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Perché il futuro dei taxi in Italia potrebbe cambiare per sempre

“Da oggi i tassisti sono liberi di scegliere con quali e con quanti operatori lavorare e tutti i nostri passeggeri potranno avere a disposizione una flotta di taxi più ampia ed un servizio ancor più efficiente e di qualità. Operiamo in tutta Europa solo con tassisti con licenza e nel pieno rispetto delle leggi vigenti, innovando un settore storicamente tradizionale senza però stravolgerne le fondamenta. Le clausole di esclusiva limitavano le possibilità di scelta dei tassisti e la nostra segnalazione all’antitrust è nata proprio per rispondere a una esigenza fortemente sentita da tutti i tassisti, quella di poter lavorare con più operatori contemporaneamente, come già accade in altri paesi europei, come ad esempio la Germania”.

Il problema è a monte e riguarda il mondo chiuso dei taxi. https://t.co/Z6AhcqRC2j

— Wired Italia (@wireditalia) 10 luglio 2018

Non sta nella pelle Barbara Covili, bolognese, general manager di MyTaxy Italia, app per smartphone inventata nove anni fa e sviluppata dai tedeschi della Daimler con un obiettivo preciso: dare a tutti i tassisti – tutti i tassisti del mondo, possibilmente – un’applicazione per che consentisse a loro e ai clienti di trovarsi più rapidamente, valutarsi durante il tragitto, pagare la corsa senza contanti e senza carta di credito, dare un voto alla fine. Sia il passeggero al tassista, sia viceversa. Un po’ Uber, un po’ Trip Advisor. Una app che consentisse di scegliere il taxi e di verificare la reputazione dell’autista, di tenere d’occhio l’auto durante l’avvicinamento. Se ci pensate, la scoperta dell’acqua calda. Ma per un mondo, quello del trasporto pubblico non di linea, da sempre abituato a lavorare con le chiamate telefoniche (o il braccio alzato per strada), una vera rivoluzione. Che in Italia non è andata giù agli operatori dei radiotaxi, organizzati in cooperative, che si sono sempre spartiti il mercato nelle grandi città, richiedendo ai propri iscritti non solo un giusto canone per il servizio offerto, ma anche l’esclusiva. Se lavori con noi, non puoi usare mytaxi, devi scegliere.

Poi col tempo anche i grandi gruppi di radiotaxi si sono costruiti la propria app per smartphone e hanno scoperto che il pubblico apprezzava molto. Ora il pronunciamento dell’Antitrust, che ha stabilito che le clausole di esclusiva presenti nei regolamenti dei principali radiotaxi di Milano e Roma risultano restrittive della concorrenza, perché limitano la libertà di scelta di tassisti e la possibilità di usufruire di un servizio di qualità per i passeggeri. Per l’Autorità quelle clausole sono “reti di intese verticali restrittive della concorrenza in violazione dell’articolo 101 del TFUE, nella misura in cui vincolano ciascun tassista a destinare tutta la propria capacità operativa, in termini di corse per turno, ad un singolo radiotaxi”.

Leggi qui il testo integrale dell’Antitrust

I tassisti, singoli o riuniti in cooperative, devono (e da oggi, possono) poter sviluppare il loro business secondo le proprie potenzialità e il principio di leale concorrenza nel mercato, puntando anche ad una ottimizzazione del matching tra domanda e offerta. Spiega Barbara Covili all’Agi: “Ciò si traduce per gli utenti del taxi in una riduzione dei tempi di attesa e, di conseguenza, del costo della corse; mentre, per i tassisti, nella possibilità di utilizzare diverse fonti di dispacciamento corse, aumentando il proprio lavoro e le proprie entrate”.

A presentare il ricorso, a gennaio 2017, fu proprio mytaxi. “La portata storica della decisione dell’Antitrust avrà conseguenze nel settore taxi non solo in Italia ma anche all’estero – dice Andy Batty, direttore generale ad interim di mytaxi –  e ci permetterà di espandere ulteriormente i numerosi benefici apportati da mytaxi, come l’internazionalità, la facilità di utilizzo e la trasparenza del servizio, anche in nuove città italiane in cui siamo pronti a lanciare.”

I radiotaxi di Milano e Roma hanno già annunciato il ricorso la Tar contro il pronunciamento dell’Autorità, che però è già efficace. “I tassisti che hanno lavorato con noi in questi anni hanno sperimentato l’efficienza della app e trovato un nuovo pubblico, quello che usa mytaxi in tutte le città del mondo, che quando atterrano qui si sentono un po’ a casa. Ma col tempo si dimostrerà che questa apertura del mercato alle nuove piattaforme favorirà tutti, anche chi oggi ci combatte”.

Il ragionamento di Covili è semplice. Potendo utilizzare tanto il sistema radio che l’app (o più app) liberamente, il tassista lavorerà di più e guadagnerà di più. Gli utenti troveranno più facilmente un taxi libero (quante attese al telefono vengono lasciate cadere perché lunghe e inconcludenti) e impareranno a utilizzarlo più spesso. Questo cambierà la percezione del servizio, che diventerà più diffuso e meno costoso (l’app seleziona sempre il taxi più vicino, facendo diminuire il costo all’arrivo). Si useranno di più i taxi e meno le auto private. Il traffico ne beneficerà e i taxi arriveranno ancora prima a destinazione. “Un circolo virtuoso di cui trarranno i benefici tutti i tassisti, anche quelli che oggi ricorrono al Tar. La valutazione degli utenti costringerà tutti ad aggiornarsi e a migliorare. E questo porterà uno sviluppo dell’economia di questo settore, oggi non pienamente cresciuto. Succederà anche a Roma o a Milano quello che avviene a New York, dove un turista si muove con bus, taxi e metropolitana e dove nessuno si sogna di affittare un’auto provata o di portarci la propria”.

Cos’è mytaxi 

Fondata nel giugno del 2009, mytaxi è la prima taxi-app al mondo a stabilire un collegamento diretto tra tassista e passeggero. Con oltre 10 milioni di passeggeri e 100.000 tassisti, è leader in Europa nel settore delle chiamate taxi. Fa parte del gruppo Daimler Mobility Services GmbH.

A luglio 2016, mytaxi ha annunciato la fusione con Hailo, App leader in Regno Unito e Irlanda per la prenotazione dei taxi, raggiungendo un importante traguardo che ha permesso di rafforzare ulteriormente la sua leadership di mercato. Con più di 500 dipendenti in 26 uffici, mytaxi è presente in oltre 150 città europee. Eckart Diepenhorst è il nuovo CEO provvisorio di mytaxi.

In Italia mytaxi conta 3.000 tassisti affiliati: 850 a Milano (lancio ad aprile 2015), 2.000 a Roma (lancio a maggio 2016) e 150 a Torino (lancio a settembre 2017).

Dove opera mytaxi

mytaxi è disponibile in oltre 150 città europee tra cui:

  • Germania: Aachen, Augsburg, Berlino, Bochum, Bonn, Bremen, Cologne, Dortmund, Dresden, Düsseldorf, Duisburg, Essen, Erlangen, Francoforte, Gelsenkirchen, Amburgo, Hannover, Ingolstadt, Leipzig, Lübeck, Mannheim, Monaco, Mülheim a.d.R., Norimberga, Offenbach, Potsdam, Stoccarda, Westerland (Sylt), Wiesbaden
  • Austria: Vienna, Salzburg
  • Spagna: Barcellona, Madrid, Valencia, Sevilla
  • Italia: Milano, Roma, Torino
  • Polonia: Varsavia, Cracovia, Tricity (Gdansk/Sopot/Gdynia), Katowice/Silesian Agglomeration, Poznan
  • Portogallo: Lisbona, Porto
  • Svezia: Stoccolma
  • Regno Unito: Londra, Nottingham, Edimburgo, Manchester, Brighton
  • Irlanda: Dublino, Cork, Galway, Limerick, Waterford

Come funziona

I passeggeri possono richiedere un taxi dal loro smartphone tramite la app mentre il tassista più vicino riceve la richiesta sulla versione della app dedicata ai driver di mytaxi. Appena un driver accetta la richiesta la connessione è diretta ed entrambi, sia il passeggero che il tassista, possono visualizzare le seguenti informazioni:

  • Tassista: luogo e nome del cliente;
  • Clienti: nome, targa e foto del guidatore, così come il tempo stimato per il suo arrivo. Una volta che il tassista inizia a muoversi, il suo spostamento può essere seguito sul telefono del cliente.
  • La app gratuita per i passeggeri disponibile su dispositivi iOS e Android.
  • Senza costi fissi per i tassisti: iscrizione gratuita senza obblighi contrattuali, tasse annuali/mensili o costi di recessione.
  • I tassisti pagano una commissione solo sulle corse effettuate tramite la app: in Italia, mytaxi applica una commissione del 7%.
  • Dispone di localizzazione automatica del cliente via GPS: non vi è bisogno di conoscere il nome della strada in cui ci si trova.
  • Live-Tracking: il passeggero può seguire sulla mappa l’arrivo in real time del taxi.
  • Tempo di arrivo: il cliente può vedere in anticipo il tempo approssimativo che ci impiega il tassista ad arrivare. Una volta confermato l’arrivo del taxi, apparirà un countdown nella app che mostra al passeggero lo scorrere del tempo.
  • Trasparenza: ancora prima del suo arrivo, il passeggero riceve informazioni sul tassista, quali il suo nome, la sua foto, la media delle valutazioni ricevute, la targa e il modello dell’auto.
  • Opzioni di pagamento: la corsa con mytaxi può essere pagata direttamente tramite la app (Visa, MasterCard, American Express, PayPal e carte prepagate) oppure in contanti al tassista
  • Invio della ricevuta in automatico via email.
  • Qualità assicurata: una volta terminata la corsa, ogni passeggero può valutare l’esperienza di viaggio assegnando da 1 a 5 stelle sia al tassista che al veicolo.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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