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Quali sono i dubbi del garante europeo per la privacy su Rousseau

Rousseau “riguarda una forza politica che adesso ha un’ampia rappresentanza, non è il data base del circolo bocciofilo”, per questo l’Europa guarda alla Piattaforma “con attenzione”, in quanto è un caso che può “diventare un test” in vista delle elezioni europee del maggio prossimo. Lo annuncia il Garante Ue per la Privacy, Giovanni Buttarelli, intervistato dall’AGI. Secondo Buttarelli potrebbero emergere questioni “relative alla schedatura illecita, alla profilazione indebita, al monitoraggio occulto o al trattamento subdolo dei dati”.

“Seguo con attenzione quello che sta facendo l’Autorità italiana sulla piattaforma Rousseau – premette Buttarelli – è un problema ancora aperto visto che l’Autorità ha inviato nuove osservazioni che riguardano chiarezza e sicurezza della piattaforma. Ma queste sono cose che vanno nel pubblico interesse, non sono cose contro il Movimento Cinque Stelle. Anche perché se funziona, da quel tipo di democrazia partecipativa non possiamo arretrare. Io ne ho parlato all’ultima riunione del Gruppo ‘Articolo 29’ dove abbiamo deciso di dar vita a un gruppo sui social media che esamina anche il caso di Cambridge Analytica“.

Le preoccupazioni del garante

“C’è una ricaduta sull’aspetto politico – continua Buttarelli – e noi vogliamo dare delle istruzioni in positivo per chiunque voglia attuare queste piattaforme di nicchia, cioè che riguardano la singola forza politica. In Italia ci sono dei precedenti, in passato abbiamo discusso di casi che riguardavano le elezioni primarie o l’uso corretto dei dati raccolti in occasione di referendum politici che poi per finanziare campagne politiche Radicali venivano commercializzati in termini non noti agli interessati. Quindi non è la prima volta che la comunicazione politica è oggetto di analisi. Ma la cosa che mi preoccupa di più non è tanto che una piattaforma di un partito abbia dei ‘buchi’ e che quindi qualcuno non legittimato possa parteciparvi o che qualcuno possa votare due volte”, continua. “Certo, sono problemi importanti, ma la mia preoccupazione è molto sulla schedatura illecita, sulla profilazione indebita, sul monitoraggio occulto, il trattamento subdolo dei dati. Che non significa solo che hanno raccolto una informazione su di me e mi indirizzano verso un ‘prodotto’, questa era un rischio del passato: oggi significa che possono dire ‘questo ha una propensione a fare una certa cosa’. Prima lo diceva un motore di ricerca, oggi lo dice un algoritmo. Siamo quello che ci stanno analizzando. Ma almeno dobbiamo saperlo”. 

Un test importante

“Per questo Rousseau è un test di prova importante – prosegue Buttarelli – considerato che riguarda una forza politica che adesso ha una così ampia rappresentanza, non è il data-base del circolo bocciofilo. Le attività della piattaforma sono di esclusivo compito dell’Autorità nazionale, ma indubbiamente la democrazia rappresentativa e partecipativa sarà oggetto di attenzione. E’ possibile che alcuni casi possano essere portati in Europa dalle Autorità nazionali per dire ‘sulla base di quel caso serve mettere in comune una policy’ oppure se ci sono dei problemi per cui e’ il caso di dare delle grosse linee guida. Il fatto che le raccomandazioni, le istruzioni, le prescrizioni del garante italiano siano condivise dagli altri e’ importante perché poi varranno per le prossime elezioni in un altro paese. La piattaforma Rousseau è un test importante non solo per l’Italia”.

“Ora dobbiamo chiudere le indagini su Cambridge Analytica – spiega Buttarelli – e vedere chi ha fatto cosa. Poi partiranno le procedure di applicazione delle sanzioni nei paesi dove ci sono state delle violazioni. Infine ci sarà una conclusione mi auguro non più tardi del tardo autunno, in chiave generale sul tema dei social. Io mi auguro che tra dicembre, al più tardi gennaio, in tempo utile per l’avvio della campagna delle elezioni di maggio ci sia una presa di posizione specifica che presuppone un lavoro che deve partire nei mesi prima. Ci riuniremo, porteremo delle esperienze positive e negative e ne trarremo dei principi comuni. Il tema è delicato”, conclude.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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