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Perché l'allarme siccità ci riguarda da vicino

Qualche decennio fa il problema della mancanza di acqua sembrava essere confinato al continente africano, ma ad un certo punto si è cominciato a parlare di siccità anche in Paesi come la Cina, l’ India, il Brasile, l’ Australia, e poi due anni fa l’emergenza ha colpito anche la California e addirittura la Spagna. In questi sei Paesi oggi ci sono gravi episodi di mancanza idrica che impattano sulle produzioni agricole, ma anche sulla vita di tutti i giorni, perché il rischio è diventato alto anche nelle città. Nemmeno l’Italia può dormire sonni tranquilli. Dopo l’inverno appena trascorso, dove piogge e precipitazioni nevose sono state scarse, si parla già di crisi idrica.

Coldiretti: “Peggior crisi idrica del decennio”

In questo momento, a far paura a molte regioni italiane è proprio l’estate e il rischio che molte città rimangano a corto d’acqua. A lanciare per prima l’allarme è stata la Coldiretti che ha parlato di “peggiore crisi idrica del decennio”. In Calabria, si legge sul sito quicosenza.it si teme il 50% di acqua in meno per l’estate. Il Mattino scrive che già da alcune notti 16 comuni del Napoletano sono rimasti senza acqua. Il fiume Po a fine aprile era sceso ad un livello idrometrico di appena -2,62 metri, lo stesso di inizio agosto del 2016, è quanto scrive Il Giorno.

Cosa sta succedendo in Italia

Le piogge – secondo i dati Ucea (Unità di ricerca per la climatologia e la meteorologia applicate all’agricoltura) – sono diminuite in tutta Italia del 47,4%, soprattutto durante i mesi invernali. Il picco negativo si è registrato a dicembre 2016 in cui è caduta il 67% di acqua in meno sulla Penisola. Ad essere più colpite sono state le regioni del nord-est. Il livello dei fiumi e dei laghi, secondo l’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale), è il più basso degli ultimi 10 anni.

Le conseguenze        

La mancanza di precipitazioni per tutto l’inverno 2016-2017 ha avuto e avrà  conseguenze importanti non solo sull’agricoltura, ma anche sulle abitazioni. La Coldiretti parla di 100 milioni di danni nel comparto agricolo. Molte regioni italiane si trovano quindi nel pieno di una crisi idrica. L’Alto Adige ha deciso di svuotare parzialmente anche i bacini di raccolta di acqua delle dighe idroelettriche per aumentare la portata del fiume Adige. La situazione è critica anche in Sardegna che a gennaio 2016 è passata dalla siccità alle gelate per neve, con gravi danni alle coltivazioni. In pericolo anche il settore agricolo nel Viterbese, dove anche qui è mancata l’acqua e poi sono arrivate gelate fuori stagione.

In Veneto il dato più preoccupante

La Regione ha dichiarato lo stato di crisi idrica in tutto il territorio. Il dato più recente è anche quello più preoccupante: In Veneto tra fine 2016 e inizio 2017 le precipitazioni sono diminuite del 97% rispetto alla media. Mai così basse dagli ultimi 20 anni soprattutto in montagna.

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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