TwitterFacebookGoogle+

Prima fiducia sull'Italicum Al via le altre due votazioni

(AGI) – Roma, 30 apr. – E’ iniziata alla camera la seduta in vista delle due fiducie chieste dal governo sull’Italiacum.

Renzi ieri ha incassato la prima delle tre fiducie sull’Italicum: 352 si’ contro 207 no. In 38 gli esponenti del Pd che non hanno votano, tra cui Bersani, Letta, Cuperlo, Bindi, Civati, Epifani. Ma il premier continua a tirare dritto e dopo il voto twitta: “Grazie di cuore ai deputati che hanno votato la prima fiducia. La strada e’ ancora lunga ma questa e’ #lavoltabuona”.

“Almeno 50 deputati di Area riformista voteranno la fiducia”, pur considerando “un errore” di Renzi averla posta sull’Italicum. Il documento, il cui senso e’ stata anticipato dai giornalisti in Transatlantico, fotografa il punto di svolta ‘politico’ della sofferta partita nel Pd aperta dall’approvazione dell’Italicum e, appunto, dalla scelta di Renzi di mettere la fiducia. In sostanza, a ridosso del primo voto di fiducia, il fronte del no ‘arretra’ e si assottiglia e il presidente del Consiglio-segretario Pd si avvia a chiudere con un successo la sfida con la minoranza Dem.

 

Soddisfatta anche la ministra Boschi, che minimizza i 38 voti mancanti al Pd: “Siamo in linea con i numeri delle altre fiducie. E’ il primo passo”. In tutto, alla maggioranza vengono a ‘mancare’ 44 voti: 41 i voti in meno del Pd (38 gli esponenti della minoranza interna che non hanno votato la fiducia, piu’ le assenze giustificate). Gli altri voti ‘mancanti’ arrivano dalle file di Area Popolare: Beatrice Lorenzin in missione, De Mita, De Girolamo e Cera che non hanno partecipato al voto. Anche il vice segretario del Pd, Lorenzo Guerini, ridimensiona quanto accaduto alla Camera: “Il voto di fiducia e’ molto alto, il secondo piu’ alto di tutta la legislatura. Si e’ contenuto anche lo strappo nel Pd”. E rassicura i ‘ribelli’: “Non espelliamo mai nessuno”.

Grazie di cuore ai deputati che hanno votato la prima fiducia. La strada è ancora lunga ma questa è #lavoltabuona

— Matteo Renzi (@matteorenzi) 29 Aprile 2015

Del resto, l’ultimo e forse piu’ impegnativo scoglio che il governo dovra’ affrontare e’ il voto finale a scrutinio segreto. Li’, dietro l’anonimato, potrebbero ‘coalizzarsi’ i dissidenti Pd con parti delle opposizioni. E di fatti, in vista dell’appuntamento, Guerini spiega: “ci confronteremo politicamente nei prossimi giorni, lavoreremo con molta responsabilita’ e intelligenza”. Dunque, senza incidenti o intemperanze, nonostante il clima incandescente di ieri, passa il primo dei tre voti di fiducia (domani gli altri due) sulla riforma elettorale. L’aria che tira a Palazzo Chigi la si intuiva gia’, del resto, dalla battuta di Maria Elena Boschi che diceva ai cronisti, all’arrivo alla Camera, di sentirsi “fiduciosa per la fiducia”.

Fiducia su Articolo 1, asse portante della riforma

Da capilista bloccati a ballottaggio, ecco nuove norme

“Non siamo prepotenti e arroganti, stiamo solo facendo il nostro dovere – rivendica in mattinata Renzi nella sua enews – Siamo qui per cambiare l’Italia. Non possiamo fermarci alla prima difficolta’. Se accettiamo anche noi, come accaduto troppo spesso in passato, di vivacchiare e rinviare, tradiamo il mandato ricevuto alle primarie, dal Parlamento, alle europee”. Se non si tratta di ‘strappo’, il solco nei Democrat comunque c’e’, e Pier Luigi Bersani lo conferma. Scandisce, l’ex segretario, “io non esco dal Pd, nessuna scissione. Bisogna tornare al Pd, non uscirne” e accusa: “Lo strappo non l’ho fatto io, l’ha fatto Renzi mettendo la fiducia”. “Ora ci dicono che dobbiamo essere leali, proprio perche’ siamo ex segretari e dirigenti del Pd, ma si sono ricordati di noi solo ora, non quando ci hanno rimosso dalla commissione o non ci hanno invitato alla Festa dell’Unita’”. Dal fronte opposizioni non arrivano sorprese: nessun partito di minoranza sceglie l’Aventino, ma sia FI (“oggi e’ finito il Partito democratico ma, direi di piu’, e’ finita la legislatura”), afferma Brunetta) che Sel, Lega, FdI e M5S confermano il ‘no’ alla fiducia. In serata, i grillini fanno sapere che stanno riflettendo sull’eventualita’ di raccogliere le firme per un referendum abrogativo dell’Italicum: “decideremo nei prossimi giorni”, spiega Danilo Toninelli. (AGI)

Vai sul sito di AGI.it



Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.