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Profilattici gratis per i giovani: salva loro e le casse del sistema sanitario nazionale

Articolo di Elena Testi (espresso online 11.7.18) “In Italia c’è già una Regione che fornisce contraccettivi gratuitamente agli under 26 come metodo di prevenzione. E anche il web si mobilita con una petizione che ha raccolto più di 60mila firme. L’obiettivo è lo stesso: azzerrare le malattie sessualmente trasmissibili ed evitare che la sanità pubblica collassi”

“”Allo stato italiano un malato di Hiv costa in media dai 500 ai mille euro mensili. Dipende dalle cure che gli vengono somministrate. Nonostante questo la prevenzione è uno dei grandi “scomparsi” nella politica sanitaria nazionale. Mancano le pubblicità progresso, l’informazione, l’educazione alla sessualità, ma ad essere assente è anche un sistema lungimirante che permetta agli adolescenti di avere sempre con sé un profilattico senza dover togliere dalla paghetta oltre dieci euro per comprarne una sola confezione. Colorati, variegati, alcuni anche profumati, ma tutti accomunati da una semplice cosa: quella di essere un dispositivo medico. Si trovano solitamente vicino alle casse dei supermercati oppure in luoghi a loro dedicati. Vanno dai 7 ai 12 euro, fino a toccare i 15 euro. Slim, super sensibili, con tanto di motto personalizzato. Ma nessuno porta una scritta di sensibilizzazione, ricordando che utilizzarli può prevenire da malattie sessualmente trasmissibili.
Il numero di giovani che contraggono l’Hiv è in crescita, anche a causa dell’assenza di campagne informative adeguate. E per effettuare i controlli sanitari bisogna avere il consenso dei genitori: per questo molti rinunciano.
Le pubblicità hanno abbandonato da tempo il loro scopo educativo, soprattutto per le giovani generazioni, divenendo spot accattivanti. Basta fare una ricerca con Google per scoprire che accanto a preservativo le parole più comunemente associate sono “bucato”, “rotto”, “sfilato”, “usato”, “al contrario”. Il profilattico viene visto come un modo per evitare gravidanze indesiderate e non un contraccettivo sicuro contro hiv, gonorrea, Condilomi acuminati o Herpes. Una lista infinita. Il rischio è che giovani spaventati, con i consultori italiani ormai desertificati, lascino scorrere il problema, acutizzando la malattia.
L’Emilia Romagna ha tentato di risolvere il problema con una delibera entrata in vigore lo scorso gennaio, di recente imitata dal Piemonte. «Diamo gratuitamente i contraccettivi agli under 26», spiega Silvana Borsari, direttrice dei consultori familiari, per poi aggiungere: «Abbiamo studiato dei luoghi fatti appositamente per una fascia d’età che va dai 14 ai 19 anni, così che possano frequentarlo senza vergogna». I profilattici vengono ceduti gratuitamente, ma a patto che «prima ci sia una lunga chiacchierata con il personale dedicato, formato da soli specialisti, per affrontare simili argomenti con un adolescente». Un modo per metterlo in guarda da ogni possibile rischio e aiutarlo psicologicamente ad affrontare un momento delicato.
Il racconto di una ragazza che, facendo esami di routine prima di un intervento, ha scoperto di aver contratto il virus. E che ora racconta: «Molti della mia generazione pensano che questo problema non esista più»
Il progetto è ormai partito da qualche mese, ma sembra funzionare senza intoppi. Silvana Borsari conosce il perché di una simile vittoria: «Abbiamo un consultorio funzionante in ogni distretto». Distribuendo contraccettivi a costo zero si prevengono malattie sessualmente trasmissibile e gravidanze indesiderate, ottenendo in questo modo una notevole riduzione dei costi del sistema sanitario. È questo uno dei motivi che ha spinto il “Comitato contraccettivi gratuiti” a lanciare una raccolta firme sul web, già sottoscritta da 62mila persone. Il passo successivo, una volta arrivati a 75mila, sarà presentare una proposta di legge in Parlamento.
Il sistema Emilia Romagna potrebbe essere applicato in ogni regione italiana. «L’unico modo – afferma Silvana Borsari – è quello di mettere a regime i consultori e preparare bene il personale medico». Tutto questo da realizzare però in un’Italia ancora prigioniera dei suoi tabù.””

 

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