TwitterFacebookGoogle+

Prete pedofilo, nelle lettere del bimbo le dichiarazioni d’amore: “Mi manchi”

2-1VERSILIA – ( di Letizia Tassinari ) – Una brutta storia, quella del bambino – la cui famiglia, parte offesa, è tutelata dall’avvocato Cristiano Baroni –  e il prete indiano rinviato a giudizio, accusato di abusi sessuali nei confronti del minore – all’epoca dei fatti 12enne -, e per il quale il Gip del Tribunale di Lucca, dottoressa Silvia Mugnaini, ha chiesto, oltre alla citazione, come responsabile civile, del vescovo di Pisa, monsignor Benotto, la cui diocesi è competente territorialmente, la perizia calligrafica su alcune lettere scritte dal minore al sacerdote. Il piccolo – su delega di indagini del Pubblico Ministero dottor Antonio Mariotti – venne ascoltato dal personale specializzato del Commissariato di Polizia di Viareggio, in forma protetta e con l’ausilio del dottor Giorgio Pini, direttore del reparto di Neuropsichiatria Infantile dell’ospedale “Versilia”, che era a consocenza della triste vicenda dopo una gita fatta dal minore con i boy scout, durante la quale il bimbo aveva consegnato a delle amichette sue coetanee alcune letterine, manoscritte, uguali, o quanto meno simili, a quella ritrovata per caso dalla mamma e agli atti del fascicolo di indagine, che erano poi finite, per mano dei genitori delle bambine, ai responsabili degli scout e alle assistenti sociali. Missive, tutte, che alla prossima udienza, fissata per il 12 luglio prossimo, saranno periziate da un esperto calligrafo. “Caro padre, mi manchi tanto – si legge nelle righe dei fogli di un quaderno, piene di cuoricinini  e disegni dove il bimbo e il religioso si tengono per mano -: “Non sento più i tuoi baci e abbracci”. Poi altri frasi, di sesso, che descrivono incontri sotto le coperte, parti intime e amplessi, frutto, probabilmente, di un impatto dell’abuso di un “orco” sulla fragilità di un piccolo orfano che si propone addirittura come sposa che vorrebbe dargli dei figli: “Ricordati che ti amo”.  Ora spetterà alla perizia calligrafa stabilire se davvero il minore ha scritto quei “racconti”.

1“I vescovi che sono stati negligenti riguardo ad abusi sessuali compiuti su minori saranno rimossi dal loro incarico” La battaglia contro la pedofilia, di Papa Francesco prosegue. E’ di pochi giorni fa il  Motu proprio “Come una madre amorevole” del pontefice – riportato da TGvaticano.it –  che rafforza l’impegno della Chiesa a tutela dei minori in materia di pedofilia Il Pontefice stabilisce che, tra le “cause gravi” che il Diritto Canonico già prevede per la rimozione dall’ufficio ecclesiastico va compresa anche la negligenza rispetto ai casi di abusi sessuali. Nel testo, composto di 5 articoli, si prevede che – qualora gli indizi appaiano seri – la competente Congregazione della Curia può iniziare un’indagine che può concludersi con il decreto di rimozione. La decisione deve comunque sempre essere sottomessa all’approvazione del Pontefice. Il “compito di protezione e di cura spetta alla Chiesa tutta, ma è specialmente attraverso i suoi Pastori che esso deve essere esercitato”. E’ quanto scrive il sommo pontefice, sottolineando la responsabilità dei Vescovi diocesani. “Occorre impiegare una particolare diligenza nel proteggere coloro che sono i più deboli tra le persone loro affidate”. Il Pontefice ricorda che il Diritto Canonico già prevede “la possibilità della rimozione dell’ufficio ecclesiastico per cause gravi”. Con il Motu Proprio, afferma il Papa, “intendo precisare che tra tali cause rientra anche la negligenza dei Vescovi  relativamente “ai casi di abusi sessuali compiuti su minori ed adulti vulnerabili”, come previsto dal Motu Propro di San Giovanni Paolo II, Sacramentorum Sanctitatis Tutela, aggiornato da Benedetto XVI. Con il documento firmato da Francesco, si stabilisce fin dal primo dei 5 articoli che il vescovo diocesano (o l’eparca o colui che ha una responsabilità temporanea di una Chiesa particolare) può essere “legittimamente rimosso dal suo incarico, se abbia, per negligenza, posto od omesso atti che abbiano provocato un danno grave ad altri”, sia persone che comunità. Si specifica inoltre che questo danno può essere “fisico, morale, spirituale o patrimoniale”. Il vescovo (al quale sono equiparati i Superiori Maggiori),prosegue l’articolo 1, può essere rimoso solo se “abbia oggettivamente mancato in maniera molto grave alla diligenza che gli è richiesta dal suo ufficio pastorale, anche senza grave colpa morale da parte sua”. Tuttavia, in caso di abusi su minori, “è sufficiente che la mancanza di diligenza sia grave”. Qualora gli indizi siano “seri”, prosegue l’articolo 2 del Motu Proprio, la competente Congregazione della Curia Romana può “iniziare un’indagine in merito” dando notizia all’interessato che ha “la possibilità di difendersi” con i “mezzi previsti dal diritto”. In seguito agli argomenti presentati dal vescovo, la Congregazione può “decidere un’indagine supplementare”. Negli articoli 3, 4 e 5 il Motu Proprio norma dunque la procedura con la quale si decide l’eventuale rimozione dall’incarico. La Congregazione che assume tale decisione, in Sessione ordinaria, può stabilire se dare “nel più breve tempo possibile, il decreto di rimozione” o esortare il vescovo “a presentare la sua rinuncia in un termine di 15 giorni”, concluso il quale il Dicastero potrà “emettere il decreto”. Nell’ultimo articolo si stabilisce che la decisione finale dovrà essere “sottomessa all’approvazione specifica del Romano Pontefice” che, “prima di assumere una decisione definitiva si farà assistere da un apposito Collegio di giuristi”.

Prete pedofilo, nelle lettere del bimbo le dichiarazioni d’amore: “Mi manchi”

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.