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Perché un 'I love it' del figlio inguaia Trump

La storia dell’interferenza russa nell’ultima campagna elettorale statunitense è arrivata ad una svolta. Un tentativo c’è stato, e lo hanno dimostrato le mail pubblicate su Twitter dal Donald Trump Jr e dal New York Times

Una prova importante, perché dimostra quello che i giornali americani sostengono da giorni, e che Trump ha sempre negato: qualcuno di molto vicino al presidente il  9 giugno 2016 ha incontrato una persona vicina al governo russo che aveva detto di essere in possesso di materiale compromettente su Hillary Clinton, all’epoca candidata del partito Democratico. Lo stretto collaboratore di Trump si è scoperto essere il figlio (per sua stessa ammissione) che ha però detto di non aver avuto nulla di rilevante: “Ho perso 20 minuti della mia vita” ha commentato in una nota ufficiale. Oltre a Trump Jr parteciparono: l’ex capo del comitato elettorale, Paul Manafort, e il genero di Trump, Jared Kushner, che oggi potente consigliere alla Casa Bianca.

Here is page 4 (which did not post due to space constraints). pic.twitter.com/z1Xi4nr2gq

— Donald Trump Jr. (@DonaldJTrumpJr) 11 luglio 2017

 

L’’avvocatessa’ del governo russo Natalia Veselnitskaya aveva offerto a Trump “alcuni documenti ufficiali e informazioni che potrebbero incriminare Hillary e i suoi rapporti con la Russia”, dati che “sarebbero molto utili a tuo padre”, scriveva nelle mail pubblicate al figlio. Che alla mail ha risposto così: “Se è quello che dici, I love it”. Il problema è che né Trump Jr né gli altri dirigenti del comitato Trump non hanno mai denunciato questo all’FBI. Anzi, l’I love it, che potremmo tradurre non letteralmente come “fantastico”. 

La ‘pistola fumante’ dei tentativi russi di influenzare il voto 

Per i giornali statunitensi è la pistola fumante: Trump è stato contattato da alcune persone vicine al governo russo, che avrebbero per lo meno cercato di influenzare la campagna elettorale. Un reato, negli Usa. La mail è dello scorso giugno, poco prima della vittoria di Trump alle primarie repubblicane. E poco prima degli attacchi alle mail del Partito Democratico che hanno poi diffuso conversazioni private dello staff di Clinton. 

I collaboratori di Trump sapevano di avere il sostegno Russo quindi, cosa che hanno sempre negato. E Trump Jr ha mentito quando, dopo che il New York Times sabato scorso ha scritto per la prima volta dell’incontro, ha detto che durante l’incontro avevano parlato di adozioni internazionali tra Usa e Russia. La sua risposta, I Love it, dimostra che sapeva che il governo russo voleva dare al padre una mano alle presidenziali. Quello che non si sa, ma sembra piuttosto probabile, è che Trump padre sapesse. Difficile infatti che informazioni così importanti non siano state confidate dal figlio in quelle settimane, anche se in queste ore ha detto più volte di non aver detto nulla al padre. 

Ma c’è un ulteriore aspetto, sottolineato da Il Post: la mail arrivata al New York Times con il carteggio tra russi e Trump Jr arriva da una fonte interna alla Casa Bianca. “Alcuni vedono in questo – e nel fatto che siano usciti poco dopo il primo incontro tra Trump e Putin – il segno che qualcuno dentro la Casa Bianca stia cercando di far venire fuori la verità su quanto accaduto quest’estate, forse preoccupato dalla capacità del presidente Trump di governare e prendere decisioni”. 

Perché Trump Jr ha pubblicato le email? 

“Per essere totalmente trasparente”. Così il figlio del presidente Trump ha spiegato la decisione di pubblicare su Twitter lo scambio di email che durante le presidenziali gli ha offerto il sostegno del Cremlino. Eppure la tempistica fa pensare ad altro. La storia del Nyt era già pronta, tanto che è uscita 10 minuti dopo i tweet di Donald Jr, messo alle strette dalle nuove informazioni che stavano per essere pubblicate. “@DonaldJTrumpJ ha pubblicato queste email perche’ il New York Times ci stava scrivendo una storia”, ha spiegato sempre su Twitter Clifford Levy, vice direttore del quotidiano. E’ stato proprio il New York Times a rivelare sabato scorso l’incontro dello scorso 9 giugno del 2016 tra Donald Jr e l’avvocatessa vicina al Cremlino, Natalia Veselnitskaya, organizzato da Goldstone. 

 

.@DonaldJTrumpJr posted these emails after being informed that The New York Times was doing a story on them https://t.co/CgdD1xUIgt https://t.co/3SQWSccyZC

— Clifford Levy (@cliffordlevy) 11 luglio 2017

 

“Donald Jr potrebbe aver commesso tradimento”

“Mio figlio è una grande persona che ama il suo Paese”. Così il presidente Donald Trump rompe il silenzio su Twitter per difendere il suo primogenito, Donald Jr., travolto dal Russiagate. Mentre Tim Kaine, ex candidato alla vice presidenza nel ticket democratico con Hillary Clinton, ha detto che ci potrebbero essere gli estremi per accusare il figlio di Trump di ‘tradimento’. 

 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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