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Pressing Ue su Londra, rimbalzano le borse

Roma – Nuova giornata convulsa, all’indomani della Brexit, anche se le borse tirano il fiato e dopo le enormi perdite successive alla vittoria dei ‘Leave’, rimbalzano chiudendo in deciso rialzo. Intanto, il confronto in sede europea si infittisce: oggi il premier britannico David Cameron, è tornato a Bruxelles per confrontarsi, al Consiglio Ue, con gli altri 27 leader mentre il Parlamento europeo ha approvato la mozione che chiede l’avvio delle procedure di uscita del Regno Unito dall’Ue.

A Londra, invece, non si placa la bufera all’interno del partito laburista: Jeremy Corbyn è stato sfiduciato a larga maggioranza (172 voti contro i 40 espressi a suo favore) ma ha fatto sapere che non intende rassegnare le dimissioni. “Sono stato democratico eletto leader per fare un nuovo tipo di politica dal 60% dei membri e dei sostenitori del partito, e non li tradirò dimettendomi. Il voto di oggi non ha legittimità costituzionale”, ha detto.

Tornando ai mercati, i forti guadagni di oggi hanno radici prevalentemente tecniche, legate al forte deprezzamento delle attività che le hanno rese allettanti da acquistare. La tensione è però destinata a rimanere a livello finanziario finché non sarà chiaro il percorso tecnico che porterà il Regno Unito ad abbandonare la Ue. L’Ftse 100 di Londra cresce del 2,64% a 6.140 punti, il Dax di Francoforte sale dell’1,93% a 9.447 punti, il Cac 40 di Parigi guadagna il 2,61% a 4.089 punti, l’Ibex di Madrid segna +2,37% a 7.826 punti. Maglia rosa a Milano, con l’Ftse Mib in rialzo del 3,30% a 15.602 punti.

A Bruxelles Cameron ha auspicato un “divorzio il più possibile costruttivo” e ha sottolineato la necessità che dopo il completamento della Brexit le relazioni tra l’Ue e Londra siano “più strette possibile in termini economici e di cooperazione sulla sicurezza”. Quanto alla mozione approvata dal Parlamento, i leader europei non vogliono perdere tempo ed esortano Londra ad adottare le procedure in fretta per non paralizzare un’Unione il cui futuro è in gioco.

Il presidente della Commissione, Jean Claude Juncker, ha esortato Londra a chiarire “il prima possibile” le sue intenzioni e ha aggiunto che nessuno, a Bruxelles, negozierà nulla con il Regno Unito finché Londra non avrà notificato formalmente la decisione di uscire. Da Berlino, gli ha fatto eco il cancelliere Angela Merkel, assicurando in primis che l’Ue è abbastanza forte per sopravvivere all’uscita della Gran Bretagna. Merkel ha avvertito il Regno Unito che non potrà scegliere di mantenere i privilegi, facendo a meno di tutti gli obblighi: “Faremo in modo che i negoziati non si sviluppino sul principio della ‘scelta del menù’. Chi esce da una famiglia non può sperare che tutti gli obblighi spariscano e si mantengono solo i privilegi”. E ha spiegato che il Regno Unito non potrà conservare l’accesso al mercato unico dell’Ue, se nega la libera circolazione dei cittadini comunitari nel suo territorio.

Il leader euroscettico, Nigel Farage, è stato fischiato e contestato, quando ha detto che non si dimitterà e ha previsto che “il Regno Unito non sarà l’ultimo Paese a lasciare l’Ue”. Da parte sua il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha ribadito che non ci sono rischi per i risparmiatori italiani. “Se ci saranno emergenze i cittadini devono sapere che non ci sono rischi per i risparmiatori”. E mentre a Londra prendono forza i nomi di Theresa May e Boris Johnson come probabili candidati a succedere a David Cameron, il partito dei Tory ha fatto sapere che l’annuncio del nome del nuovo leader slitterà il 9 settembre. Infine è stata cancellata la grande manifestazione a favore dell’Europa prevista per oggi a Trafalgar Square (50mila persone previste sono troppe per la capienza dello spazio) ma alcune migliaia di londinesi stanno al momento affollando Trafalgar Square, nel cuore di Londra.

La protesta, organizzata all’ultimo momento dopo che la precedente era stata appunto cancellata, è stata pianificata su una pagina Facebook dal titolo di ‘London still stays!’, ‘Londra è ancora dentrò, ricevendo in poche ore il sostegno – virtuale – di circa 5mila persone. Ora appunto i manifestanti di Trafalgar Square provano a far sentire la loro voce, fra bandiere europee e facce dipinte di blu, nonostante la pioggia battente che sta cadendo sulla capitale.

I leader dell’Unione europea devono confermare il loro impegno a lavorare insieme: è fondamentale, secondo quanto ha detto il presidente della Bce Mario Draghi nel suo intervento questo pomeriggio al vertice Ue, perché potrebbe esserci la percezione, agli occhi del resto del mondo, di un’Ue che diventa “ingovernabile”. La Bce, ha aggiunto, è pronta a cooperare con le altre banche centrali per assicurare la stabilità dei prezzi: ma, ha sottolineato secondo quanto riferiscono fonti Ue, le “vulnerabilità” del settore bancario dovrebbero essere affrontate.

Il presidente della Bce, Mario Draghi, stima che la Brexit possa comportare per il Pil della Ue un calo pari a fino lo 0,5%. è quanto si leggerebbe in un documento del vertice Ue ottenuto da ‘Bloomberg’ e rilanciato da alcuni blog di finanza. Draghi avrebbe stimato un impatto negativo sulla crescita per i prossimi tre anni e avrebbe espresso preoccupazione per il rischio che l’uscita del Regno Unito dalla Ue inneschi una serie di svalutazioni competitive. Il numero uno dell’Eurotower avrebbe quindi sottolineato la necessità di affrontare le vulnerabilità del sistemo bancario, “non potendoci più permettere” di stare a guardare. (AGI) 

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