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Perché l'Antico Caffè Greco di Roma rischia di chiudere per sempre

Il 2018 nel centro di Roma si apre con l’ultimo tra i caffè storici rimasti, l’antico Caffè Greco di via dei Condotti, sotto sfratto. A settembre scorso è scaduto il contratto e il 6 novembre il Tribunale di Roma ha imposto all’attuale gestore della struttura (la società Antico Caffè Greco Srl) di uscire dai locali entro il 20 marzo 2018. Da 250 anni il Caffè Greco, chiamato così probabilmente per le origini levantine del fondatore, è punto di riferimento per artisti, letterati e musicisti di passaggio nella Città Eterna, l’elenco degli avventori illustri è sterminato: da Renato Guttuso, che ha prodotto anche un ritratto della sala, passando per Gabriele D’Annunzio, Wolfgang Goethe, Arthur Schopenauer. E poi Alberto Moravia, Elsa Morante, Pier Paolo Pasolini, Ennio Flaiano e Orson Wells.

Se una caffè al tavolino costa 7 euro l’atmosfera che si respira all’interno della sala Omnibus rimane senza prezzo. L’Ospedale Israelitico, proprietario dell’immobile, avrebbe garantito di voler mantenere la continuità dell’esercizio, ma sembrerebbe intenzionato ad affittarlo ad un nuovo gestore con una locazione piu’ alta dei 18 mila euro al mese pagati attualmente. Il nosocomio da due anni è sottoposto a commissariamento per risanare i conti, dopo la bufera giudiziaria che ha coinvolto l’ex dg Antonio Mastrapasqua, per questo cerca di valorizzare il suo patrimonio immobiliare, tra cui i locali del Caffè Greco. Ma la struttura è sottoposta a dei vincoli in quanto esercizio storico, e poi ospita al suo interno una collezione di circa 300 opere d’arte, in pratica è il museo privato più importante presente in città.

All’orizzonte ci sarebbero importanti aziende pronte a rilevare la gestione del locale, disposte a pagare un affitto maggiorato. Una dinamica che rispecchia il percorso di progressiva perdita di identità del centro storico di Roma, che negli ultimi dieci hanno ha perso quasi 10 mila residenti e visto nascere un numero elevato di nuove attività commerciali perlopiù a vocazione turistica, tra ristoranti, pizzerie e negozi di grandi griffe dell’abbigliamento. Un percorso passato anche attraverso la chiusura di attività storiche, da caffè ad antichi negozi di artigiani fino a cinema e teatri.

Per il Caffè Greco il destino sembra diverso, perché l’attività non sembra in discussione, piuttosto i proprietari puntano a farlo fruttare maggiormente. Entro marzo c’è tempo per un eventuale intervento del Mibact, il Campidoglio finora non si è espresso.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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