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Quali sono gli ostacoli che separano l'intesa Bonino-Tabacci dal Partito democratico

La fumata bianca arriva al mattino. In casa di Emma Bonino si presentano il segretario dei radicali italiani, Riccardo Maggi, il senatore Benedetto Della Vedova e Bruno Tabacci. Il capofila di Centro Democratico, poche ore prima, ha parlato con la leader radicale per dire che, forse, una soluzione c’è. E nel vertice a quattro ne spiega i dettagli: Centro democratico mette a disposizione di +Europa il proprio simbolo. Stop, nessuna contropartita. “Un gesto di generosità”, lo definisce Bonino. Poco importa che Centro democratico sia un movimento di ispirazione cattolica, sulla carta l’antitesi dei laicissimi radicali. Quel che conta è che una forza politica non sia esclusa dalle elezioni.

Ora, con Emma Bonino in pista, il Partito Democratico lavora a formalizzare l’alleanza. Quel che sembrava solo una formalità, dopo le tensioni e gli strappi degli ultimi giorni, potrebbe rivelarsi un percorso meno agevole di quanto preventivato. La leader radicale ha, infatti, già fatto sapere di voler dare battaglia, anche in chiave giurisdizionale, contro il Rosatellum definito “un imbroglio”. Una sfida al Pd visto che è stato proprio il partito di Matteo Renzi, con il capogruppo alla Camera Ettore Rosato, l’ispiratore della legge. I rapporti tra i due leader, poi, non sono idilliaci. Al termine dell’incontro del 13 novembre al Nazareno, Bonino dichiarò, sì, di aver trovato punti di contiguità con il segretario Pd, ma aveva anche dettato le sue condizioni: “approvazione del biotestamento e Ius Soli”. Condizioni soddisfatte solo a metà.

“Lo scenario è ancora aperto”, confermano fonti di +Europa. E che la strada non sia affatto in discesa lo testimoniano anche gli interventi dello stato maggiore del Nazareno, subito dopo il coup de theatre di Bruno Tabacci in conferenza stampa con Bonino. “La questione della raccolta firme che aveva ritardato l’adesione di Più Europa al centrosinistra, è stata risolta. Benvenuta ad Emma Bonino, che spero a breve alleata del Pd”, si affretta a scrivere su Facebook il senatore ultra renziano, Andrea Marcucci.

Di lì a poco è il turno di Piero Fassino, il mediatore prescelto da Renzi pre trattare di alleanze con gli altri partiti: “L’intesa Tabacci-Bonino è un passo positivo che può consentire il superamento dell’impasse sulle firme per la lista +Europa. Adesso è tempo di scelte politiche, e il Partito Democratico ribadisce l’interesse a un’intesa proprio in nome di quell’europeismo che ispira la lista Bonino ed è nel Dna del Pd”.

E Fassino apre anche al discorso della ripartizione dei candidati nei collegi uninominali, il secondo nodo – dopo quello delle firme – segnalato nei giorni scorsi da Bonino: “Siamo pronti al più ampio confronto sia sulle opzioni politico-programmatiche, sia sulle modalità con cui presentarci insieme nei collegi uninominali”.

Da parte di +Europa, per il momento, non si scioglie la riserva. Certo, ammette chi ha lavorato da vicino alla soluzione della vicenda, un grosso ostacolo è stato rimosso, ma si sta ancora cercando di capire quale strada intraprendere. Ogni decisione formale è rimandata all’assemblea del 13 gennaio, un momento di confronto pubblico in cui, assieme alla presentazione del programma, si valuteranno gli eventuali apparentamenti.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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