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“Pieni diritti per entrambi i genitori”: al Quirinale l'appello che chiede un pari trattamento

Una raccolta di firme per una petizione popolare affinché in Italia sia rispettata (anche in pratica e non solo in teoria) la bigenitorialità. E’ questa la sfida dell’associazione “Nel nome dei figli” di Taranto che per la prima volta in Italia propone un’iniziativa del genere.

“Vogliamo che la legge 54 del 2006 diventi pienamente operativa nel senso più ampio soprattutto riguardo alla bigenitorialità, e cioè tempi paritari per entrambi i genitori, mantenimento diretto dei figli e doppia residenza degli stessi”, spiega all’Agi Andrea Balsamo, presidente dell’associazione. Un cambiamento necessario “perché la figura paterna non sia solo un giocattolo per i figli o un bancomat per le loro madri”.

L’appuntamento è per il giorno 15 aprile alle ore 10.30 in piazza Castello a Pulsano, in provincia di Taranto, dove prenderà il via una manifestazione a cui hanno già aderito moltissimi cittadini ed associazioni di genitori separati sparsi nel Mezzogiorno e durante la quale verrà lanciata la raccolta firme.

Un appello a Mattarella

“Sulla spinta mediatica del sit-in dello scorso 19 marzo davanti al Tribunale civile di Taranto per “far capire a chi siede ai piani più alti che attualmente la legge non è uguale per tutti”, abbiamo deciso di dar vita a questa raccolta firme per una petizione popolare da inviare al Presidente della Repubblica, quale garante della costituzione e ai nuovi presidenti di Camera e Senato- L’intento è chiedere loro di sollecitare il ministero di Grazia e Giustizia e quindi tutti i tribunali italiani, alla piena applicazione della legge che regola l’affido condiviso, soprattutto per ciò che concerne la bigenitorialità”.

 

“La legge è stata snaturata”

“I Tribunali italiani infatti” aggiunge Balsamo,” si sono inventati la figura del “genitore collocatario”, che è sempre la madre, snaturando di fatto i principi guida della legge, ai padri non rimangono che poche ore la settimana per stare con i propri figli e devono anche contribuire al loro mantenimento senza che vi possa essere alcuna rendicontazione delle spese effettivamente sostenute per i figli”. Il risultato è che così facendo, “rispetto alle precedenti normative non è cambiato niente”.  Noi chiediamo quindi, riassume Balsamo, “tempi paritari con i nostri figli, mantenimento diretto degli stessi e doppia residenza”.

Una soluzione alle conflittualità genitoriali

Ma c’è anche un altro aspetto da considerare: “Così facendo si eliminerebbero anche le varie conflittualità che sfociano spesso, troppo spesso, in false denunce da parte delle donne nei confronti degli uomini (80% ultima stima del ministero di Grazia e giustizia). Ciò andrebbe anche in aiuto di tante mamme che vivono il problema contrario, cioè quello di rincorrere i propri ex partner che dimenticano di essere padri, per ricondurli all’ importanza della loro figura nella crescita dei figli”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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