TwitterFacebookGoogle+

qatar crisi egitto arabia saudita emirati arabi bahrein

La rottura dei rapporti diplomatici con il Qatar decisa da Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Barhain è l’ultimo clamoroso capitolo della complessa storia di un Paese piccolo ma potentissimo, dotato di ricchezze immense e interessi in tutto il mondo (Italia compresa), che, nello spesso indecifrabile scacchiere delle alleanze mediorientali, ha sempre giocato una partita a sé, cambiando fronte più volte o giocando su più tavoli. Il passato sostegno alla Fratellanza Musulmana, considerato un’organizzazione terroristica da Riad e dal Cairo, e l’attuale avvicinamento all’Iran sciita è l’origine della crisi senza precedenti di questi giorni.

Un gigante di 12 mila chilometri quadrati

  • Il Qatar è uno dei più piccoli Stati arabi, appena 12.000 chilometri quadrati, un po’ più del’Umbria e un po’ meno del Lazio.
  • Ha una popolazione di poco più di due milioni di abitanti, considerati, con il Lussemburgo, i più ricchi del mondo, visto che il loro Pil pro capite, intorno ai 100 mila dollari, è il più alto del Pianeta 
  • Tanta ricchezza è dovuta agli introiti del petrolio e soprattutto del gas, di cui il Qatar possiede le terze riserve mondiali.
  • Politicamente è un Paese anomalo, molto più potente delle sue ridotte dimensioni. 

La guerra a Saddam e le prime frizioni con i sauditi 

Nel 1971 ha rifiutato di diventare parte dell’Arabia Saudita – malgrado il comune orientamento wahabita della loro fede islamica – o degli Emirati Arabi Uniti. Poi si è sempre dato un gran da fare.

  • Durante gli anni Ottanta ha sostenuto lo sforzo bellico dell’Iraq nella guerra Iran-Iraq, nel 1991 si è opposto all’invasione irachena del Kuwait, schierandosi al fianco delle forze che hanno combattuto Saddam nella guerra del Golfo e diventando un’importante base militare Usa nella regione.
  • Le dispute territoriali con l’Arabia Saudita del settembre 1992 hanno messo in crisi le tradizionali buone relazioni tra i due paesi, nonostante l’accordo raggiunto nel maggio 1993.
  • Il 27 giugno 1995 l’erede al trono, Tamim bin Hamad Al Thani, ha deposto suo padre Khalifa bin Hamad Al Thani, e ha avviato una politica di apertura verso l’Iran, l’Iraq e la Palestina.

Un impero economico da Londra alla Costa Smeralda

  • Tamim ha 38 anni, è uno degli uomini più ricchi del mondo, dirige il cda del fondo sovrano del Qatar, che ha un patrimonio di 600 miliardi di dollari, possiede grandi quote della banca inglese Barclays, di Sainsbury’s e Harrods, di Volkswagen e Walt Disney, dell’aeroporto londinese di Heathrow, di Siemens e Royal Dutch Shell, nonché una partecipazione nel più alto edificio d’Europa, lo Shard London Bridge.
  • L’emiro è poi proprietario della squadra di calcio del Psg, del piano di sviluppo Porta Nuova, dello storico Hotel Gallia a Milano, di molti complessi alberghieri turistici della Costa Smeralda in Sardegna, dell’ex ospedale San Raffaele di Olbia ed è sponsor del Barcellona.
  • Tamim ha inoltre ereditato Al Jazeera, la tv che, dopo l’11 settembre 2011, è diventata l’alternativa araba e terzomondista alla Cnn. Al Jazeera era stata creata dal vecchio emiro Hamad, che si era messo in testa di rivaleggiare con Riad e che ha usato il network come megafono delle primavere arabe e dei Fratelli Musulmani, con l’obiettivo politico di creare una costellazione di capi sunniti al posto degli autocrati laici, come Gheddafi, Ben Ali, Mubarak e Assad.

La rottura con Riad

Tamim ha seguito la politica del padre, ma ha anche virato verso occidente, almeno per un certo periodo, con i suoi mega-investimenti tramite il fondo sovrano e la sua passione per lo sport, che ha consentito a Doha di aggiudicarso i Mondiali di calcio del 2022. Poi è intervenuto il ‘fattore Teheran’ a far precipitare i rapporti tra Qatar e Arabia Saudita. Le prime avvisaglie si erano viste nello

L’avvicinamento all’orbita sciita

I paesi arabi e del Consiglio di cooperazione del Golfo hanno lanciato sui media una dura compagna stampa contro Doha, accusandola di aver sottoscritto un accordo sulla sicurezza con l’Iran nel 2010. L’accusa e’ arrivata dall’Egitto, che è un noto avversario del Qatar, che sostiene i Fratelli Musulmani combattuti dal presidente Abdel Fatah al Sisi. Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno a loro vota pubblicato vari articoli molto critici contro il Qatar. La stampa saudita ha sottolineato lo scorso 26 maggio sul quotidiano “Okaz” che nei giorni precedenti al vertice tra Stati Uniti e paesi islamici che si è tenuto il 21 maggio a Riad, a cui ha partecipato anche il Qatar, il ministro degli Esteri di Doha, Mohammed Bin Abdel Rahman al Thani, si è recato in Iraq dove avrebbe incontrato segretamente a Baghdad il capo delle brigate al Quds delle Guardie rivoluzionarie iraniane, il generale Qasem Suleimani. Il quotidiano riferisce anche di un sostegno offerto dal Qatar ai ribelli sciiti dell’imam Abdel Malik al Houthi in Yemen, contro cui combatte l’esercito saudita alla guida della Coalizione araba che sostiene il legittimo presidente Abd Rabbo Mansour Hadi. Questo sostegno rientrerebbe nell’ambito della collaborazione con l’Iran come denunciato dalla stampa yemenita in passato, ed andrebbe avanti sin dal 2004.

Il quotidiano saudita mette in dubbio la tesi dell’attacco hacker al sito dell’agenzia di stampa ufficiale qatariota, ritenendo in linea con la politica di Doha le dichiarazioni a sostegno di Teheran ed Hezbollah in seguito smentite. Poi arriva il terremoto diplomatico di oggi, con Arabia Saudita, Egitto, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti – il Kuwait non c’è –  che tagliano i rapporti diplomatici con Doha, accusando il piccolo ma ricchissimo emirato di destabilizzare la regione. Il Qatar definisce “ingiustificate” e ribatte che l’obiettivo degli altri Stati arabi è quello di metterlo “sotto tutela.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.