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Prosegue la trattativa sul programma tra Lega e M5s. E il clima sarebbe “ottimo”

Matteo Salvini e Luigi Di Maio hanno lasciato a ora di pranzo il nuovo vertice al Pirellone per stendere il contratto sul programma di governo tra Lega e Movimento 5 Stelle. Gli altri membri delle delegazioni dei partiti rimarranno invece al tavolo fino almeno alle 18 per appianare le ultime divergenze, che non sarebbero ormai troppe. Al secondo giorno di lavori serrati, gli ‘sherpa’ dei due partiti stanno esaminando i temi lasciati da parte ieri (circa 7, tra cui un eventuale ritocco della legge Fornero, considerato che la bozza era di 22 punti e che ieri ne sono stati analizzati 15), poi torneranno a rivederli tutti. La bozza è ancora in divenire e non sarebbe quindi attesa una conclusione dei lavori prima di sera.

Al lavoro sul “nome terzo”

Sia Cinque stelle che Lega puntano a raggiungere un’intesa entro la giornata di oggi, quantomeno sui contenuti, in modo da comunicare il raggiungimento dell’accordo di governo al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Sintomatico come Di Maio abbia annullato la partecipazione prevista stasera al programma di Fabio Fazio ‘Che tempo che fa’, segno che un’intesa definitiva potrebbe essere davvero a portata di mano. Secondo fonti del M5s, il contratto di governo è “quasi chiuso” con i due partiti al lavoro su un “nome terzo” per la figura del presidente del Consiglio. 

Di Maio: “Stiamo scrivendo la storia”

“La discussione sul contratto sta andando molto bene, speriamo di chiudere. C’è un ottimo clima. Ovviamente si sta scrivendo la storia, ci vuole un po’ di tempo. Per la prima volta nella storia si porta avanti una trattativa sui temi”, ha dichiarato Di Maio lasciando la riunione, alla quale non tornerà, “di nomi non abbiamo parlato”. 

Chi siede al tavolo

Al tavolo tecnico partecipano: per M5s, Laura Castelli, Danilo Toninelli, Vincenzo Spadafora, Alfonso Bonafede e Rocco Casalino; per la Lega, Roberto Calderoli, Armando Siri, Nicola Molteni, Gian Marco Centinaio e Claudio Borghi. Assente per il momento, il vice segretario federale, Giancarlo Giorgetti.

Il nodo del premier

Il capo politico del Movimento 5 stelle e il segretario leghista, che ha lasciato il Pirellone all’ora di pranzo, oggi devono affrontare il nodo premier. La linea di lavoro, dopo la disponibilità a un passo di lato espressa ieri sia da Di Maio sia da Salvini, è di esaminare proposte di nomi terzi, provenienti da entrambi i partiti. Secondo quanto si apprende, sarebbero stati fatti alcuni nomi da entrambe le parti. Da parte 5 stelle si smentisce che ieri Di Maio abbia incontrato a pranzo a Milano l’ex rettore della Bocconi, Guido Tabellini, come ricostruito da ‘Repubblica’. Entrambi i partiti sarebbero alla ricerca di un nome di alto profilo che abbia una connotazione e un cursus politico adeguato e che non possa essere assimilato alla figura di ‘tecnico alla Monti’. Fonti del M5s parlano di “buonissime possibilità di convergenza”. 

Fdi è dentro o fuori?

Fratelli d’Italia parteciperà al governo giallo-verde? Giorgia Meloni aveva respinto venerdì la richiesta di Di Maio di appoggiare un premier pentastellato in cambio dell’ingresso del suo partito, per compensare il conseguente spostamento a destra del baricentro dell’esecutivo. La leader di Fdi ha però risposto picche è aspetta di conoscere il nome del premier. “È vero che i temi contano quando si tenta di mettere insieme forze politiche difformi, ma il premier non è l’ultimo problema, è il primo. È il presidente del Consiglio che stabilisce l’identità di un governo. È curioso che si affronti una trattativa partendo dalla fine. L’ho detto anche a Salvini e Di Maio”, ha dichiarato Meloni a “In mezz’ora in più”.

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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