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Quando muoio ti lascio i soldi, anche se non ti conosco. La nuova moda del testamento solidale

Articolo di Francesco Olivo (Stampa 2.8.16)

“”Si chiama Luis Carlos de Noronha Cabral de Camar ed è il patrono di una nuova categoria di santi. Portoghese poco noto, ma ricchissimo, prima di morire prese carta e penna e scrisse 70 nomi ai quali lasciare dei soldi. Il criterio di selezione lasciò tutti esterrefatti, non erano né parenti, né amici. Tanto che quando il notaio cominciò a contattarli pensarono a uno scherzo: nessuno aveva mai sentito parlare di quel signore. Soluzione dell’enigma: Luis Carlos aveva scelto i fortunati sfogliando l’elenco del telefono.
Quella portoghese è una vicenda limite, persino paradossale, più aneddoto che paradigma, ma la notizia è che anche in Italia sono in grande crescita i cosiddetti testamenti solidali, ovvero dei lasciti non diretti a familiari. Le statistiche parlano chiaro: negli ultimi dieci anni, nonostante la crisi, l’aumento è stato del 15 per cento per un totale stimato di un milione e mezzo di italiani. Un tempo patrimonio quasi esclusivo delle istituzioni religiose, le opere filantropiche (post mortem) stanno diventando una bella moda «che non danneggia i parenti» tiene a precisare il Consiglio del Notariato, che segue con attenzione il fenomeno. Se gli over 55 cominciano a sfruttare queste opportunità, il 60% dei giovani si dice «curioso» (sondaggio Doxa).
Le storie sono sempre più diffuse, c’è chi pensa al giardiniere con problemi di salute, chi agli operai della propria fabbrica e chi ai medici che curano la nipotina.
I motivi del boom sono fondamentalmente due: primo, gli italiani cominciano a fare testamento più spesso (restiamo tra gli ultimi Paesi al mondo, solo il 8% mette per scritto le ultime volontà, contro il 48% della Gran Bretagna). Il secondo fattore è legato al primo, facendo testamento si viene a conoscenza della cosiddetta «quota disponibile», ovvero la parte d’eredità che può essere liberamente «disposta» a favore di chiunque, senza alcun vincolo. Gli esperti dicono che questi atti liberali non provocano conflitti tra i familiari, tutelati dalla quota legittima, e normalmente coinvolti nelle scelte. Se a far notizia sono i grandi patrimoni, il grosso di questi lasciti rappresenta cifre molto più basse. La metà delle donazioni è sotto i ventimila euro, il 25% fra i 20 mila e i 50 mila euro e solo l’8,5% supera i 100 mila euro.
Nella maggior parte dei casi a beneficiare di questi atti generosi sono le organizzazioni non profit, tanto che 16 associazioni hanno formato il «Comitato testamento solidale» per cercare di diffondere il più possibile questa forma di finanziamento. Tra le altre ci sono Unicef, Telethon, Lega del Filo d’oro, Save the Childern, Cesvi, Amref, Ail. La materia, al netto della scaramanzia, è ostica, sul sito testamentosolidale.org ci sono tutte le risposte ai dubbi. Manca una massima, molto in voga tra i notai: fare testamento allunga la vita (anche quella degli altri).””

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