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Putin contro Navalny, come si è arrivati al giro di vite

Un confronto che, covato sotto la cenere, è deflagrato con una nuova ondata di arresti che hanno fatto tornare alla mente epoche passate. Da una parte Vladimir Putin, l’uomo che guida la Russia direttamente o per interposta persona da molti anni, dall’altra l’ultimo dei suoi oppositori, Alksey Navalny. Ma la spirale che prepara il giro di vite di questi giorni viene innescata, come spesso accade, dal ricordo: in questo caso l’anniversario della morte di un altro oppositore, Boris Nemtsov.

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Il ponte sulla Moscova

26 febbraio: Un documentario sulla morte di Nemtsov, dal titolo eloquente di “Un uomo troppo libero”, ha preso a circolare nelle sale e registra un inaspettato successo di pubblico. Racconta la parabola politica e personale dell’ex vice premier di Boris Eltsin dal governatorato di Novgorod all’assassinio il 23 febbraio del 2015.

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Da allora sul luogo dell’uccisione, un ponte sulla Moscova a poca distanza dal Cremlino, ogni notte mani sconosciute depositano mazzi di fiori. Ogni mattina le forze di sicurezza li rimuovono, ma poi i fiori tornano. Il 26 febbraio sono in migliaia a ricordare, con una marcia silenziosa, l’omicidio rimasto ancora senza colpevoli. La polizia non osa intervenire.

Il dossier contro Medvedev, il braccio destro

2 marzo: il Fondo anti-corruzione di Aleksei Navalny pubblica una possente inchiesta contro il premier russo Dmitri Medvedev, mostrando quelle che a suo dire sono tutte le proprietà che il capo del governo nasconde e i suoi legami con oligarchi e uomini d’affari, definendolo “tra gli uomini più ricchi e corrotti del paese”. Secondo l’inchiesta, divisa in 13 diversi capitoli, “attraverso fondazioni caritatevoli Medvedev possiede proprietà immobili in giro per il mondo, controlla appezzamenti di terra giganti nei quartieri più esclusivi, ha yacht e appartamenti in ville pre-rivoluzionarie e riceve profitti da società agricole e vigneti sia in Russia, che all’estero”.

Tra le proprietà risulterebbe anche un vigneto in Toscana, acquistato – secondo il Fondo anti-corruzione – dalla stessa società offshore che possiede ufficialmente lo yacht del premier. “Per il prezzo di 10 milioni di dollari – si legge nell’inchiesta pubblicata online – ‘investitori russi’ hanno tenuto 100 ettari di vigneti e uliveti. Dopo l’acquisto, il management dell’azienda vincola è passato a Sergei Stupnitsky, ex direttore di un altro vigneto legato a Medvedev, lo Skalitsky Bereg di Anapa, nel sud della Russia.

Aprono le sedi nella provincia profonda: la sfida è aperta

20 marzo: Navalny, candidato alla presidenza apertamente in contrasto con Putin, continua ad aprire a ritmo serrato sedi regionali del suo staff per mettere in piedi la campagna elettorale. Il clima teso porta ad un incidente a Barnaul, in Siberia, quando un uomo si avvicina a Navalny con la scusa di stringergli la mano e gli getta addosso della ‘zelyonka’, il liquido verde brillante che spesso viene usato per attaccare esponenti dell’opposizione russa. Navalny subito posta su Twitter la sua foto con mani e faccia completamente verdi scrivendo: “Aprirò la sede di Barnaul nelle vesti del film The Mask” riferendosi al celebre film con protagonista Jim Carrey. E nota: “Una cosa molto divertente è che il tizio della zelyonka è poi scappato su una macchina, che lo ha portato all’edificio dell’amministrazione regionale. La macchina sta lì, tranquillamente parcheggiata”.

La sfida è aperta. In effetti, è da un mese che Navalny sta girando la Russia ad aprire sedi e raccogliere fondi e volontari per la sua campagna elettorale. All’apertura del quartier generale del suo staff a Tomsk, il 17 marzo, l’edificio è stato evacuato per un allarme bomba poi rivelatosi falso. A Kemerov alcuni sconosciuti hanno gettato addosso al politico delle uova. Il 6 aprile poi è in programma l’apertura di due nuove sedi a Irkutsk e Krasnoyarsk. Il 13 aprile è prevista quella dei quartiergenerali di Omsk e Tyumen, in Siberia. Secondo i dati del coordinatore della campagna elettorale di Navalny, Leonid Volkov, in totale dovranno essere circa 70 in tutta la Russia. Allo scopo vengono raccolti 26,3 milioni di rubli (425.000 euro) da 17.000 diversi donatori e si sono registrate come volontari quasi 40.000 persone.

L’annuncio che prepara la repressione

22 marzo: Una manifestazione popolare per protestare contro il livello di corruzione raggiunto dalle autorità russe viene annunciata per il 26 marzo. Contemporaneamente si lascia intendere che la volontà è quella di ignorare platealmente il divieto subito apposto delle autorità. “Abbiamo intenzione di seguire il piano delineato da Navalny inizialmente: non ci è stato offerto in modo tempestivo un posto alternativo e così faremo la manifestazione nel luogo richiesto la prima volta”, vale a dire la via Tverskaya, in pieno centro, fa sapere l’addetta stampa dell’oppositore, Kira Yarmish. Dimostrazioni simili sono attest in almeno 98 città, in tutta la Russia. Il movimento comincia a preoccupare le autorità.

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Всем привет из Тверского суда. Настанет время, когда и мы будем их судить (только уже честно) pic.twitter.com/zs6ueJMM8o

— Alexey Navalny (@navalny) 27 marzo 2017

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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