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Puigdemont lascia per la prima volta il Belgio per tenere una lezione in Danimarca

L’ex presidente della generalitat della Catalogna Carles Puigdemont lunedì 22 è atterrato a Copenaghen da Bruxelles, nonostante la procura spagnola domenica aveva comunicato che avrebbe chiesto un mandato di arresto europeo, se l’ex presidente deposto si sarebbe spostato in Danimarca, dove deve partecipare ad un dibattito all’Università, alla facoltà di Scienze politiche.

Il procuratore generale vuole l’arresto, la Corte suprema lo nega

Puigdemont, che da tre mesi si trova in Belgio per evitare l’arresto (la giustizia spagnola lo accusa di ribellione, secessione e malversazione e altri reati connessi con la dichiarazione unilaterale di indipendenza del 27 ottobre scorso) è arrivato in aeroporto accompagnato dall’imprenditore Josep Maria Matamala. Il 5 dicembre il giudice spagnolo Pablo Llarena aveva deciso di ritirare gli ordini di arresto europei contro Puigdemont e i suoi 4 ex consiglieri fuggiti come lui a Bruxelles, ma ha mantenuto il mandato di arresto in Spagna.

Non si è fatta attendere la risposta del procuratore generale spagnolo, che come promesso ha chiesto il mandato di arresto europeo in Danimarca. Secondo le fonti dell’ufficio la richiesta di arresto è stata inviata al giudice della Corte Suprema Pablo Llarena e solo per la Danimarca, dopo la prima partenza da Bruxelles di Puigdemont. Ma il giudice Pablo Llarena della Corte suprema spagnola ha respinto la richiesta della Procura generale, concedendo così a Puigdemont di parlare in università. 

A margine del convegno, Puigdemont da detto di essere determinato a “formare il nuovo governo” della Catalogna. E che entro la fine del mese, il parlamento catalano, che è dominato dal movimento per l’indipendenza, in linea di principio terrà una sessione di investitura in cui discuterà la candidatura a distanza di Puigdemont, che è in “esilio volontario” in Belgio dal 30 ottobre per sfuggire a un mandato di cattura in Spagna.

“È tempo che l’Ue segua l’esempio danese”

All’università di Copenaghen, dove il tema del convegno era appunto l’attuale situazione politica della Catalogna, il leader separatista ha chiesto il rispetto del processo democratico. “La metà degli Stati membri dell’Unione europea sono nati negli ultimi cento anni grazie al principio di autodeterminazione, è tempo che l’Ue segua l’esempio danese e riconosca il diritto democratico all’autodeterminazione”, ha detto, riferendosi allo stato delle isole Fær Øer e della Groenlandia, territori autonomi danesi.

Si è trattato della prima volta che Puigdemont lascia il Belgio dopo la sua partenza dalla Spagna. Se tornasse in Spagna, sarebbe immediatamente arrestato con l’accusa di “ribellione”, “sedizione” e “malversazione”.

Il giudice spagnolo che ha ascoltato il suo caso ha rifiutato lunedì di emettere un mandato di cattura europeo contro di lui, stimando che lo scopo del suo viaggio in Danimarca sia proprio quello di “provocare questa detenzione all’estero”, nel quadro di una strategia il cui obiettivo e’ quello di fornire argomenti da Investito, in assenza, come presidente della Catalogna.

“Spero che un giorno presto, la volontà del nostro popolo prevalga e che saremo in grado di creare con successo un nuovo stato”, ha detto Puigdemont di fronte a numerosi studenti e giornalisti.

Il presidente del Parlamento catalano lo propone come capo della Generalitat

Intanto a Barcellona il presidente del Parlamento catalano, Roger Torrent, sempre nella giornata di ieri ha proposto Carles Puigdemont come presidente della Generalitat, sostenendo che dopo i colloqui avuti la scorsa settimana, il leader catalano è l’unico candidato proposto e quello che ha “più sostegno”.

“Consapevole della situazione personale e giudiziaria” di Puigdemont, Torrent ha assicurato che farà “tutto quelle che è in mio potere” per proteggere i diritti alla “partecipazione politica” di tutti i deputati della Camera.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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