TwitterFacebookGoogle+

Perché l'uccisione di un'orsa in Trentino è diventata una polemica senza fine

“Saremo il vostro incubo” è la scritta che compare su un lenzuolo steso sul terreno dove l’orsa è stata uccisa. Non accennano a calmarsi le polemiche di animalisti e ambientalisti sollevate dopo l’abbattimento di KJ2, è questo il nome in codice dell’orsa di 16 anni e 131 chili di peso che viveva nei boschi del Trentino.

 

 

Aidaa: “In arrivo disdette per le vacanze in Trentino”

Dopo il boicottaggio lanciato dagli animalisti contro il Trentino Alto Adige sarebbero già una trentina – scrive Il Gazzettino – le disdette di prenotazioni di case vacanza e alberghi per il periodo del post ferragosto, per un totale di circa un centinaio di turisti tra italiani, russi e francesi che hanno deciso di non passare lì le vacanze dopo l’uccisione dell’orsa KJ2. Lo segnala Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente).

“Le segnalazioni di disdette immediate, ma sopratutto di persone che hanno deciso di cambiare località sciistica per il prossimo inverno, sono molte e ci arrivano alla media di tre o quattro ogni ora – dichiara Lorenzo Croce, presidente Aidaa – pensiamo che il boicottaggio reale sia la prima iniziativa, ma chiederemo all’Europa e al Governo di condannare ufficialmente questo assurdo e inutile omicidio dell’orso”.

Gli ultimi giorni di vita dell’orso

KJ2 è stata catturata dagli agenti del Corpo forestale e uccisa sabato 12 agosto perché ritenuta pericolosa per l’uomo. L’ordine di cattura e abbattimento era stato dato dal presidente della provincia di Trento, Ugo Rossi, dopo che l’orsa, il 22 luglio, aveva aggredito un uomo mentre passeggiava nei pressi del Lago di Lamar.

Per dare la caccia all’orso sono stati impiegati 30 forestali, che per la gestione del caso hanno dovuto seguire regole molto complicate.

 

 

Agli inizi di agosto KJ2 era stata catturata per la prima volta attraverso trappole ed esche e prima di rimetterla in libertà le era stato messo un radiocollare e prelevati un campione di sangue e di pelo per eseguire gli esami che accertassero che si trattasse davvero dell’esemplare che aveva aggredito l’uomo a fine luglio. Quando c’è poi stata la certezza dell’aggressione la presenza del radiocollare sull’esemplare ha facilitato la cattura per l’abbattimento, avvenuto a Trento.

L’aggressione del 22 luglio 2017

L’orsa KJ2, il 22 luglio, ha aggredito un uomo di 69 anni di Trento che passeggiava con il suo cane nei boschi, nella zona dei laghi di Lamar. Sarebbe stata proprio la reazione del cane alla vista dell’orso a scatenare l’ira di KJ2.

Cercando di difendersi, l’uomo ha riportato ferite al braccio e alla gamba e per salvarsi si è gettato in un dirupo da dove ha chiesto aiuto attraverso il cellulare. Il 69enne è stato poi soccorso dai vigili del fuoco. KJ2 nel 2015 aveva già aggredito un escursionista nella stessa zona.

La giustificazione del presidente Rossi

Ugo Rossi, presidente della provincia di Trento,  ha spiegato che l’orsa era già considerata pericolosa e che la seconda aggressione ha reso necessario l’abbattimento per garantire la sicurezza delle persone in un periodo di grande affollamento delle zone boschive intorno a Trento, per via delle vacanze estive. “Quando il pericolo – si legge su Repubblica – sale oltre ad una certa soglia, si procede all’abbattimento anche per garantire la sicurezza delle persone”, ha detto Rossi rispondendo alle polemiche che sono esplose subito dopo la notizia.

“Le condizioni di tempo, spazio, luogo e l’indice di pericolosità di questo esemplare hanno imposto questo tipo di scelta e anche perché la cattività degli animali è un fatto che può sembrare risolutivo, ma di fatto non lo è. Noi vogliamo andare avanti con il progetto Life Ursus. Chi vive in un territorio deve comunque vivere in sicurezza”.

WWF: “L’orsa ha pagato con la vita gli errori umani”

La fine della vicenda ha suscitato l’immediata reazione degli animalisti: “Non può essere l’orsa a pagare con la vita errori umani. Avevamo diffidato la Provincia a procedere con l’abbattimento, perché inutile e senza ritorno, ma evidentemente le pressioni politiche sono state più forti del buon senso”, è il commento amaro di Dante Caserta, vicepresidente Wwf.

È stata uccisa l’orsa #Kj2 in #Trentino, é la peggior fine possibile. Non puó essere sempre l’orso a pagare https://t.co/hYuB0mSc9S pic.twitter.com/R0GVwVgGHq

— WWF Italia (@WWFitalia) 13 agosto 2017

 

Enpa: “E’ un vero e proprio crimine contro gli animali”

Per l’Ente nazionale protezione animali (Enpa) l’abbattimento dell’orsa  “è un vero e proprio delitto, un crimine contro gli animali, la natura, la biodiversità e in spregio ai milioni di cittadini italiani che hanno chiesto di lasciare in pace l’orsa, per chiarire le dinamiche dell’incidente in cui l’orsa sembra essere stata vittima di una aggressione e trovare soluzioni alternative alla troppo facile deriva dell’abbattimento”. E lancia anche una sorta di campagna di boicottaggio nei confronti del Trentino e della sua economia.

Brambilla: “I responsabili la pagheranno”

Michela Vittoria Brambilla, presidente del Movimento animalista, fa riferimento all’episodio del 2014: “Non è bastato il caso dell’orsa Daniza, uccisa dall’anestesia mentre tentavano di catturarla. Nonostante gli appelli, gli avvertimenti, gli ammonimenti, i ricorsi, l’amministrazione provinciale di Trento ancora una volta ha dato prova di prepotenza e crudeltà, dichiarando e portando fino in fondo una guerra all’orsa KJ2 terminata, come purtroppo avevamo previsto, con la morte dell’animale.

Va da sé – prosegue l’ex ministro – che invocheremo chiarezza in tutte le sedi, politiche e giudiziarie, e non cesseremo di farlo finché non sapremo tutto quello che c’è da sapere, finché non saranno individuati i responsabili, finché i responsabili non pagheranno.

Nulla, però, potrà restituire la vita a KJ2, rea di essere se stessa, un animale selvatico che reagisce alle ‘offese’ dell’uomo con le unghie e con i denti. La responsabilità di questa morte ricade interamente su chi l’ha voluta e preordinata, ben sapendo che non era necessaria”.

I 50 orsi dei boschi del Trentino

Secondo le stime ufficiali  in Trentino vivono circa 50 orsi.  Pe ala precisione tra i 48 e i 54 esemplari – grazie al progetto di reintroduzione Life Ursus e finito alcuni anni fa. Negli ultimi 3 anni nella provincia ci sono stati quattro aggressioni di orsi contro le persone. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.