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Perché a Bardonecchia le ong parlano di atto di forza della polizia francese, in Italia

Cinque agenti delle dogane francesi hanno fatto irruzione armati in una sala della stazione di Bardonecchia, al confine tra Italia e Francia, e hanno costretto un migrante nigeriano sospettato di essere uno spacciatore a sottoporsi al test delle urine. A denunciare lo sconfinamento è la Rainbow4Africa, Ong che assiste i migranti che tentano di varcare la frontiera delle Alpi per raggiungere la Francia (La Stampa).

È stata una “grave ingerenza nell’operato delle Ong e delle istituzioni italiane”, si legge in una nota diffusa a tarda sera, in cui Rainbow4Africa ha ricordato che “un presidio sanitario è un luogo neutro, rispettato anche nei luoghi di guerra”. “Ignobili provocazioni”, ha le ha definite il presidente della Ong torinese, Paolo Narcisi, “abbiamo fiducia nell’operato delle istituzioni e della giustizia italiana”.

Poco dopo le 19 di venerdì, i ‘douaniers’ sono entrati nella saletta gestita dal Comune di Bardonecchia dove dall’inizio dell’inverno operano i volontari della Ong torinese e hanno prelevato un migrante giunto da un treno appena arrivato in stazione. Poi hanno intimato ai volontari di fargli usare il bagno per costringere il migrante a sottoporsi alle analisi delle urine. I volontari presenti hanno provato a chiedere spiegazioni, ma inutilmente (Il Messaggero).

Di “atto di forza” ha parlato il sindaco di Bardonecchia, Francesco Avato, che si è detto “arrabbiato e amareggiato”: “Non contesto che gli agenti francesi possano svolgere attività di controllo in territorio italiano in base al diritto internazionale ma non in un luogo deputato alla mediazione culturale, questo denota un pò di confusione”. Per il primo cittadino si tratta di “istituzioni che hanno bisogno di mettersi in mostra” mentre la collaborazione tra le amministrazioni locali sui due lati del confine “è ottima”.

Dell’accaduto sono stati informati il prefetto di Torino Renato Saccone e l’assessore regionale alle pari opportunità Monica Cerutti.
Per l’avvocato Lorenzo Trucco, presidente di Asgi, “quanto accaduto è una gravissima violazione non solo di quel sistema dei diritti umani che dovrebbe contraddistinguere l’Europa, ma anche una violazione dei principi basilari della dignità umana, intollerabile nei confronti di persone venute per richiedere protezione” (RaiNews).

Da alcuni mesi Bardonecchia, località sciistica della Valle di Susa, si trova al centro della rotta dei migranti che, abbandonata la via di Ventimiglia, tentano di raggiungere la Francia sfidando neve e gelo. Sulla porta della sala teatro del blitz, vicino alla stazione di Bardonecchia c’è un cartello firmato dallo stesso sindaco che spiega come gli unici autorizzati ad entrare siano i volontari e il personale della struttura. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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