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Premio Sakharov a due ex schiave yazide dell'Isis 

Bruxelles – Nadia Murad Basee e Lamiya Aji Bashar, paladine della causa della comunità Yazida perseguitata dall’Isis in Iraq, hanno vinto il premio Sakharov 2016. I loro nomi sono stati annunciati a Strasburgo dopo la conferenza dei capigruppo del Parlamento europeo. Originarie del villaggio di Kocho nel Sinjar, nel nord dell’Iraq, le due donne hanno cominciato la loro battaglia di testimonianza dopo essere state rapite e rese schiave sessuali dai combattenti jihadisti nel nord dell’Iraq.

Il premio Sakharov è assegnato ogni anno dal Parlamento europeo alle persone e associazioni che si distinguono nella difesa dei diritti umani e delle liberta’ fondamentali.

“Renitenti al sesso”, l’Isis brucia vive 19 yazide

Nadia Murad Basee e Lamiya Aji Bashar sono da tempo impegnate nella difesa della comunità yazida in Iraq e delle donne vittime di violenza sessuale da pate dei milizizni dell’Isis. Entrambe provengono da Kocho, uno dei villaggi vicino a Sinjar distrutti dalle truppe dell’Isis nell’estate del 2014 e da cui fuggirono insieme a 200mila altri membri della comunità. Insieme a migliaia di altre ragazze yazide, furono rapite e costrette a subire ogni genere di vessazioni sessuali da parte degli uomini del Califfato. Murad, già destinataria del premio Vaclav Havel attribuito dal Consiglio d’Europa, sta lavorando anche al riconoscimento del genocidio degli Yazidi, una minoranza religiosa vittima dei fondamentalisti sunniti.
Le due portavoci delle vittime sessuali dell’Isis si sono imposte su altri due candidati finalisti al premio, il giornalista turco Can Dundar, finito in prigione e ora in esilio, e il leader del movimento dei tartari di Crimea, Mustafa Dzemilev, dissidente sovietico e parlamentare ucraino, noto per le sue battaglie non-violente. (AGI)

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