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Quali saranno le battaglie della nuova Lega di governo

A sei anni e mezzo dalla caduta del terzo esecutivo Berlusconi, nell’autunno del 2011, la Lega torna al governo: con Matteo Salvini e in alleanza post elettorale con i Cinque stelle.

E’ un Movimento molto diverso, quello che si appresta a governare di nuovo il Paese, con il suo leader che ha ‘rottamato’ la parola Nord dal simbolo e rinnovato il partito che fu di Umberto Bossi ispirandosi alle formazioni euroscettiche d’Oltralpe e toccando il record storico dei consensi (17 per cento il 4 marzo).

Confesso, emozionato e felice. #governoLega5S #governogialloblu pic.twitter.com/c6RvUWozAj

— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) 1 giugno 2018

Inedita anche l’alleanza che, dopo 88 giorni di ‘stop and go’ e di convulse trattative, ha dato vita all’esecutivo di Giuseppe Conte, che oggi ha giurato e si è insediato. Fino ad ora, prima con Bossi poi con Roberto Maroni, quando la Lega è stata al governo, anche nelle amministrazioni locali, lo ha sempre fatto in coalizione con Forza Italia, nell’alveo del centrodestra. Il 45enne Salvini ha staccato il ‘cordone ombelicale’ da FI e azzardato un ‘matrimonio’ con il Movimento 5 stelle di Luigi Di Maio.

L’intesa con Di Maio e la benedizione di Maroni

L’intesa tra i due leader, entrambi abili nella comunicazione politica sui social, è tra i fattori che più ha agevolato la difficile unione. Salvini arriva alla sua prima esperienza di governo – non ha mai ricoperto ruoli ‘esecutivi’ nella sua venticinquennale carriera politica, neanche assessore – con il ruolo di vice presidente del Consiglio e ministero dell’Interno. “Anch’io avevo cominciato cosi” nel lontano 1994″, ricorda l’ex mentore Maroni. “Su sicurezza, immigrazione, autonomia, lotta alle mafie – i temi principali di cui si occupa il Viminale – Salvini sa cosa fare, è una garanzia”, prosegue l’ex governatore.

Il ‘capitano’ leghista ha già avuto modo di spiegare il ruolo di ministro dell’Interno che ha in mente. “‘A casa loro’ sarà una delle nostre priorità: porte aperte in Italia per la gente per bene, un biglietto di sola andata a quelli che vengono solo per far casino”.

5 miliardi da sforbiciare, subito

Per quanto riguarda il Def, ha riferito il segretario leghista, “mi sono confrontato con prossimo presidente del Consiglio e chiesto di dare particolare attenzione ai quei 5 miliardi” destinati alle spese per la gestione dell’accoglienza dei migranti. “Voglio dare una bella sforbiciata ai quei cinque miliardi”, ha affermato.

Salvini ha poi spiegato di voler rendere più efficiente il sistema di confisca di beni alla criminalità organizzata e che si vede un ministro dell’Interno “a disposizione di tutti i sindaci d’Italia”.

Propositi che evocano l’esperienza di Maroni al Viminale (2001-2008). Ma nel governo M5s-Lega, sarà centrale il ruolo di ‘manovratore’ di Giancarlo Giorgetti, nominato, oggi nel primo consiglio dei minisri, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Al partito di via Bellerio è attribuita l’indicazione di otto su 18 ministri, tra cui Giovanni Tria a sostituire Paolo Savona al Tesoro, con quest’ultimo confluito sulle Politiche europee, Marco Bussetti all’Istruzione e Giulia Bongiorno alla Pubblica amministrazione.

Per la Lega fondamentali le battaglie sulla tutela del made in Italy, con Gian Marco Centinaio all’Agricoltura, e quella sull’autonomia, con Erika Stefani agli Affari regionali. Il vice di Salvini, Lorenzo Fontana, infine, guida il neonato ministero dei Disabili e della famiglia.

Made in Italy, disabili e famiglia

Salvini, che si è detto “emozionato”, non si e’ sottratto a selfie e bagni di folla nel tragitto a piedi dal Quirinale a palazzo Chigi e poi di ritorno al Colle per gli auguri di Sergio Mattarella per il 2 giugno. Indossati i ‘panni’ di ministro – anche se al giuramento non sono passate inosservati le calze a righe (che indossa sempre) e il braccialetto del Milan – il leader ‘lumbard’ ha fatto sapere che, per la prima volta, domani parteciperà alla parata in programma a Roma per la Festa della Repubblica.

Nei giorni scorsi dopo lo ‘stop’ al primo tentativo di governo coi 5 stelle aveva detto che il 2 giugno non ci sarebbe stato “nulla da festeggiare” e aveva annunciato che avrebbe trascorso la giornata “con i cittadini”, impegnato in un tour di comizi in vista delle amministrative del 10 giugno. Salvini quindi, come fatto in passato anche da Maroni, partecipeà’ in qualità di ministro a una Festa che, come quella per la Liberazione, non ha mai scaldato i cuori dei leghisti: cancellato l’incontro pubblico a Brescia, confermati i due comizi a Vicenza e Treviso.

Gianluca, saresti stato orgoglioso e felice dei risultati che la Lega oggi ha raggiunto. Guardaci e guidaci da lassù. pic.twitter.com/n5qzhZ41Hs

— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) 1 giugno 2018

Il segretario leghista nella storica giornata non ha mancato di dedicare un tweet a Gianluca Buonanno, scomparso due anni fa in un incidente stradale. “Saresti stato orgoglioso della Lega”, ha scritto, ‘postando’ una sua foto col deputato piemontese. “Guardaci e guidaci da lassù”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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