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Perché Renzi non si preoccupa del sostegno di Prodi a Gentiloni premier

A quattordici giorni dalle elezioni Matteo Renzi punta ancora di più sul voto dei cattolici. Per raggiungere l’obiettivo di portare il Partito democratico ad essere il primo partito italiano e il primo gruppo del nuovo Parlamento (traguardo “a portata di mano”, sostiene) il segretario dem si rivolge “alle donne e agli uomini del mondo cattolico” e li mette sull’avviso: “Siamo a un bivio – dice incontrando più di mille sostenitori al liceo Massimo di Roma – il centrodestra non è a trazione moderata, non è guidato dagli amici di Angela Merkel ma dagli amici di Marine Le Pen. Loro non sono moderati, noi siamo quelli del Terzo settore”. Poi rincara la dose escludendo qualsiasi ipotesi di accordo per un eventuale governo di larghe intese con M5S o la Lega (che traina, afferma, la coalizione che forma con Forza Italia e Fratelli d’Italia): “La stabilità del Paese non vale un accordo con gli estremisti, non possiamo lasciare l’Italia dopo tutti i sacrifici che abbiamo fatto a degli estremisti”.

“Se il Paese sta meglio è anche merito nostro”

Un invito lo rivolge anche a tutto l’elettorato di sinistra, ribadendo che il voto dato al partito di Bersani e D’Alema finirebbe con il favorire di nuovo l’estremismo. “Dobbiamo scrollarci di dosso la rassegnazione e la stanchezza” e condurre il resto della campagna elettorale con orgoglio rivendicando quanto fatto negli ultimi cinque anni. “Se il Paese sta meglio – incalza – il merito è degli italiani ma anche di chi ha scelto di fare riforme – in alcuni casi venute bene in altri meno – che hanno portato l’Italia a crescere; e questa cosa l’ha fatta il Pd”. Su scuola, lavoro e famiglia si dice poi pronto a un confronto con gli avversari. E se questi continueranno a rifiutare un dibattito pubblico, annuncia, “faremo un confronto con gli ologrammi di Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Luigi Di Maio”.

E proprio ai 5 stelle riserva un lungo passaggio del suo intervento. Il caso rimborsopoli​ non può essere accantonato. “Hanno scelto di restituire 23 milioni di euro agli italiani: è un loro pieno diritto. Ma se vogliono la lotta nel fango, dico che noi abbiamo abolito il finanziamento pubblico ai partiti, e che se facciamo la gara tra quelli che hanno restituito più soldi agli italiani finisce 6-0 6-0 per noi”. Quindi “non prendiamo lezioni da questi truffatori”. 

“Con Gentiloni non litigherò mai”

Intervistato da Lucia Annunziata non si sottrae infine alle domande sull’unità del centrosinistra e sulla decisione di Romano Prodi di votare per Insieme. Il Professore, ricorda, “ha detto che c’è una sinistra radicale che ha fatto la scissione, ha rotto l’unità della sinistra e si candida rischiando di far vincere la destra” e ha usato “parole chiare sulla coalizione. Non posso che esserne contento”. Nessuna “preoccupazione” per il fatto che Prodi non lo abbia nominato e che invece abbia elogiato l’operato di Paolo Gentiloni a Palazzo Chigi. “Quel che abbiamo fatto non lo cancella nessuno. I risultati di questi anni non ce li porterà via nessuno”. Con il presidente del Consiglio, conclude, “non litigheremo mai, anche perché a sinistra litigano già abbastanza. Il premier potenziale lo decide il Presidente della Repubblica. È chiaro che chi ha fatto il presidente del Consiglio come Paolo Gentiloni potrà giocarsi le sue carte per il futuro”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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