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“Perché non ho fatto entrare Iacoboni”. La versione di Casaleggio

Davide Casaleggio rompe il silenzio sull’esclusione del giornalista della Stampa Jacopo Iacoboni all’evento da lui organizzato a Ivrea il 7 aprile, il Sum #02. Con un post su Facebook difende la scelta dell’organizzazione di tenere fuori il cronista del quotidiano torinese: “In un evento per ricordare il pensiero e gli ideali di mio padre, mi sono chiesto se lui avrebbe voluto che ci fosse una persona tanto meschina. E sulla risposta non ho avuto alcun dubbio”. Tenerlo fuori.

Il motivo, spiega Casaleggio, è che le ultime parole del padre Gianroberto sul Blog di Grillo il 7 aprile 2016 sono state rivolte proprio al giornalista de La Stampa, dove lo aveva definito ‘sciacallo’ per un articolo in cui si raccontavano le sue condizioni di salute come “pretesto per inventare retroscena inesistenti sulla gestione del M5s”. Casaleggio morì 5 giorni dopo. “A quasi due anni dalla scomparsa di mio padre, insieme ad amici e collaboratori abbiamo organizzato SUM#02 per mettere in pratica una cosa che lui ci esortava sempre a fare: ‘Capire il futuro'”, scriva Casaleggio.

“Il nostro intento è sempre stato quello di organizzare un evento a cui avrebbe voluto partecipare anche lui. Un evento che nella pratica ha riscosso un grande successo e che è stato particolarmente apprezzato per la qualità dei relatori presenti sul palco e per i loro interventi”. “Eppure”, continua Casaleggio “con un certo stupore i media si sono soffermati sul mancato accesso di un giornalista a SUM#02, quello famoso per la storia di Beatrice di Maio, una fantomatica persona a suo dire stipendiata da me per screditare il PD, poi rivelatasi la moglie di Brunetta. I contenuti, le esperienze e gli scenari futuri raccontati dai relatori sono stati messi da parte per un presunto attentato all’informazione libera o addirittura alla democrazia”.

Casaleggio prova poi dà la sua versione di cosa è successo la mattina di sabato agli ingressi delle Officine H di Ivrea: “SUM#02 è un evento serio, che richiede la registrazione dei partecipanti. Di tutti, compresi naturalmente anche i giornalisti. Oltre 70 giornalisti rappresentanti di decine di testate, comprese tutte quelle che non hanno mai risparmiato pessime critiche nei miei confronti, si sono registrati con la massima correttezza nei giorni precedenti all’evento e sono stati accreditati a seconda dei posti disponibili per ogni testata”.

 

 

Iacoboni, continua Casaleggio nella ricostruzione, si sarebbe presentato “a evento iniziato” perchè “non aveva mai fatto richiesta di accredito”. “Alla domanda se volessi chiudere un occhio”, continua Casaleggio, “ho ripensato alle parole di mio padre di due anni prima. Era il 7 aprile 2016:’Lo sciacallo Iacoboni usa il pretesto delle mie condizioni di salute, note da tempo, per inventare retroscena inesistenti e fuori dalla realtà sulla gestione del MoVimento 5 Stelle e schizzare veleno sui portavocè. Questa fu l’ultima dichiarazione pubblica di Gianroberto Casaleggio che scomparve solo 5 giorni dopo”. Il giornalista de La Stampa Jacopo Iacoboni su Twitter ha replicato: “Questo è l’uomo che ha le chiavi del partito più potente d’Italia. Rivendica con orgoglio la cacciata di un giornalista. Cacciata che alcuni, ieri, pensavano fosse una mia invenzione. Insulti a parte, grazie Casaleggio, ha confermato che mi ha cacciato lui”.

Questo è l’uomo che ha le chiavi del partito più potente d’Italia.

Rivendica con orgoglio la cacciata di un giornalista. Cacciata che alcuni, ieri, pensavano fosse una mia invenzione

Insulti a parte, grazie Casaleggio, ha confermato che mi ha cacciato lui https://t.co/5thKVg0eww

— jacopo iacoboni (@jacopo_iacoboni) 9 aprile 2018

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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