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Perché l'ong maltese Moas ha deciso di lasciare il Mediterraneo

L’Ong maltese Moas (Migrant Offshore Aid Station) ha annunciato di aver sospeso le proprie operazioni nel mar Mediterraneo per andare in Myanmar in soccorso all’etnia Rohingya. “La decisione – si legge in un comunicato – è maturata dopo aver verificato la situazione poco chiara in Libia per quanto riguarda le partenze dei migranti verso l’Italia”, il cui numero è in netta riduzione.

Finora Moas ha salvato più di 40mila persone

Prima unità mobile di ricerca e salvataggio in mare, “Moas è stata fondata nel 2014 con l’obiettivo di ridurre le tragiche perdite di vite umane lungo la rotta fatale delle migrazioni. Nei tre anni successivi, Moas ha salvato più di 40mila persone, tra bambini, donne e uomini vittime di violenza, povertà e persecuzione” ricorda il Corriere della Sera 

“Perché continueremo a salvare vite nel Mediterraneo”. L’intervista di Catrambone (Moas) ad Agi

Moas andrà ora a operare nel sud-est asiatico in soccorso alla minoranza musulmana Rohingya: negli scorsi dieci giorni, secondo le stime dell’Onu, 87mila persone sono fuggite verso il Bangladesh per scappare dal Myanmar dove sono in corso scontri tra l’Esercito di Salvezza Rohangya e le forze birmane. Quella maltese è una delle quattro Ong ad aver firmato il codice di condotta imposto dal governo italiano alle associazioni impegnate nelle operazioni di ricerca e soccorso in mare.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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