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Perché l'Isis ha cambiato idea sulle donne che imbracciano il fucile

Fino a qualche tempo fa l’Isis concedeva alle donne del Califfato solo la possibilità di partecipare ad operazioni suicide, di farsi saltare in aria. Ma ora le direttive, stanno cambiando, complice forse la crescente difficoltà che il gruppo jihadista incontra sul piano militare. Sembra che alle donne dell’Isis verrà permesso di combattere come fanno gli uomini, come afferma l’azienda inglese di consulenza in materia di difesa, IHS Markit. E lo testimonia anche il capitolo 11 del numero di giugno di Rumiyah, magazine online dell’Isis, in cui compare un articolo dal nome “il nostro viaggio verso Allah”, che sottolinea l’importanza del ruolo delle donne in “questi tempi di sfide intense e complicate, e di tante e grandi battaglie”.

Quando le donne indossano la maschera del terrore. Soprattutto in Europa

Nel 2008 l’Isis affermava che le donne possono condurre attacchi “nelle circostanze in cui non e’ possibile agli uomini”. Il loro è sempre stato un ruolo di supporter, e i media occidentali le hanno spesso descritte come “mogli” e “madri”. In Europa, tuttavia, le donne sono state gradualmente coinvolte nella pianificazione di diversi attacchi diretti o ispirati dal gruppo terroristico.

Il questore di Parigi, Francois Molins, poco dopo l’arresto di Notre Dame affermava che le forze di sicurezza avrebbero iniziato a monitorare attentamente le donne di ritorno da Iraq e Siria. Secondo l’IHS Markit, questo graduale cambiamento nei meccanismi di reclutamento è dovuto alle enormi perdite dell’Isis sul campo di battaglia nel Levante. “Nonostante l’Isis affermi il contrario, sollecitare le donne ad assumere un ruolo attivo in battaglia è quasi sicuramente un tentativo di ridurre l’impatto della carenza di militanti”, spiega a Newsweek Ludovico Carlino, analista dell’IHS. “Questa retorica è in aperto contrasto con la vecchia propaganda che sottolineava il ruolo primario delle donne come madri e mogli dei mujahedin”, continua Carlino. “Le donne sono sempre rimaste al di fuori delle istituzioni dell’Isis, con l’eccezione di una brigata femminile a Raqqa, con ruoli di polizia religiosa”.

German sniper. In burqa

Già lo scorso luglio una ragazza tedesca, Linda Wenzel, era stata arrestata assieme ad altre sue sodali nella città vecchia di Mosul. E’ tuttora sotto custodia a Baghdad, sospettata di aver svolto la funzione di cecchino per il gruppo. Non solo l’Isis: recentemente anche i Talebani pakistani hanno lanciato una nuova rivista in cui si cerca di attirare reclute di sesso femminile. Il magazine, Sunnat-e Khaula, prende il nome da una combattente musulmana del settimo secolo. Si invitano le “donne dell’Islam” a “farsi avanti e unirsi ai mujahedin”. Nella rivista si può inoltre leggere una intervista alla moglie di un combattente, Fazlullah Khorasani. Anche nel Marawi, sud delle Filippine, l’Esercito locale – che combatte un gruppo affiliato all’Issi ormai da tre mesi – sostiene di aver registrato negli ultimi mesi un aumento delle combattenti, in ragione delle grandi perdite in battaglia tra gli uomini.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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