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Psicologia quantistica e mente quantica, tra fantasia e realtà

Si sente molto parlare in rete di psicologia quantistica e mente quantica, e che il pensiero crea la realtà che ci circonda.

Sembra fantascienza, eppure è innegabile che le persone di successo sono quelle che “pensano positivo” e tutti coloro che si occupano di crescita personale (anche veri professionisti) si raccomandano sempre nel dire che bisogna non solo pensare positivo ma anche circondarsi di persone positive e di positività per riuscire nella vita.
 
Dove sta la verità dunque?

Alla base dei concetti della mente quantica c’è fondamentalmente una forzatura del Principio di Heisenberg, secondo cui non si può osservare qualcosa senza modificarlo. I teorici della fisica quantistica sostengono che gli eventi quantici permangono in forma di possibilità fino al momento in cui un fenomeno non li attualizza.
 
I teorici della mente quantica hanno esteso questo concetto al mondo reale dicendo che esso è solo apparentemente continuo, newtoniano e materiale, ma in realtà esso è discontinuo, quantico e l’esatta natura della realtà dipende dalla partecipazione di un osservatore consapevole perché il nostro solo pensare è un atto di osservazione.
 
La forzatura è qui. Heisenberg parlava di misura materiale ed era quella che influenzava l’osservazione, non il puro pensiero.
 
 
Psicologia quantistica e mente quantica
La psicologia quantistica è definita come un “approccio multidisciplinare di differenti modelli scientifici e conoscenze umanistiche tra cui la psicologia, la biologia, le neuroscienze, la fisica quantistica e la filosofia“. Relativamente recente, è forse nata col famosissimo libro “The Secret” e relativa “Legge di Attrazione”. L’approccio si basa sui “modelli teorici relativi al funzionamento dei processi mentali, sia consci che inconsci, e bio-neurologici, nonché sul funzionamento della psiche umana“.
 
La finalità non si discosta dall’approccio classico della psicologia. È comunque orientata al miglioramento della salute, alla risoluzione dei sintomi degli stati nevrotici, al benessere psicofisico della persona e delle proprie relazioni interpersonali, nonché a comprendere e utilizzare il “potere potenziale della nostra mente“. 
 
La psicologia quantistica si propone di integrare in maniera completa i differenti livelli con cui possiamo semplificare l’essere umano, quali quello biologico, emotivo, mentale e della coscienza. Stabilisce una relazione di più ampia responsabilità circa tutto ciò che ci riguarda sia in termini di sintomi che di successo-insuccesso e ridefinisce la posizione nell’essere umano nel mondo come partecipativa e non passiva.
 
Secondo essa, e qui di incontriamo il legame con la mente quantica, l’attività mentale è il processo creativo attraverso cui creiamo la realtà sia interna che esterna a noi. Allontanandosi dal vecchio paradigma determinista che considera il soggetto di un evento separato dall’evento, la psicologia quantistica sostiene che non esiste una realtà indipendente dall’osservatore, una realtà già creata. Stabilisce che il soggetto e l’evento sono un tutt’uno inscindibile, così come non è possibile separare la materia dallo spirito. La realtà esterna viene considerata ancora da creare e non già creata.
 
 
Cosa succede realmente quando desideriamo?
La mente crea davvero la realtà, ma solo nel momento stesso in cui noi facciamo anche in modo materialmente che questo accada. Come nelle osservazioni di Heisenberg, c’è bisogno di una “osservazione” materiale e non solo intellettuale (di pensiero) affinché la creazione si compia.
 
La legge di attrazione o la mente quantica invece postulano che basti pensare intensamente per far si che ciò che vogliamo si avveri. Ma a questo principio manca proprio l’atto fisico che realizza il cambiamento.
 
E il pensare positivo? Perché funziona allora?
 
Vi faccio un esempio. Alcuni anni fa cercavo un’auto usata. All’inizio ero orientato su una moltitudine di modelli, poi ne identificai uno in particolare – l’Alfa 147. Da quel momento lì notai un fenomeno stranissimo: in giro era pieno di Alfa 147, le vedevo ovunque! Avevo creato col pensiero una realtà piena di 147? In un certo senso si, perché avevo tarato, anche se non coscientemente, il mio cervello su un particolare obiettivo – quell’auto – ed ogni volta che ne spuntava una nei paraggi il mio cervello mi “allertava” della sua presenza, anche se in quel momento non ci stavo pensando. Questo è un fenomeno conosciuto nelle scienze sensoriali.
 
Se passiamo la nostra esistenza a pensare che siamo dei falliti, siamo destinati al fallimento. Non riusciremo più a notare il benché minimo successo intorno a noi, anche se presente, perché il nostro cervello è troppo occupato a guardare il lato negativo della nostra esistenza, perché tarato su quello. Quanti di voi sgridano i figli dicendogli che sono stupidi, cretini o incapaci? Li state mettendo sulla buona strada per diventarlo davvero, perché state influenzando la loro psiche in maniera negativa.
 
Il nostro cervello non è multitasking, misura solo i cambiamenti nell’ambiente (non le situazioni statiche), ma può essere “indirizzato” nella direzione sulla quale vogliamo procedere, possiamo allenarlo a riconoscere le situazioni che ci interessano.
 
E il circondarsi di persone di successo?
 
Recentemente la scienza ha fatto un po’ di chiarezza su questo punto con la scoperta dei neuroni specchioDa quando i neuroni specchio sono stati scoperti, vi sono state ad esempio molte ricerche sui loro rapporti con l’evoluzione del linguaggio. Ciò ha portato alla deduzione che il linguaggio umano si sia evoluto tramite l’informazione trasmessa con i gesti che il sistema dei neuroni specchio ha compreso e codificato.
 
Tale sistema sembra avere il potenziale necessario per fornire un meccanismo di comprensione delle azioni e per l’apprendimento attraverso l’imitazione e la simulazione del comportamento altrui. Avete notato come i bambini facciano quello che osservano fare ai genitori, e non quello che gli stessi gli dicono di fare? Come imitino i comportamenti?

Il riconoscimento non avviene solo a livello motorio ma con il riconoscimento vero e proprio dell’azione, intesa come evento biofisico. Nell’uomo è presente un sistema di espressione delle emozioni più complesso che nelle altre specie, per cui la ricerca si allarga anche al campo della conoscenza dei meccanismi sociali, con la prova che il concetto di “individuo” è assai relativo.

 
Il neurone specchio è forse l’evidenza scientifica del proverbio “chi va con lo zoppo impara a zoppicare“?
 
Sono sempre stato scarso a calcio, ma ricordo un periodo passato in Brasile di circa due settimane, in cui dopo solo una settimana iniziai a giocare come mai in vita mia (che non significa bene ma sicuramente molto meglio del livello iniziale). Sarà stato forse perché ero circondato da gente fenomenale con i piedi, che oltretutto era sempre allegra e sorridente sia nel caso che perdesse o vincesse? 
 
Avete capito perché avere amici bravi fa diventare più bravi anche voi? O perché le multinazionali selezionano solo i migliori e scartano senza pietà coloro che (magari sono anche bravi ma) si credono dei perdenti e non credono in se stessi?
 
 
Conclusioni
Sicuramente la fisica quantistica ha aperto una nuova prospettiva per osservare l’universo che ci circonda, ma bisogna stare attenti a non fraintendere i suoi insegnamenti.
 
Nessuno ha mai raggiunto i suoi obiettivi senza prima concentrarsi intensamente su di essi, e poi mettendo materialmente in atto un piano d’azione per realizzarli.
 
Gli Zuckenberg, i Musk o i Jobs hanno tutti lavorato ai loro progetti come pazzi e studiato come matti. Se fossero rimasti solo a pensare di diventare ricchi e famosi, gireremmo ancora col Nokia con lo schermo da due pollici in tasca spedendo messaggini in Arial o Times New Roman…

Borsole esiste perché mi sono dato da fare… La mia auto non si è materializzata da sola in garage…

Quindi se vuoi prendere spunto dalla mente quantica per creare il tuo futuro nel miglior modo possibile, fallo pure. Ma devo ribadirlo: il tuo trade non andrà come desideri solo perché pensi intensamente alla direzione che dovrà prendere.

Se non ti sei quantomeno spaccato la testa su qualche (valido) libro di testo, c’è poco da fare…
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