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Piemonte e Liguria tra esondazioni e frane, si cerca un disperso

Roma – Prosegue l’ondata di maltempo che sta colpendo l’Italia e, in particolare, il nord-ovest del Paese. Piemonte e Liguria sono gli ‘osservati’ speciali. Nel Cuneese, in particolare, è il “livello di piena del fiume Tanaro ad Alba che sta risalendo” a preoccupare. Nel Torinese, una persona risulta dispersa: procedeva a piedi in una borgata di Perosa Argentina in Valle Chisone quando la strada ha ceduto, a causa delle forti piogge. Ricerche sono in corso dell’uomo, che sarebbe precipitato nel torrente Pellice. 

Questa mattina il premier Matteo Renzi sarà a Torino e incontrerà presso la sala della protezione civile di Corso Marche il presidente della Regione Sergio Chiamparino per fare il punto della situazione . A Torino per tutta la notte, sorvegliato speciale è stato il fiume Po, che ieri è esondato nella zona dei Murazzi. Nel capoluogo piemontese, dove oggi le scuole saranno regolarmente aperte, si sorvegliano i ponti. E’ chiusa la strada che costeggia i Murazzi, il ponte Emanuele Filiberto, il ponte sulla Dora di Via Bologna, il ponte Carpanini a Borgo D’ora e la ciclopista sul Po. Deviato il percorso di diversi mezzi pubblici che circoleranno regolarmente essendo stato rimandato lo sciopero in Piemonte e Liguria.

Ad Alba, la protezione civile, nell’aggiornamento di questa mattina alle 6, ha rinnovato l’appello ai “cittadini evcuati ai piani superiori dei fabbricati” di “rimanere in tale sistemazione. Il vecchio ponte Albertino, collegamento tra corso Piera Cillario e frazione Mussotto, continua ad essere chiuso ad autoveicoli e treni fino al termine dell’emergenza”. “In città è chiuso anche il sottopasso di via Piera Cillario. Sul territorio circostante chiusi il ponte sul Tanaro a Pollenzo (Bra) e il ponte di Neive in entrambi i sensi da Baraccone. Ad Alba restano chiuse oggi tutte le scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private. Chiuse anche discoteche e molte altre attività”. Una situazione pesantissima per la quale, si legge sempre in una nota della protezione civile, “restano sospese tutte le attività sportive ed è consigliato vivamente ai cittadini di spostarsi solo in casi di necessità e sono pregati anche di non avvicinarsi e sostare lungo le sponde di fiumi e torrenti”.

Disagi alla viabilità

Numerose le altre situazioni di disagio alla viabilità create dalle piogge intense. L’Arpa, l’agenzia regionale per la protezione ambientale del Piemonte, indica “allerta rossa estesa all’alto Tanaro e alla pianura cuneese. Previsti ulteriori incrementi dei livelli idrometrici. Nelle ultime 6 ore – spiegano – si sono registrate precipitazioni forti e molto forti sulle zone pedemontane occidentali e sulle Alpi Liguri con picchi di 132 mm a Niquidetto (To), 131 mm a Barge (Cn) e 125 mm a Praly (To). Neve fresca tra i 15 e 20 cm nel torinese al di sopra dei 2000 metri circa. Le precipitazioni delle ultime ore hanno determinato ulteriori incrementi dei livelli idrometrici nell’Alto Tanaro, i cui livelli permangono oltre il livello di pericolo da Garessio (Cn) fino ad Asti. Nelle sezioni di Masio (Al) e Alessandria i valori sono in crescita oltre il livello di guardia. La Bormida a Cassine (Al) è in crescita oltre il livello di pericolo, mentre i livelli del Belbo si mantengono su livelli di guardia. Le precipitazioni intense in atto nell’alta valle dell’Orba stanno determinando un incremento dei valori idrometrici. I livelli del Po continuano a crescere e hanno superato i livelli di pericolo lungo tutto il tratto da monte a valle di Torino, nelle sezioni di Carignano, Moncalieri, Torino, Castiglione Torinese, San Sebastiano Po (To), Crescentino (Vc). Lasciando la pianura Cuneese, a valle il Po risulta in crescita al di sotto dei livelli di pericolo. A Torino anche lo Stura di Lanzo e la Dora Riparia sono aumentati e stanno registrando valori prossimi ai livelli di guardia. Nelle zone occidentali sono stati superati i livelli di pericolo da alcuni affluenti del Po: il Pellice a Villafranca (To), il Chisone a San Martino (To), il Chisola a La Loggia (To), il Ceronda a Venaria (To), il Malone a Brandizzo (To).

Previsioni

Nelle prime ore della mattinata è in atto una graduale attenuazione delle correnti a tutte le quote, che si concretizza in fenomeni via via meno intensi e diffusi sul basso Cuneese; persistono invece precipitazioni localmente intense nelle valli del Torinese, dove fino a metà giornata si potranno ancora avere valori puntuali intorno a 50 mm. Su questi settori la quota delle nevicate si mantiene sui 1700 metri.

In Liguria comuni minacciati dalla piena del Centa

Non meno pesante è la situazione in Liguria dove nel Ponente gli abitanti dei Comuni della Valle d’Arroscia, nell’Imperiese, e quelli di Albenga, sono minacciati dalla piena del Centa dove il livello del fiume ha toccato quello più alto tra i corsi d’acqua del Ponente ligure. I livelli dei corsi d’acqua, fanno sapere i previsori di Arpal, l’Agenzia regionale per l’ambiente della Liguria, sono in calo nell’Imperiese, nel Savonese e in Valbormida dove ieri ci sono stati i danni maggiori e dove allagamenti sono avvenuti in molti Comuni: i torrenti sono tutti “sotto la soglia di piena straordinaria”, spiegano. Nell’aggiornamento di questa mattina alle 5, i previsori di Arpal, segnalano che le piogge tendono a spostarsi verso est e interessano ora in maniera diffusa un pò tutta la regione, con maggiore insistenza sull’area compresa tra Savona e Genova, e il relativo entroterra, dove le intensità sono moderate (massimi valori: Ellera 24.4 mm/h, Stella S.Giustina 41.6 mm/3h).

Nei corsi d’acqua monitorati del ponente, tutti i livelli stanno lentamente scendendo pur trovandosi ancora, in alcuni casi, su livelli superiori alla soglia di piena straordinaria. Innalzamenti significativi, contenuti comunque al disotto della soglia di piene rive, si stanno osservando nelle zone interessate delle piogge piu’ recenti (Orba a Tiglieto, Sansobbia a Stella S.Giustina, Teiro a Bolsine). Il vento tende a disporsi da Est o Sud-Est, con raffiche registrate intorno ai 60-70 km/h sulla costa del centro-levante e valore massimo oltre i 100 km/h sulla sommità del Monte Pennello, alle spalle del ponente genovese. Frane e smottamenti vengono segnalati su molte strade. Precauzionalmente molta parte della regione resta in allerta rossa.

Il Piemonte rivive l’incubo alluvione

E’ ancora indelebile il ricordo dei giorni 5 e 6 novembre 1994, quando le province di Cuneo, Asti e Alessandria furono pesantemente colpite dai danni causati dalle esondazioni dei fiumi Po, Tanaro e di numerosi affluenti, tra cui i torrenti Borbore e Belbo. La situazione è particolarmente critica proprio nella provincia di Cuneo: alcune strade risultano interrotte, le scuole sono chiuse e i volontari sono mobilitati, anche dalle altre province piemontesi, per fronteggiare l’emergenza.

Paura in Piemonte, fiumi in piena e allagamenti – FOTO

Già giovedì, il governatore Sergio Chiamparino aveva annunciato che avrebbe chiesto lo stato di calamità: “La situazione – aveva detto – è meteorologicamente complessa e in alcune zone anche più grave di quella che si verificò nel ’94”. Chiamparino aveva avuto un colloquio telefonico con il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che iera sera era atteso a Torino per un’iniziativa a sostegno del Sì al referendum costituzionale. “L’iniziativa #bastaunsi’ a Torino di stasera viene rinviata – aveva reso noto Renzi su Twitter – ora priorità alla protezione civile e alle popolazioni in ansia per il maltempo“.

 

L’iniziativa #bastaunsì a Torino di stasera viene rinviata. Ora priorità alla protezione civile e alle popolazioni in ansia per il maltempo

— Matteo Renzi (@matteorenzi) 24 novembre 2016

 

Crollato ponte nel Savonese, 40 persone isolate
Ieri, nel ponente ligure, le forti piogge avevano provocato il crollo del ponte delle Fucine, a Murialdo, nel Savonese: 40 le persone isolate. Due famiglie erano state sfollate in una delle frazioni adiacenti il crollo, alcune senza luce. La strada interessata dal crollo era comunale e collega Murialdo con la Valle Pallaretto. 

Protezione Civile, azione preventiva ha funzionato 
Il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, aveva messo l’accento su “l’azione preventiva” messa in moto dai sindaci. “La situazione è costantemente monitorata – aveva spiegato Curcio – e siamo in continuo contatto con Regioni e prefetture: c’era un’allerta rossa e questo ha consentito di prendere provvedimenti”.

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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