TwitterFacebookGoogle+

Protagonisti i popoli europei

Di Marcello Vigli | 29.06.2016 –

Ci sono nel mondo eventi politici coincidenti nello stesso tempo, un tempo breve, che cambiano il corso della storia sconvolgendo assetti economici ed equilibri diplomatici. O, meglio, il corso previsto dagli esperti!

L’esito del referendum per l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa è uno di questi.

Rende imprevedibile il futuro dell’Unione europea e  conferisce un senso di insicurezza allo sviluppo delle dinamiche interne in diversi Paesi, già costretti a misurarsi con risultati elettorali, già acquisti  come le amministrative in Italia e l’elezione per le Cortes spagnole, o con l’incognita del valore elettorale del consenso ottenuto dalla demagogia di Donald Trump  negli Usa e del dissenso maturato in Francia con un ciclo di lotte sociali e sindacali molto forti.

In particolare  per il nostro Paese c’è da interrogarsi sulle sue conseguenze sulla crisi ormai in atto del renzismo, apparso a molti il nuovo che avanza, e sui successi elettorali del Movimento cinque stelle, mentre sono in corso la ricerca di un ricompattamento della destra ex berlusconiana e i tentativi di costituire un soggetto di sinistra con una sua credibilità.

Queste dinamiche non coinvolgono solo gli addetti ai lavori. Pur se la presenza alle urne è ancora diminuita si mantiene a livelli accettabili anche per il proliferare di liste locali in gran parte senza particolari riferimenti a forze politiche organizzate. L’impegno  diffuso nella raccolta di ben 11 proposte di referendum abrogativi  testimonia la disponibilità a mobilitarsi di gruppi, associazioni, comitati ad hoc e soggetti sindacali:  4 sono contro la riforma della scuola, 3 contro norme lesive del diritto al lavoro, 2 per bloccare nuove coltivazioni di idrocarburi e nuovi e vecchi inceneritori, 2 contro l’Italicum  sul voto bloccato ai capilista e le candidature plurime, sul premio di maggioranza e il ballottaggio senza limite minimo.

Nei prossimi giorni si saprà se e quale di queste proposte darà vita ad una scadenza referendaria, mentre è già prevista per ottobre quella del referendum confermativo sulla Legge di revisione costituzionale approvata dal Parlamento senza la maggioranza qualificata. E’ sempre più evidente che si tratta di un appuntamento sul quale si deciderà del futuro dell’assetto istituzionale della Repubblica italiana ed è molto facile prevedere che la coincidenza del Presidente del Consiglio con il Segretario del maggior partito sostenitore della revisione renderà impossibile garantire la piena neutralità delle istituzioni e il pluralismo e la correttezza della pubblica informazione. Lo fanno presagire la minaccia di dimissioni del governo e il concomitante documento della Confindustria, diffuso dal Sole24Ore, che preconizza recessione e disordini.

Diventa quindi urgente e determinante la mobilitazione di base per informare sulla posta in gioco e diffondere la conoscenza che si tratta, come abbiamo già denunciato, di un  tentativo in atto di stravolgere la Costituzione non di  aggiornarla. Chi è consapevole del rischio di tale stravolgimento, ha questa sola possibilità per evitarlo. Non vale rammaricarsene dopo, denigrando magari il sistema democratico, se l’esito elettorale non coinciderà con la propria scelta. Il voto dell’elettorato, nazionale o di un altro Paese, va sempre rispettato, anche quando provoca rammarico e lo si ritiene un errore. Lo ha riaffermato  in un’ intervista a La Stampa, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel contestare l’opinione  di altri esponenti politici italiani, come il presidente emerito Giorgio Napolitano e l’ex premier Mario Monti, che, criticando l’esito del referendum inglese sulla Brexit, hanno parlato di “un abuso di democrazia”. In verità non si può ignorare l’interrogativo di Saviano che ripensando al Popolo che nel 1938 acclamava Hitler e Mussolini a Roma affacciati insieme al balcone di Piazza Venezia si domanda siamo sicuri che oggi il Popolo abbia vinto davvero?

Bisogna moltiplicare gli sforzi e sfruttare tutte le occasioni per evidenziare le contraddizioni dell’attuale legge di revisione costituzionale che, non solo non elimina il bicameralismo, lo rende anzi più complesso. Il nuovo Senato, infatti,  pur se mantiene la funzione legislativa (cioè il suo voto è obbligatorio insieme alla Camera) solo sui rapporti tra Stato, Unione Europea e enti territoriali, per le leggi di revisione della Costituzione e sulle altre leggi costituzionali che riguardano diverse competenze regionali,  in verità può anche decidere, su richiesta di un terzo dei Senatori, di proporre modifiche su una legge approvata dalla Camera entro il termine di 10 o 15 giorni a seconda delle materie. La Camera, ancora composta da 630 deputati, può non approvarle, ma risulta intralciata, pur se le compete la decisione finale, nell’esercizio della funzione legislativa che non è quindi di sua esclusiva competenza come, invece, rappresentare la sovranità nazionale, votare la fiducia al governo ed  esercitare il controllo del suo operato.

Da perfetto, il bicameralismo viene così reso imperfetto: il tanto esaltato  superamento diventa impedimento che rende inefficaci le altre varianti introdotte, alcune pur condivisibili.

Non può certo valere l’appello all’urgenza del cambiamento all’insegna del nuovismo l’unica “ideologia” sopravvissuta alla crisi di tutte le altre!

A contrastarlo devono oggi essere impegnate le energie spese nelle  ultime settimane nella difficile raccolta di firme per ottenere la convocazione dei referendum, per i quali si è in attesa del loro calcolo.

http://www.italialaica.it/news/articoli/55847

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.