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Preti all’ospedale, consulenze boom

CatturaL’Ulss paga circa 30mila euro all’anno per l’assistenza religiosa in corsia

di Tommaso Moretto.

Rovigo, 9 gennaio 2014 – Un servizio esternalizzato. Come il Comune per la manutenzione dei lampioni, l’Ulss appalta all’esterno l’assistenza religiosa. Nulla di diverso, dal punto di vista contabile. Le parole di conforto dei parroci non sono gratis. Sono intrise di fede ma costano al contribuente. Cioè paga l’Ulss, e quindi la Regione, e quindi lo Stato, e quindi i cittadini.

Non la curia, che già dallo Stato è ampiamente foraggiata e agevolata nella propria attività commerciale. C’è una convenzione quadro per il servizio di assistenza religiosa cattolica ai degenti degli ospedali veneti. Le mansioni che i preti svolgono all’interno della struttura ospedaliera, e per i quali sono retribuiti, sono diverse: in primis, i religiosi visitano i malati che sono ricoverati nei reparti; poi si occupano di benedire i fedeli e di portare la particola ai malati; inoltre gestiscono le chiesette all’interno delle strutture ospedaliere e si occupano delle celebrazioni religiose che avvengono durante la giornata e nelle festività.

Ma andiamo ai soldi. Don Camillo Magarotto, ex parroco di Bosaro, titolare del servizio, ha un compenso mensile lordo di 1.854 euro. A bilancio sono stati stanziati 22mila euro. Don Camillo Magarottoha dei sostituti. Sono due, Don Emanuele Sieve, Don Ferdinando Salvan. La spesa presunta è 9mila 746 euro per il primo, 5mila 425 per il secondo. Uguale la situazione a Trecenta. Per Don Claudio Gatti, vicario della diocesi di Adria e Rovigo, è tutto normale.

Perché il servizio non è gratis?
“Anche il prete deve vivere, come l’insegnante di religione che è pagato dallo Stato”.

Perché non lo paga la curia?
“Con cosa dovrebbe pagarlo? Il discorso di fondo è che laddove uno fa un servizio, dev’essere retribuito”.

Come un comune paga la ditta esterna per lo sfalcio del verde?
“Come chiunque faccia un servizio all’interno di una struttura pubblica”.

Gratis, lo fareste comunque?
“Una assistenza ci sarebbe comunque. Come facciamo nelle case di riposo dove non è previsto. Ma penso che sia giusto e corretto così”.

Don Camillo dove vive?
“In ospedale. Ha due stanze al settimo piano”.

Tommaso Moretto

http://www.ilrestodelcarlino.it/rovigo/cronaca/2014/01/09/1007337-preti-consulenze-ospedale-compensi.shtml

Fonte

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