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Prove di normalità tra gli sfollati del Centro Italia

(dall’inviato Vincenzo Castellano)

Visso – Prove di ritorno alla normalità tra gli sfollati del Centro Italia colpiti dal terremoto di magnitudo 6.5. A Visso, uno dei centri più colpiti, nessuno rinuncerà a festeggiare il compleanno: è l’iniziativa lanciata da Giovanni Casoni, responsabile della Croce rossa di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera che dalla sera di mercoledì 26 sta coordinando l’attività dei campi di accoglienza. Ne ha parlato con il sindaco di Vizzo, Giuliano Pazzaglini, c’è il via libera e quindi già da oggi si comincia. E poiché gli uffici comunali sono proprio in questo campo base (il Palazzo muncipale è inagibile), ecco che diventa in qualche modo facile individuare chi tra gli sfollati compie gli anni. Adesso però si tratterà di trovare la torta di rito, ma qui si danno tutti molto da fare e quindi il dolce sicuramente non mancherà. 

E intanto per fronteggiare ansia, stress e disturbi collegati si ricorre all’agopuntura. Il medico Alessandro Cecconi non ci ha pensato due volte e ha deciso di mettere l’esperienza a servizio della sua comunità. Il cartello con le indicazioni è stato affisso alla porta di una delle stanze della struttura della Croce rossa che fa da coordinamento nel campo base di Visso. Prevista l’agopuntura anche per fronteggiare disturbi del sonno, dolori articolari e cefalea. In più, Qi Gong, cioè ginnastica rilassante. 

Anche Nadia Moreni a Muccia, a una ventina di chilometri da Visso, non molla e apre la sua farmacia, anche se ogni tanto le scosse sismiche la costringono a uscire in strada e mettersi in un punto libero da edifici che potrebbero essere interessati da crolli. Caschetto in testa e camice, Nadia è la farmacista di Muccia, uno dei comuni del maceratese investiti dal sisma ed ha una parafarmcia nella frazione di Maddalena. Quella principale è inagibile, come pure la casa della dottoressa. Ma Nadia non si è arresa e non intende far venir meno il suo sostegno alla gente del posto, specie gli anziani e in particolare quelli costretti a terapia insulinica. E quindi tra una scossa sismica e l’altra è riuscita a recuperare un bel pò di medicine dalla farmacia di Muccia e a portarle nella parafarmacia di Maddalena, che così ora cumula le due specialità. “Apro ogni giorno, fino alle 20, e anche domani giorno festivo: non posso lasciare la gente senza medicine. Finora siamo riusciti a coprire tutte le esigenze – dice all’Agi – anche se ogni tanto bisogna scappare fuori e mettersi distante, le scosse ci sono sempre…E’ vero che questa struttura è nuova, quindi stabile, ma con quella forza non si sa mai”. Sta aspettando che arrivi la farmacia mobile annunciata da Federfarma, “ma intanto cerco di fare il possibile”. E siccome la casa di Muccia è inagibile, “dormo in garage. Ma non mollo!” (AGI)
 

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