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Pisapia contro la disuguaglianza per riunire i progressisti

Fervono i preparativi per il debutto di un nuovo soggetto politico, Campo progressista, che ambisce a diventare una sorta di nuovo Ulivo con Giuliano Pisapia, suo promotore, secondo molti il nuovo Prodi. Come ha dichiarato lo stesso ex sindaco di Milano, durante un incontro sulla buona politica, che di fatto ha anticipato la presentazione nazionale, il Campo progressista nasce con lo scopo di recuperare l’interesse e l’entusiasmo di tanti disillusi e convogliarlo “in un campo aperto che adesso è tutto da arare e che insieme potremmo far diventare un campo fiorito, non di speranze, ma di realtà buone per il Paese e la comunità”. Come scrive Repubblica, il battesimo era fissato a Roma per l’11 marzo, ma è stato impossibile non accelerare dopo l’ultima direzione Pd. E così, di fatto, è partito Campo progressista. 

campagna di adesioni a “Campo progressista” su Facebook

Di sicuro quello di Campo progressista “sarà un programma non solo di sogni e speranze – ha detto Pisapia – ma concreto, terrà conto della realtà. Di questo progetto si dice tanto, si vede il lato negativo, ma domani (oggi, ndr) uscirà un documento valoriale”. A chi dice che mancano i contenuti e i programmi Pisapia ha replicato che questi vanno costruiti insieme: “I miei contenuti e i programmi io li so – ha detto – ma se non costruiamo insieme non riusciremo mai a convincere a recuperare i voti, la partecipazione e l’impegno dei tanti disillusi, di coloro che hanno creduto nel centro sinistra, nella sinistra, nel rinnovamento”. Il percorso dunque è segnato: oggi verrà diffuso un manifesto con i valori e lo stesso Pisapia come primo firmatario. “Volevo andare in pensione – ha spiegato l’ex sindaco – ma quello che mi è scattato è aver visto quanto bisogno c’è di buona politica, che significa anche rinunciare a privilegi”.

Pisapia: serve discontinuità, sinistra non può governare con la destra

Secondo Pisapia “si sente bisogno di discontinuità” perché “non è possibile che si pensi ancora che una parte del centro sinistra possa governare con la destra e con il centro destra. Questo non lo voglio più vedere – ha spiegato -. Questo è successo perché non abbiamo perso ma neppure vinto”. Poi i distinguo da Renzi e la sua politica: “Non vogliamo rottamare nessuno – ha assicurato – .Sinistra italiana faccia il suo congresso, noi staremo a guardare con rispetto. E noi chiediamo rispetto per chi come noi vuole mettere insieme” persone che hanno valori comuni. Secondo Pisapia serve capacità di ascoltare, di confrontarsi e non servono leader che diventano uomini soli al comando. “Credo nel noi e non nell’io. In un impegno non contro qualcuno ma per qualcosa di nuovo, un progetto, un’idea”. L’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, tracciando i confini del suo progetto Campo progressista durante un incontro a Milano sulla buona politica ha spiegato che “il punto di partenza è non partire dall’alto ma partire dal basso. Bisogna tornare a dare importanza al territorio. Dobbiamo costruire un campo aperto – ha aggiunto – nella maggior parte delle città italiane e anche a livello internazionale. Ce la possiamo fare”. 

A chi si rivolge ‘Campo progressista’

Come ha spiegato lo stesso Giuliano Pisapia, Campo progressista è aperto a chi ha valori comuni, “a tutti quelli che vorranno essere con noi a collaborare per allargare sempre di più lo spazio di coloro che si vogliono impegnare per una Italia migliore”. Un progetto che ricalca quello dell’Ulivo, ma l’ex sindaco non si sente in nuovo Prodi: “Io sono Giuliano Pisapia”, la risposta ironica a chi lo accosta a Romano Prodi  (per esempio Tabacci su Repubblica)

Con Pisapia in questo progetto anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha sottolineato: “Non siamo qui a creare un nuovo soggetto politico”. Poi, a quanti vedono in Pisapia un nuovo Prodi, Boldrini ha replicato che sarà Pisapia a decidere, “ma è importante che figure che hanno saputo governare bene si prendano la responsabilità e si mettano a disposizione del Paese”. La necessità di questo progetto politico nacse, secondo la Boldrini, dalla considerazione che “la sinistra ha perso la bussola. Il problema principale sono le disuguaglianze. Che hanno molti volti, soprattutto quello sociale, poi quello territoriale, quello di genere”. “Se questo è accaduto senza che sia stata fatta resistenza – ha aggiunto – vuol dire che la sinistra si è distratta e ha perso la bussola. Io vorrei una sinistra laburista. Non si può chiudere un occhio, se non due. Vorrei un’Italia ambientalista, europeista e solidale. Bisogna saper essere anche idealisti, non mollare e non rassegnarsi al cinismo. Credere in dei valori. E qui, in questa sala, c’è gente che non scherza, mi sento a casa”.

 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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