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Perché gli attentati in Egitto non hanno fermato il viaggio del Papa

Gli ultimi sanguinosi attentati in Egitto, bombe in due chiese nella domenica delle Palme, non hanno fermato il viaggio di Papa Francesco. Anzi: la sua visita apostolica, la sua missione di pace, è diventata più attuale, urgente e necessaria che mai. La decisione del Pontefice di mantenere senza variazioni il suo programma in Egitto non solo consolida e arricchisce il rapporto tra fratelli. Lo porta a un livello superiore di maggiore vicinanza, affetto e partecipazione.

Un viaggio simbolico

Francesco “accogliendo l’invito del presidente della Repubblica, dei vescovi della Chiesa cattolica, di Sua Santità Papa Tawadros II e del Grande Imam della Moschea di al-Azhar, Cheikh Ahmed Mohamed al-Tayyib”, come recitava il Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede che annunciava la visita in Egitto, è un viaggio simbolico sia per i rapporti ecumenici con una delle antiche Chiese cristiane d’Oriente, sia per i rapporti con il mondo musulmano minacciato dallo jihadismo. Francesco aveva già ricevuto Tawadros in Vaticano nel 2013 e aveva espresso più volte la sua vicinanza al patriarca dopo gli attentati che negli ultimi anni hanno insanguinato il Paese. I copti sono stati presi di mira dai terroristi islamici e considerati capro espiatorio per le proteste di piazza contro il presidente Morsi poi costretto a lasciare il potere.

Più forza alla svolta del grande Imam

La presenza di Francesco in Egitto può rafforzare la svolta di Ahmed Muhammad Ahmed al-Tayeb, il grande Imam di al-Azhar, il cosiddetto “Vaticano sunnita”, che dopo 10 anni di chiusura seguita alla controversa lectio magistralis di Benedetto XVI a Ratisbona ha imboccato con energia la strada di un dialogo interreligioso che può davvero disarmare il conflitto culturale che alimenta il sedicente “Stato islamico”. Il Grande Imam che accoglierà Francesco, secondo la stampa egiziana, ha condannato duramente e immediatamente l’attentato contro la chiesa copta di Tanta, nel Delta del Nilo, parlando di “atto deprecabile e privo di ogni umanità” e al tempo stesso ha espresso la sua vicinanza ai fedeli e alla chiesa copta dell’Egitto. “Al mio caro fratello, Sua Santità Papa Tawadros II, alla Chiesa copta e a tutta la cara nazione egiziana, esprimo il mio profondo cordoglio, prego per i defunti e per i feriti, sono vicino ai familiari e all’intera comunità”, aveva invece affermato Papa Francesco esprimendo i suoi sentimenti verso l’Egitto colpito dagli attentati alle chiese copte. “Il Signore converta il cuore delle persone che seminano terrore, violenza e morte e anche il cuore di quelli che fanno e trafficano le armi”, aveva aggiunto. La visita apostolica in Egitto è il 17esimo viaggio internazionale di Papa Francesco, il quarto in un Paese a maggioranza islamica, dopo Giordania,Turchia e Azerbaigian.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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