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Qual è il pericolo che Putin teme di più della bomba a idrogeno di Kim 

“L’Intelligenza artificiale è il futuro. Non solo in Russia, ma per tutta l’umanità. Si presenta come un’opportunità colossale, ma anche come una minaccia che è difficile da prevedere. Chiunque governerà questa sfera governerà il mondo”. Nelle settimane in cui tutto il mondo è in apprensione per la bomba di Kim Jong-un, il presidente russo Vladimir Putin in un discorso agli studenti sposta l’attenzione su un pericolo che a molti appare molto più grave dell’atomica e dell’idrogeno. L’intelligenza artificiale, le sue opportunità manifeste e i suoi rischi celati, imprevedibili.

Il dibattito acceso su Twitter da Elon Musk

La frase, pronunciata venerdì scorso, ha cominciato a circolare ieri dopo che è stata ripresa dall’agenzia russa Rt, e rimbalzata sul magazine online di tecnologia The Verge. L’articolo del sito americano è stato letto e condiviso su Twitter da Elon Musk, il fondatore di PayPal, Tesla e SpaceX. Che ha commentato il titolo dell’articolo (Putin dice che la nazione leader nell’intelligenza artificiale ’governerà il mondo”, ndr) in poche, chiarissime lettere: “E’ cominciata”.

It begins … https://t.co/mbjw5hWC5J

— Elon Musk (@elonmusk) 4 settembre 2017

Perché l’opinione di Musk sull’intelligenza artificiale è importante

Chi segue Elon Musk sa bene qual è la posizione del numero uno di Tesla, che da mesi oramai cerca di mettere in guardia dai rischi dell’intelligenza artificiale. Perché è importante il suo allarme? Musk da molti è considerato una specie di nuovo Steve Jobs. A legarli sarebbe la capacità di immaginare il futuro dei comportamenti degli utenti. Jobs lo ha fatto con il Mac, con l’iPod, ma soprattutto con l’iPhone. Musk è stato in grado di anticipare la rivoluzione dei pagamenti online con PayPal, le auto elettriche con Tesla e adesso la sua nuova sfida sono i viaggi spaziali con SpaceX. 46 anni, sudafricano di Pretoria, naturalizzato statunitense, Musk è insomma uno di quelli che sa quello che dice.

Così l’intelligenza artificiale potrebbe causare la terza guerra mondiale

E non è nemmeno uno di quelli che dice troppo: i suoi interventi sui social sono piuttosto misurati. Quest’ultimo tweet è stato rilanciato (alle 14 del 5 settembre) 32mila volte e ha avuto oltre 2mila risposte. A cui Musk a sua volta replicato. La principale spiegazione del suo ‘It begins’, è cominciata, è questa: “La Cina, la Russia, e presto tutte le nazioni forti nelle tecnologie informatiche” avranno sviluppato dei sistemi di Intelligenza artificiale.

“La competizione nazionale per la superiorità nell’Intelligenza artificiale potrebbe causare la terza guerra mondiale”. Ma la frase più importante, quella che spiega le ragioni del timore di Musk, arriva poco dopo: “Un nuovo conflitto internazionale potrebbe essere avviato non dai leader dei Paesi, ma proprio da un’intelligenza artificiale che potrebbe decidere che un attacco preventivo costituisce la via ideale per la vittoria”.

May be initiated not by the country leaders, but one of the AI’s, if it decides that a prepemptive strike is most probable path to victory

— Elon Musk (@elonmusk) 4 settembre 2017

 

Perché questa frase è così importante. Negli ultimi anni lo sviluppo dell’intelligenza artificiale ha cominciato a diventare centrale per le strategie dei Paesi più potenti del mondo. In questo momento la sfida principale è tra Usa e Cina. La Cina soprattutto ha da poco annunciato l’ambizione di diventare ‘leader’ in questa tecnologia entro 12 anni. La difesa per ora non è al centro dei piani di nessuno, concentrandosi le nazioni soprattutto sulle applicazioni dell’intelligenza artificiale su industria (automazione, produzione e controllo delle merci) e medicina (soprattutto nella prevenzione di malattie). Ma nulla vieta che l’intelligenza artificiale possa creare armi. Software malevoli (malware), come il Washington Post ha detto che la Russia ha già usato, ma anche veicoli di terra autopilotati e droni.

“Chi vincerà la guerra dei droni, vincerà la guerra”, dice Putin

E sempre nel discorso fatto da Putin venerdì scorso, viene citata proprio la possibilità di una guerra con i droni, quella che immagina come guerra del futuro tra le nazioni: “Quando i droni di una parte saranno sconfitti da quelli di un’altra, non ci sarà altra opzione che arrendersi”. Droni guidati da intelligenza artificiale. La cui mosse, strategie sul campo, saranno decise da super computer. Ed è per questo che chi avrà la ‘migliore intelligenza artificiale’ vincerà la guerra.

Il corto circuito dell’intelligenza che crea intelligenza 

Macchine di un’intelligenza superiore agli uomini, con capacità di calcolo infinitamente superiore, create da umani per sconfiggere altre super intelligenze sul campo di battaglia. Lo scenario ha qualcosa di dispotico. Ed è per questo che forse anche per Putin ha un’urgenza più forte rispetto a quella del ‘pazzo Kim’. Che nel suo discorso sembra quasi un fattore secondario, una pedina di un gioco dove in campo ci sono ragioni politiche e geopolitiche lontane dal futuro della guerra e dell’intelligenza. Così novecentesche. Troppo umane.

@arcangeloro

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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