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Primo si' a ddl diffamazione, niente carcere per i giornalisti

(AGI) – Roma, 29 ott. – I giornalisti accusati di diffamazione a mezzo stampa non rischiano piu’ il carcere, ma una pena pecuniaria fino a 50 mila euro. Multa che viene estesa anche alle testate online registrate. Sono due delle principali novita’ al ddl Diffamazione licenziato questa mattina dall’Aula del Senato. Il provvedimento dovra’ tornare alla Camera per il via libera definitivo. L’interdizione dalla professione giornalistica per sei mesi, inoltre, scattera’ solo in caso di recidiva ‘reiterata’, e non ‘semplice’ come previsto fino ad ora. Il ddl introduce anche il diritto all’oblio e quello di rettifica. Per il primo, l’interessato puo’ chiedere ai siti web e ai motori di ricerca l’eliminazione dei contenuti diffamatori e in caso di rifiuto puo’ chiedere al giudice di ordinare la rimozione. Per quanto riguarda la rettifica, invece, deve essere pubblicata gratuitamente entro due giorni dalla ricezione della richiesta, senza risposta, senza commento e senza titolo e menzionando titolo, data e autore dell’articolo da rettificare. L’obbligo di rettifica vale per quotidiani, periodici, agenzie di stampa, per le testate giornalistiche online, che invieranno la rettifica agli utenti che hanno avuto accesso alla notizia cui si riferiscono. La rettifica non va pubblicata se hanno contenuto suscettibile di incriminazione penale o se sono documentalmente false. IACOPINO (ODG), “RESTA EFFETTO INTIMIDATORIO, VERGOGNA!” “Il Senato della Repubblica ha perso la grande occasione di tutelare il diritto dei cittadini ad avere una informazione libera, rispettosa della verita’ e delle persone. Si e’ limitato, per non incorrere nelle sanzioni dell’Europa, ad eliminare il carcere per i giornalisti. Ma l’insieme delle norme mantiene tutto l’effetto intimidatorio con la previsione di una sanzione che puo’ arrivare a 10.000 euro in caso di un errore. L’equivalente del compenso di 1.000 o piu’ articoli per migliaia di giornalisti”. Lo dichiara Enzo Iacopino, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, a proposito del ddl sulla diffamazione approvato oggi. Per Iacopino “una vergogna” perche’ il giornalista dovra’ comunque tacere. Il presidente dell’Odg sottolinea che “e’ un mistero” capire come si tuteli in questo modo la liberta’ dell’informazione”, “un mistero che solo le tortuosita’ della politica possono tentare di spiegare”. Come pure “come si tuteli il diritto dei cittadini alla verita’, prevedendo un obbligo di rettifica senza alcun commento da parte dell’autore dell’articolo, e’ un altro mistero: i ladri, i corrotti di turno, i mafiosi di ogni latitudine avranno la possibilita’ di suggestionare l’opinione pubblica con la loro ultima parola. Il giornalista dovra’ tacere, limitandosi a fare da cassa di risonanza alla loro ‘verita”. Una vergogna”. (AGI) .
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