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Perché il sindaco di Macerata non parteciperà alla manifestazione antifascista

Alta tensione a Macerata che si prepara, blindata, al corteo antifascista di oggi pomeriggio. A scuotere nelle ultime ore la città anche gli sviluppi dell’inchiesta sulla morte di Pamela: due nigeriani sono ‘sotto torchio’ dai ieri da parte degli investigatori perchè ritenuti in qualche modo coinvolti o testimoni. Uno è stato rintracciato a Macerata, il secondo è stato invece bloccato alla stazione Centrale di Milano mentre, sembra, fosse in procinto di lasciare l’Italia per la Svizzera. A segnalarlo ai militari del capoluogo lombardo sono stati i colleghi marchigiani. 

La procura di Macerata conferma che “sono in corso e si protrarranno audizioni e chiarimenti di più soggetti di nazionalità nigeriana”, ma precisa, attraverso una nota del procuratore Giovanni Giorgio che “non sono stati effettuati fermi”. Al momento i due sarebbero quindi ‘testi’. 

Il sindaco Romano Carancini ha ordinato per oggi, in vista del corteo delle 14, la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado. “La manifestazione – ha scritto il primo cittadino in un messaggio sui social – impone la necessità per l’amministrazione di far propria la preoccupazione di tutte le famiglie. Ispirato da un criterio di prudenza, sono costretto a procedere con la chiusura”. Sospeso anche il trasporto pubblico a partire delle 13,30. Rinviata pure la sfilata dei carri allegorici prevista per domenica. I centri sociali annunciano l’arrivo di migliaia di persone da tutta Italia. Il Csa Sisma, sulla pagina social, preannuncia centinaia, tra pullman e auto provenienti da tutta la penisola. “Dal sindaco al ministro degli Interni” – si legge in un comunicato – ci hanno “inviati alla responsabilità, di chi dovrebbe cedere all’odio fascista e razzista. La risposta la daremo tutti insieme sabato. Gli ‘insubordinati” scenderanno in piazza, perchè le strade sono di chi ama, le strade sono nostre”. Oltre ai centri sociali, sono elencate associazioni culturali, sedi Arci e Anpi. Adesione anche da parte della Fiom-Cgil. 

Ma oggi pomeriggio in piazza Carancini non ci sarà. Il sindaco condivide i motivi alla base della manifestazione antirazzista e antifascista ma non condivide la scelta dei tempi. “Col cuore – leggiamo su Repubblica – oggi sarò in piazza ma, per coerenza, riconfermo che la città ha bisogno di respirare”. Carancini si riferisce allo choc che il capoluogo di provincia marchigiano ha subito in pochi giorni, con il doppio evento di sangue. “La politica – sottolinea Carantini – oggi parla a se stessa, mentre una amministrazione locale poi deve fare i conti con la quotidianità. Ad una manifestazione del genere avrebbero partecipato almeno 20 mila dei miei concittadini. Non so quanti andranno oggi. Sono stato accusato di indegnità per aver sostenuto che Macerata non doveva ospitare sfilate e manifestazioni di piazza. La mia posizione non cambia. Dopo il clamore mediatico, a noi spetta il compito e il ruolo di ricucire uno strappo anche psicologico che c’è stato. Avevo chiesto solo il tempo per respirare”.

“Quando si manifesta contro il razzismo ragionevolmente e in modo pacifico, credo che sia sempre un segnale positivo. Gli impegni istituzionali non mi consentono di partecipare, ma credo comunque che sia un momento positivo”. Così il ministro della Giustizia Andrea Orlando commentando il “via libera” alla manifestazione antirazzista in programma a Macerata, a margine di un incontro elettorale organizzato a Padova. “Non mi sembra che prima di Macerata la campagna elettorale fosse edulcorata, ma sono convinto che stia prendendo una bruttissima piega – ha poi aggiunto – Credo che di fronte a fatti come quello si dovrebbe trovare la massima unità tra tutte le forze democratiche e antifasciste nel formulare una condanna, senza aggiungere nient’altro. Qualunque ma, qualunque disquisizione e distinguo inevitabilmente finisce per incrinare un fronte che invece va costruito”.

Non ci sarà il ministro dell’Interno, Marco Minniti. “È una marcia che unisce il Paese intorno a valori repubblicani che noi dobbiamo difendere in un momento in cui sono attaccati. In qualche modo – sottolinea – sono attaccati anche se non sempre direttamente da un pezzo delle forze politiche. E questo è inaccettabile. Il fascismo e il nazismo in Italia sono morti per sempre e non hanno lasciato un ricordo buono al nostro popolo. C’è un limite oltre il quale non si puo’ andare e non lo consentiremo a nessuno”. 

 

 

 

 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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