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Qua la mano

hurstville0Una scuola di Sidney ha riconosciuto agli studenti di religione islamica il diritto di non stringere la mano alle donne. C’era una premiazione, c’erano delle presentatrici, e c’era un preside che le ha preventivamente avvisate della sua decisione. Che non è stata affatto estemporanea, anzi: pare che sia stata il frutto di una “estesa consultazione” con il personale, i genitori e i ragazzi. Qualche mese fa una vicenda analoga aveva avuto luogo in Svizzera, ma era finita con i due ragazzi siriani obbligati a stringere la mano alla loro docente, pena una multa. Chissà se anche in Australia le autorità scolastiche penseranno di intervenire.

Episodi minori, ma che ripropongono il problema dell’integrazione di una religione, l’islam, che presenta precetti non facilmente comprensibili per il mondo occidentale. Episodi destinati peraltro a moltiplicarsi: e non tanto per i flussi migratori, che pure sarebbe sciocco sottostimare, quanto piuttosto per lo zelo che diversi leader musulmani sembrano porre nel suggerire l’osservanza di tali precetti. Perché vietando di dare una mano a una donna, qualunque donna, la si finisce indirettamente per dare agli identitaristi anti-islamici. Più che alle lezioni di italiano, certi imam andrebbero mandati a quelle di educazione civica. Certi presidi, direttamente a scuola di laicità.

Raffaele Carcano

 

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