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Pile al litio lontane dai bimbi, possono uccidere

Roma – Se avete bambini piccoli non comprate batterie al litio. Attirano l’attenzione con il loro luccichio e la forma rotonda e sono abbastanza piccole da essere ingerite con facilita’: i danni che provocano sono gravi, a volte addirittura fatali. E’ l’appello di Luigi Dall’Oglio, responsabile di chirurgia endoscopica digestiva del Bambino Gesu’ che non esita a definirle “batterie killer”. “La loro ingestione – spiega all’Agi – puo’ essere mortale. Si tratta di pile dalla carica elettrica molto forte che se si fermano nell’esofago scaricano tutta l’energia sulle pareti corrodendole come fosse una sostanza caustica”. Il rischio, continua Dall’Oglio, “e’ che si formi una fistola nella trachea o, ancora peggio una fistola con l’aorta provocando la morte del bambino in pochi minuti”. Se la batteria raggiunge l’esofago “i danni sono minori e risolvibili con una terapia adeguata”.

Ma quali sono i sintomi? “Se un bimbo rifiuta il cibo, ha una sete eccessiva e ha una salivazione eccessiva bisogna insospettirsi. Specialmente se quella batteria che avevamo sul tavolo e’ sparita”. O la pila che e’ nel giocattolo, nel libro musicale, nella sveglia o nell’orologio: la ‘batteria killer’ e’ diffusissima e solo al Bambino Gesu’ decine di bambini vengono ricoverati ogni mese per aver ingerito batterie killer. “Gli effetti sono velocissimi, tanto che le estrazioni d’urgenza sono inutili. Una volta passato nello stomaco si aspetta l’espulsione naturale”. 

E non basta essere li’ presenti per intervenire: Alessandro e’ uno dei piccoli pazienti dell’ospedale pediatrico romano. Ha 10 mesi e in un attimo di distrazione dei genitori ha aperto una sveglia, tirato fuori la pila e l’ha ingoiata. La batteria l’ha espulsa dopo 24 ore, ma il suo passaggio ha provocato delle piccole lesioni nella parte finale dello stomaco, ora in via di cicatrizzazione, per le quali dovra’ essere sottoposto per due mesi a una terapia a base di inibitori di pompa. Meno fortunato un altro bambino, cui la batteria ha perforato una vertebra causandogli una paralisi.

Centesimi, bottoni, chiavi, crocifissi, ami, ferretti per i capelli, al Bambino Gesu’ hanno creato una bacheca degli oggetti ingoiati dai bambini e recuperati dalle operazioni. Ma se per la maggior parte il pericolo e’ circoscritto al rischio soffocamento, per le calamite il pericolo e’ un altro: “Se il bimbo ne ingoia una dopo l’altra i due corpi si attraggono imprigionando un pezzo di intestino che si perforera’. (AGI) 

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