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Processo a Marco Cappato. La solidarietà dell’Uaar

«Tutto ciò che può essere imputato a Marco Cappato è di non essersi voltato dall’altra parte di fronte alle richieste di aiuto di un nostro concittadino, di aver fatto quello che le istituzioni di questo paese si rifiutano di fare. A lui in questo momento va quindi tutta la solidarietà dell’Uaar, che nella battaglia per una legge sul fine vita è sempre stata a fianco dell’associazione Luca Coscioni e alle altre realtà impegnate sul tema».

Il segretario dell’Uaar, Stefano Incani, si esprime così alla vigilia del processo a Marco Cappato, imputato per il reato di aiuto al suicidio in merito alla vicenda di Fabiano Antoniano (Dj Fabo).

«Domani si apre il processo a Cappato e giusto il mese scorso i giudici hanno reso noto a Mina Welby di aver concluso le indagini su di lei, per aver accompagnato in Svizzera Davide Trentini, malato di sclerosi multipla…  In attesa che il Parlamento si decida a legiferare in merito, i due casi aiuteranno a fare chiarezza su cosa si può fare nel nostro paese per aiutare i malati a decidere della loro vita e della loro morte. L’Uaar dal canto suo — conclude Incani — rinnova il suo invito al Parlamento ad ascoltare i cittadini, i quali in maggioranza chiedono una legge sul fine vita che metta in primo piano le volontà del paziente».

Comunicato stampa

 

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