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Prete pedofilo arrestato in Kosovo: estradato in Gran Bretagna

Preti che abusano di minori. Storie nauseanti che gettano fango sulla Chiesa. Molti sacerdoti si sono scusati con le vittime  e i loro parenti, altri no, altri… Beh, resta il fatto che davanti a tali abomini non si può rimanere inerti. Gli orchi, anche se indossano l’abito talare, devono pagare il loro conto con la giustizia. Un prete pedofilo è stato arrestato nelle ultime ore in Kosovo. Si tratta di Lawrence Spencer, ricercato dalla Polizia britannica dal 2012 in quanto avrebbe commesso numerosi abusi sessuali su minori: nei suoi confronti era stato emesso un mandato d’arresto europeo. La notizia è stata confermata da alcune autorità locali. Niente tolleranza nei confronti dei preti pedofili. In fondo, lo ha detto più volte anche Papa Francesco, che è il simbolo della misericordia. Dinanzi a reati del genere, che ledono gravemente i piccoli, non si può essere tolleranti. Nel periodo compreso tra il 1991 e il 2001, Spencer, che  era sacerdote della chiesa cattolica di Londra, violentò moltissimi bimbi profittando della sua carica e del suo prestigio. Nessuno avrebbe mai immaginato che un pastore sarebbe stato in grado di commettere azioni del genere. Sotto quella tonaca, però, c’era uno spietato pedofilo. Una vera vergogna che la dice lunga sulla gravità della piaga della pedofilia nella Chiesa.

Lawrence Spencer, che ha più di 70 anni, è stato messo in manette giovedì scorso a Pec. Lo hanno rivelato anche le autorità di Pristina. L’iter di estradizione è iniziato e presto il religioso arriverà in Gran Bretagna per essere sottoposto a un processo che porterà sicuramente a una pesante condanna. Non si ancora quante sono le vittime del prete britannico, ma certamente non sono poche. E’ veramente un grosso problema quello degli abusi sessuali commessi da esponenti della Chiesa cattolica come Lawrence Spencer. Il fenomeno è diffuso un po’ ovunque anche se, secondo recenti indagini, dagli ultimi due decenni del ‘900 ad oggi il maggior numero di casi di pedofilia registrati nel mondo riguarda Canada, Stati Uniti, Irlanda e Australia. Nessuno Stato, però, è privo di casi di abusi commessi da sacerdoti. E’ stato scoperto che circa l’80% dei casi di violenze commesse da preti sia stato denunciato negli Usa, precisamente nella diocesi di Boston. Da un’indagine condotta 14 anni fa su invito della Conferenza Statunitense dei Vescovi Cattolici, tra il 1950 e il 2002 il 4% dei preti operanti negli Usa era stato accusato di reati di natura sessuale. Tutto ciò fa semplicemente rabbrividire. E la Chiesa cattolica come si comporta davanti a questo obbrobrio? Beh, sin dall’emersione dei primi scandali, la Chiesa ha cercato di ‘gettare acqua sul fuoco’ demonizzando i media per il risalto che hanno sempre dato ai casi di abusi commessi da sacerdoti, sottolineando che si tratta di un fenomeno concernente tutte leistituzioni, non solo la Chiesa. Sarà, ma tali scandali fanno perdere credibilità alla Chiesa, anche perché ha spesso cercato di difendere i sacerdoti, occultando prove ed altro, e non si è mai, o poche volte, adoperata per dare un sostegno morale alle piccole vittime. Ciò è indubbiamente vergognoso. Negli ultimi anni, anche sulla scorta delle innumerevoli polemiche, ha deciso di adottare una politica di ‘tolleranza zero’ nei confronti di preti pedofili. Tutto ciò, però, non è bastato a far riacquistare credibilità alla  Chiesa, ritenuta colpevole di aver coperto molti casi di pedofilia. Ricordiamo, ad esempio, che 12 anni fa un avvocato statunitense, William McMurry, ha intentato un’azione legale contro il Vaticano in quanto avrebbe coperto una vicenda di abusi su tre minorenni. Benedetto XVI, predecessore di Papa Francesco, venne accusato di aver coperto una vicenda di violenze sessuali commesse da un prete in Texas. Il Pontefice, però, si appellò all’immunità diplomatica per evitare problemi.

 

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