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Quando il padre di Trump finì nei guai per una manifestazione del KKK

Lui, il figlio, ha sempre negato. Anzi, ad una domanda in proposito durante la campagna elettorale dello scorso anno, si lasciò andare ad un vero e proprio sfogo: “Non è mai accaduto. Mai. Mai. è una storia ridicola. Non è mai stato da quelle parti. Mai stato arrestato, mai condannato, mai accusato. Mai successo!”. Eppure pare proprio che le cose siano accadute sul serio, e che Fred C. Trump, nel lontano ma non troppo 1927, finì nei guai perchè era nel mezzo di una manifestazione del Ku Klux Klan. Anche se Donald giura il contrario.

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Come andarono le cose il 30 maggio 1927

Novant’annni fa esatti. Era il 30 maggio, ricorrenza del Memorial Day, il giorno in cui l’America ricorda i propri caduti di tutte le guerre e gli animi si riscaldano, soprattutto al Sud o in certi ambienti, per l’estate incipiente e nella rimembranza della Nascita di una Nazione. Il 1927, poi, era un momento particolare: il Paese viveva gli ultimi fuochi degli Anni Ruggenti, e sembrava che la destra prendesse il volo sulle ali dello “Spirit of Saint Louis”, l’aereo con cui Charles Lindbergh – notoriamente poco liberal – aveva appena sorvolato l’Atlantico in 33 ore e 30 minuti. Il trionfo dell’Uomo Bianco, che partendo dall’America arrivava in un’Europa dove un giovane leader carismatico e autoritario faceva arrivare in orario i treni nel paese più indisciplinato del Continente, mentre nel paese più disciplinato i partiti democratici stentavano ad uscire dall’inflazione galoppante.

Polemiche negli Stati Uniti per la mancata presa di posizione del presidente Trump dopo i fatti della Virginia

1:2 There should be no place in society for racism, white supremacy and neo-nazis.

— Ivanka Trump (@IvankaTrump) 13 agosto 2017

Suprematisti e fascisti in piazza al Bronx e Queens

Per chi dovevano tenere, i bianchi americani abituati a giudicare dal risultato concreto e tangibile? Senza considerare, poi, che il giovanotto a Palazzo Venezia aveva dalla sua molti ammiratori di italico sangue e patriottiche nostalgie, migranti per necessità e non per scelta, che in lui vedevano un riscatto e una riscossa. Fu così che, quel giorno del 1927, fascisti italiani e suprematisti del Ku Klux Klan scesero per le piazze e per le strade di New York, rispettivamente al Bronx e a Queens. Non andò bene a nessuno di loro, ma ai filofascisti andò peggio: furono affrontati da antifascisti molto arrabbiati, e in due restarono secchi sul terreno. Ma Fred C. Trump, sia chiaro, non era parte della baruffa. Fred C. Trump, infatti, entra in scena quando mille cavalieri bianchi del KKK presero a marciare da Queens al quartiere adiacente di Jamaica, che come dice il nome è ad altissima concentrazione di abitanti di colore. “La libertà e la democrazia sono state messe sotto i piedi” si leggeva nei volantini distribuiti alla folla, “l’americano di nascita e protestante di fede non può che organizzarsi per difendere: una bandiera, la Bandiera degli Stati Uniti, una scuola, la scuola pubblica, una lingua, l’Inglese!”.

Immigrati, colored e non protestanti: ecco il nemico della Nazione. E soprattutto, vien da dire ricordando un celebre passo dei Blues Brothers di John Landis, “Soprattutto sono cattolici”. Sì, perchè i cattolici erano visti come la quinta colonna dell’esercito impegnato nella distruzione dall’interno della stessa anima americana. Lo scrivevano anche quelli del KKK, quel torrido 30 maggio del 1927, nei loro volantini: “L’americano di nascita e il protestante, sono vittime degli assalti della polizia Cattolica Romana della città di New York”.

Il presidente nega ma ci sono i documenti

In effetti italiani ed irlandesi sono i due gruppi che fin dalle origini garantiscono l’ordine nella Grande Mela, e questo bastava al KKK per farne dei nemici. Anche a Queens, alla fine, scoppia il parapiglia, e stando alla stampa locale dell’epoca in sette finiscono in gattabuia. Tra questi Fred C. Trump, “domiciliato al 175-24 di Devonshire Road, Jamaica”. Esistono ancora i documenti con tanto di firma autografa dell’internato. Un giornale dell’epoca, il Daily Star, nel riferire dell’increscioso fatto riporta che il Signor Trump ebbe a subire l’arresto “sulla base dell’accusa di essersi rifiutato di abbandonare il luogo di una marcia, cosa che gli era stata ordinata”. Da allora Donald, figlio di Fred e fratello di un altro Fred nato una decina di anni dopo i fatti, ha sempre negato. Ma sempre la stampa locale (il Brooklyn Daily Eagle, per l’esattezza) notava i quei giorni come il Ku Klux Klan stesse considerando di schierarsi pesantemente contro la corsa alla Casa Bianca dell’allora governatore dello stato di New York, Al Smith, perchè cattolico e “campione della contaminazione aliena”. Forse certe idee vengono da lontano.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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