TwitterFacebookGoogle+

Perché la magistratura ha voluto ricontrollare i conti della Lega 

È l’onda lunga dello scandalo che portò, nel 2013, al tramonto della leadership di Umberto Bossi. Fino ad allora patron incontrastato della Lega ma da quel momento, per via di una condanna che lo associa all’ex tesoriere del partito Francesco Belsito, messo di fatto in pensione dalla politica anche se eletto senatore lo scorso 5 marzo.

Dietro la faccenda che ha portato la Guardia di Finanza a perquisire le sedi di Bolzano e di Milano della Sparkasse, la Cassa di Risparmio del capoluogo altoatesino, c’è una cifra da capogiro: 48 milioni di euro. Tanti quanti la magistratura ha chiesto di mettere sotto sequestro a titolo risarcitorio dopo le condanne comminate agli allora vertici del Sole delle Alpi.

Da Bolzano al Lussemburgo e ritorno

In sintesi: quel denaro, o buona parte di esso, si sospetta sarebbe stato portato successivamente fuori dell’Italia, in Lussemburgo, per poi farlo rientrare nel nostro Paese avendolo trasformato in contante intoccabile, perché non più legato a quella vicenda.

Quando venne deciso il sequestro, sui conti del partito di milioni ne vennero trovati soltanto due. Ugualmente il sequestro, chiesto dalla procura di Genova, era stato confermato ancora lo scorso aprile dalla Cassazione. A questo si è aggiunta, nei mesi scorsi, una segnalazione arrivata alle autorità inquirenti, direttamente dal Lussemburgo. Una operazione anomala, quella fatta notare alle autorità italiane, per cui una somma di tre milioni sarebbe andata dall’Italia all’Italia via Granducato.

La Sparkasse nega ogni legame

Il presidente della Cassa di Risparmio dell’Alto Adige, l’avvocato Gerhard Brandstaetter ha subito detto che “non ci sono legami tra la Cassa di Risparmio e la Lega” ricordando che “fino ad alcuni anni fa” il movimento “aveva un conto corrente in attivo presso la filiale di Milano per poi chiuderlo”.

Una rogatoria per il Lussemburgo

La gestione del patrimonio della Lega è stata di recente oggetto anche di una inchiesta dell’Espresso. In passato il segretario della Lega, Matteo Salvini, aveva assicurato che il partito non ha nelle sue disponibilità una cifra come quella individuata dalla procura di Genova, che indaga sul caso. Intanto quest’ultima ha fatto partire una rogatoria internazionale alla volta del Granducato, per ottenere nuove carte.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.