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Preso a pugni e minacciato di morte perché gay

Polemiche sul mancato patrocinio al Pride della regione Lombardia.
ANSA –

Pubblicato il 04/05/2018 –
MONICA SERRA –
MILANO –
Passeggiava tranquillo in zona San Siro in compagnia di due amici, quando è stato accerchiato gruppetto di ragazzini. In sei, forse tutti minorenni, italiani e stranieri, lo hanno aggredito a pugni e insulti perché gay e perché indossava una giacca rosa. Erano le 19.30 e la vittima, un 18enne volontario del gruppo Giovani di Arcigay, era diretto alla fermata Segesta della metropolitana. “Non ti fare più vedere qui – gli avrebbero intimato – se no ti ammazziamo”, rincarando la dose con insulti pesanti. I fatti risalgono al 30 aprile scorso e una denuncia è stata presentata in Questura.

L’accaduto è stato raccontato in una nota dal presidente di Arcigay Milano Fabio Pellegatta. «Quanto avvenuto – si legge nel testo – è grave perché non è pensabile in una società civile che dei ragazzi o ragazze non possano passeggiare liberamente in una città. È grave perché è specchio di una cultura dell’intolleranza che da anni sta imperversando nelle strade e nei discorsi politici. Chiediamo e confidiamo nelle forze dell’ordine affinchè questi episodi non avvengano più. Chiediamo un livello di responsabilità sociale maggiore a chi, occupando un ruolo pubblico, usa parole che possono diventare “pesanti” quando poi diventano pensiero sociale. Le società civili, per essere tali, esigono uno sforzo comune nella tutela dei valori di libertà e di rispetto. La tutela delle minoranze è lo specchio della civiltà e della laicità di una nazione. È una responsabilità importante che tutti dobbiamo condividere e abbracciare»

Sulla questione è intervenuto anche Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay: «Le aggressioni omofobiche in Italia stanno diventando una sorta di bollettino di guerra quotidiano. Trasmettiamo innanzitutto la nostra vicinanza e il nostro sostegno al giovane aggredito, ma soprattutto richiamiamo la politica ad un’assunzione di responsabilità ormai urgente. Nelle ultime settimane abbiamo perso il conto dei fatti violenti ai danni di persone omosessuali che la cronaca ha riportato. Nel nostro Paese la violenza, in particolare quella omofobica e di genere, è ormai un fenomeno fuori controllo».

«A questo fatto grave la città reagirà ancora una volta con grande forza», aggiunge l’assessore alle Politiche sociali del Comune, Pierfrancesco Majorino. «Per quel che ci riguarda oltre a garantire il massimo impegno nelle azioni antidiscriminatorie ci apprestiamo a presentare il 23 di giugno il nostro programma di azioni contro il bullismo, l’intolleranza e la violenza e a garantire, ancora una volta, il patrocinio al Pride». Patrocinio che però non è stato concesso dalla regione Lombardia. «L’aggressione omofoba occorsa a Milano e denunciata dall’associazionismo Lgbt ci preoccupa e va condannata e stigmatizzata a tutti i livelli istituzionali» dichiara il consigliere regionale pentastellato Monica Forte, secondo cui «la decisione della giunta Fontana di non patrocinare il Milano Pride non aiuta a creare un clima di vicinanza e accoglienza per tutte e tutti. Oltre ad esprimere la nostra vicinanza e solidarietà alla vittima – conclude – vogliamo sottolineare la necessità che la cultura del rispetto e della non discriminazione torni ad essere al centro delle politiche delle istituzioni».

http://www.lastampa.it/2018/05/04/milano/preso-a-pugni-e-minacciato-di-morte-perch-gay-EqKWt5NyzQwd9Q0f3elGWL/pagina.html

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