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Porti: Monti, piano nazionale cornice per programma sviluppo

(AGI) – Roma, 22 lug. – “Siamo qui per dire no alla prospettiva del declino, i porti italiani hanno energie da vendere e devono essere posti in grado di sviluppare appieno le loro potenzialita’”. E’ quanto ha affermato il presidente di Assoporti, Pasqualino Monti, nella sua relazione all’assemblea generale dell’associazione, sottolineando come il piano della logistica dei porti, per il quale Assoporti si e’ battuta fin dall’inizio, sia “la cornice all’interno della quale programmare lo sviluppo”. Ma nel promuovere il piano approvato all’inizio di luglio dal Consiglio dei ministri e attualmente all’esame delle Commissioni parlamentari competenti, il presidente di Assoporti ha evidenziato “le tante carenze che impediscono” al nostro Pese di “attrarre quelle merci provenienti da Svizzera, Austria che, naturalmente, dovrebbero gravitare sulla nostra portualita’”. “Carenze che consentono alla portualita’ nordeuropea di drenare costantemente traffico, merci e anche gettito fiscale” che dovrebbe affluire naturalmente nelle casse del nostro Paese, carenze dovute al mancato dialogo tra le diverse modalita’ di trasporto e alle ‘strozzature’ dell’ultimo miglio”. “Il piano strategico della logistica e dei porti, per il quale Assoporti si e’ battuta fin dall’inizio – sono parole di Monti – e’ la cornice all’interno della quale programmare lo sviluppo, tanto per gli interventi infrastrutturali quanto per quelli non infrastrutturali, al fine di regolare e programmare le attivita’ connesse alle radici marittime dei corridoi essenziali europei protesi – da un lato verso le aree europee dell’Europa continentale e – dall’altro – a sud e sud-est verso il fronte settentrionale dell’Africa, il Medio Oriente e il Mediterraneo orientale, in piena coerenza con gli indirizzi di sviluppo delle reti Ten-T e le politiche euro-mediterranee dell’Unione europea”. E tanto per chiarire la valenza del settore in ambito nazionale, il presidente della Assoporti ha spiegato come “i dati che emergono dal piano parlano di un cluster logistico che incide per il 14% sul Pil nazionale”. “Incide direttamente, vorrei sottolineare, per il 14% perche’, indirettamente, il valore strategico di questo cluster e’ infinitamente piu’ alto: 1 milione di addetti, 160mila imprese, 41 milioni di passeggeri che calcano le nostre banchine, un primato europeo nelle crociere non oltre 10 milioni di turisti, il 13% dell’interscambio via mare dell’Unione europea”. (AGI) .
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