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Processo don Usai: teste contro pm: “Mai detto certe cose”

Il processo, presidente Carla Altieri, è quello per violenza sessuale e favoreggiamento della prostituzione a carico del fondatore della Comunità, don Giovanni Usai.

Cinque ore di interrogatorio, per due pagine scarse di verbale. “Volevano farmi dire cose che io non avevo detto”: è la testimonianza-choc resa oggi davanti ai giudici del Tribunale di Oristano da Juliet Nwdou, un’ex ospite della Comunità il Samaritano di Arborea.

Il processo, presidente Carla Altieri, è quello per violenza sessuale e favoreggiamento della prostituzione a carico del fondatore della Comunità, don Giovanni Usai.

L’interrogatorio al quale la testimone dell’accusa ha fatto riferimento in udienza nel corso del controesame era avvenuto nella primavera del 2011, circa tre mesi dopo l’arresto del sacerdote. In tre – due marescialli dei carabinieri es un sostituto procuratore – a fare domande con l’obiettivo di consolidare le accuse nei confronti di don Usai, ma quando si convince che vogliono farle dire cose che lei non ha detto e non pensa, la testimone alza la voce e fa sentire le sue ragioni.

“Tutto registrato, anche la lite con il pubblico ministero. Abbiamo i nastri”, ha puntualizzato ai giudici l’avvocato difensore di don Giovanni Usai, Anna Maria Uras. Le prossime udienze, dedicate ancora ai testi dell’accusa, sono state fissate per il 27 settembre, il 24 novembre, poi il 19 gennaio 2017.

 

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