alcune settimane fa, si è eroso giorno per giorno e l’ultima rilevazione di YouGov attribuisce ai Conservatori il 42% delle intenzioni di voto, contro il 38% dei laburisti: percentuali che tradotte in seggi, significano 305 deputati per il partito della May e 268 per quello di Jeremy Corbyn. Entrambi i partiti dunque, se le stime dell’istituto fossero confermate, sarebbero lontani dalla soglia dei 326 seggi necessari a costituire una maggioranza di governo.


Cosa diconoi sondaggi

  • Conservatori: 42% (pari a 305 deputati)
  • Laburisti: 38% (pari a 268 deputati)
  • Liberaldemocratici 9% (pari a 13 deputati)
  • Scottish National Party: 4% (pari a 42 deputati, un’anomalia del sistema elettorale britannico)

Ancora più indietro i LibDem, unica forza politica britannica apertamente contraria alla Brexit, che secondo il sondaggio otterrebbe un 9% portando a Westminster solo 13 deputati.

Il Parlamento ‘appeso’

Lo scenario sarebbe quello di un ‘hung Parliament‘, un Parlamento letteralmente ‘appeso’. E dunque, l’ingovernabilità. Nessuno dei due grandi partiti infatti, senza una maggioranza autonoma, può guardare alle altre forze politiche con la speranza di formare una coalizione di governo.

L’uscita della della Gran Bretagna dall’Unione europea è la pregiudiziale che impedisce alla May ogni tentativo di allearsi con il Liberaldemocratici. Lo stesso, anche se la questione è più sfumata, vale per il rapporto tra il Labour e lo Scottish National Party di Nicola Sturgeon. La ‘first minister’ scozzese la settimana scorsa ha aperto all’ipotesi di un’intesa non organica ma di programma con il partito di Corbin.

Il ruolo dello Scottish National Party

Secondo il sondaggio di YouGov, lo Snp al momento avrebbe il 4% dei consensi, tutti concentrati ovviamente in Scozia, il che grazie al sistema elettorale britannico gli consentirebbe di portare ai Comuni 42 deputati, che sommati ai 268 del Labour aprirebbe lo spazio per una possibile maggioranza. Ma è molto difficile che Corbyn torni indietro su Brexit, mentre Sturgeon considera la permanenza in Europa fondamentale.

Il peso della sicurezza

La vigilia del voto, funestata dal terzo sanguionoso attacco terroristico in tre mesi, ha riportato al centro della campagna elettorale la questione sicurezza. Corbyn, all’indomani degli attacchi di Londra, ha chiesto le dimissioni di Theresa May, accusandola di avere tagliato migliaia di agenti di polizia durante i suoi sei anni da ministro dell’Interno. Il primo ministro ha risposto che i conservatori hanno invece difeso il budget sulla sicurezza che il Labour voleva tagliare.

All’orizzonte, in un paese impaurito dalla minaccia terrostica, potrebbe profilarsi un governo di larghe intese. Oppure, e questa è l’opinione di molti osservatori, prevarrà il ‘voto grigio’ dell’elettorato britannico che alla fine deciderà di fare una scelta chiara e netta come accadde nel 2015, ridando fiducia ai conservatori di Theresa May.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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